Crollo crypto: Bitcoin verso gli 80.000 dollari?

Fine settimana che non ti aspetti per i mercati che registrano una sessione da dimenticare.

Bitcoin è scivolato ai minimi degli ultimi nove mesi, bucando la soglia psicologica degli 83.000 dollari fino a toccare un minimo di 81.058 dollari questa mattina.

Ma partiamo dai numeri, perché raccontano una storia piuttosto chiara. In appena ventiquattro ore, la capitalizzazione totale del comparto ha perso circa 200 miliardi di dollari. Secondo CoinGlass, più di 270.000 trader si sono ritrovati con le posizioni liquidate, per un totale di 1,68 miliardi di dollari andati in fumo.

Il dettaglio che colpisce? Il 93% di queste chiusure forzate riguardava posizioni long, soprattutto su BTC ed Ethereum.

Rispetto al massimo storico di 126.000 dollari toccato in Ottobre, stiamo parlando di una correzione del 35%. Non esattamente una passeggiata.

E per capire davvero cosa sta succedendo, bisogna guardare oltre i grafici: tensioni geopolitiche che si accumulano, un settore tech in affanno, la Fed che non molla la presa sui tassi e una confusione normativa che non accenna a dissiparsi.

Crollo crypto: Bitcoin verso gli 80.000 dollari?

Andiamo come sempre a vedere i dati

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Ancora tensioni commerciali

Trump alza ancora una volta la posta sui dazi.. Nell’ultima settimana ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e firmato un ordine esecutivo per imporre dazi su qualsiasi prodotto proveniente da Paesi che vendono petrolio a Cuba.

Una mossa che ha fatto alzare più di un sopracciglio tra gli investitori, già nervosi per le minacce tariffarie contro mezza Europa.

La lista è lunga: Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Finlandia. Tutti nel mirino con tariffe del 10% che potrebbero salire al 25% entro giugno.

Il pretesto? La questione Groenlandia, con Washington che insiste per acquisirla. Una richiesta che, diciamolo, suona un po’ surreale nel 2026.

Il risultato è stato prevedibile: fuga dagli asset rischiosi. E le crypto ientrano esattamente in questa categoria.

Anche il medio oriente torna a preoccupare. Come se non bastasse, c’è la questione Iran. Gli Stati Uniti hanno inviato altre navi da guerra nel Golfo Persico e Trump ha fatto sapere di voler aprire un dialogo con Teheran. Però ha anche aggiunto che “sarebbe meglio non dover usare” tutta quella potenza di fuoco schierata nella regione. Un messaggio non esattamente distensivo.

Questa incertezza ha spinto molti a cercare riparo. Ma attenzione: anche i cosiddetti beni rifugio e cioè le materie primehanno vacillato.

Come vediamo dai dati:

l’oro ha perso il 9% dal picco di 5.600 dollari l’oncia, l’argento ha ceduto l’11,5%

Grafico Oro.- 30 Gennaio 2026

Quando anche l’oro scende insieme a Bitcoin, capisci che il mercato sta attraversando una fase di panico generalizzato. Una situazione “strana” a cui non eravamo abituati.

Microsoft ha fatto da detonatore

C’è un legame sempre più stretto tra i mercati azionari e quello delle criptovalute. Da quando gli ETF spot hanno portato gli istituzionali nel mondo Bitcoin, questa correlazione si è fatta evidente.

E quando Microsoft crolla del 10% in una sola seduta, il ribasso giornaliero peggiore dal marzo 2020, l’onda d’urto arriva anche qui.

Come vediamo dal grafico sulle azioni Microsoft:

Grafico Azioni Microsoft - 30 Gennaio 2026

c’è stato un vero e proprio crollo nella giornata di ieri, cosa che ha trascinato giù praticamente tutti i mercati.

Il problema? Spese folli per i data center dedicati all’intelligenza artificiale e una crescita del cloud che rallenta. Jeff Mei, COO dell’exchange BTSE, l’ha detto chiaramente: quando la società più capitalizzata al mondo mostra segni di debolezza, tutti corrono ai ripari. E Bitcoin non fa eccezione.

I dubbi sull’AI iniziano a pesare. La frenata di Microsoft ha sollevato una domanda scomoda: gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno davvero producendo i ritorni sperati? Molti stanno rivalutando le proprie posizioni sui titoli tech legati all’AI, e questo clima di incertezza si riflette anche sul mercato crypto.

Il Nasdaq ha chiuso a -2,5%, l’S&P 500 in rosso per il secondo giorno consecutivo. Quando il sentiment diventa negativo, gli asset rischiosi vanno tutti male inevitabilmente.

ETF Spot: oltre 1 Mld in fumo in cinque giorni

Qui il dato è significativo. Gli ETF spot su Bitcoin americani hanno registrato deflussi netti per oltre 1,1 miliardi di dollari in cinque sedute consecutive. Un’inversione netta rispetto all’ottimismo di inizio anno.

Ecco gli ultimi dati su SoSovalue:

ETF Spot: deflussi 1 Miliardo di dollari

come vedete una settimana negativa con outwlows vicini al miliardo di dollari. Il dato che preoccupa maggiormente sono gli 817 milioni di dollari di deflussi solo nella giornata di ieri.

La cosa interessante è che il 92% di queste uscite si concentra su tre prodotti. Non è panico retail, insomma. Sono i grandi investitori istituzionali che stanno riducendo l’esposizione. Quelli che di solito si muovono prima e muovono cifre importanti.

Per mettere le cose in prospettiva: a Novembre gli ETF Bitcoin hanno visto deflussi per 3,48 miliardi, a Dicembre altri 1,09 miliardi. Gennaio mostra numeri più contenuti, il che potrebbe significare che la pressione di vendita sta diminuendo. Potrebbe. Ma è ancora presto per cantare vittoria.

La domanda vera è: quando torneranno gli afflussi? Perché se i flussi si invertissero, potremmo vedere un supporto strutturale ai prezzi. Per ora, però, tocca aspettare.

E intanto il prezzo di BTC scende verso gli 82.000 dollari.

La Fed non aiuta ma….

La Federal Reserve ha confermato i tassi nel range 3,50%-3,75% senza dare indicazioni su possibili tagli. Il mercato ha interpretato la cosa come un atteggiamento da falchi, e questo non fa bene a Bitcoin.

CME Probabilità Taglio Tassi FED - 26 Gennaio 2026

È una questione di opportunità-costo, in fondo. Quando i tassi sono alti, gli strumenti a reddito fisso diventano più attraenti rispetto ad asset che non generano rendimento. E Bitcoin, per sua natura, non paga cedole né dividendi.

Chi sarà il prossimo presidente? C’è anche un altro elemento di incertezza. Circolano voci su Kevin Warsh come possibile nuovo presidente della Fed.

Warsh è noto per le sue critiche al quantitative easing ed è considerato un falco sull’inflazione. Se venisse nominato, nel breve termine non sarebbe una buona notizia per il mercato crypto.

Analisi tecnica BTC/USDT

Dal punto di vista tecnico, come vediamo sul grafico, la situazione non è delle migliori. Il prezzo ha violato al ribasso gli 84.000 dollari, un livello che era stato testato più volte e che molti consideravano cruciale.

Grafico BTC/USD - 30 Gennaio 2026

Occhi puntati ora sul timeframe mensile. La chiusura di Gennaio, infatti, diventa fondamentale: se conferma sotto questo livello, potremmo vedere ulteriori discese verso l’area 74.000-78.000 dollari.

Per invertire la rotta nel breve, servirebbe riconquistare gli 86.500 dollari. Ma per parlare di vera ripresa, bisognerebbe superare i 94.000 dollari. Ancora lontani, insomma.

Se Bitcoin non se la passa bene, Ethereum sta anche peggio. Ha perso il 6,25% in un giorno ed è scivolato sotto i 2.900 dollari, un supporto importante. Siamo al quarto mese consecutivo in rosso, e il quadro tecnico non è dei migliori.

Una nota positiva: il fondo SAFU di Binance

In mezzo a tutta questa turbolenza, c’è una notizia che vale la pena menzionare. Il Secure Asset Fund for Users di Binance ha superato il miliardo di dollari in Bitcoin. È un fondo di emergenza pensato per proteggere gli utenti in caso di problemi, e raggiungere questa soglia è un segnale di solidità.

Binance: fondo SAFU convertito in BTC

Inoltre hanno annunciato che convertirannole riserve di stablecoin del fondo, pari a circa 1 miliardo di dollari, in BTC entro i prossimi 30 giorni.

Certo, non cambia il quadro generale. Ma sapere che esistono meccanismi di protezione può fare la differenza quando valuti il rischio complessivo di operare in questo mercato.

Cosa aspettarci a Febbraio?

Quello che stiamo vedendo non è un fulmine a ciel sereno.

Bitcoin ha infranto diverse statistiche storiche negli ultimi mesi: quarto trimestre 2025 chiuso in negativo, febbraio scorso con il peggior calo mensile dal crack di FTX. Il mercato sta digerendo gli eccessi della corsa ai massimi di ottobre.

Come sempre bisogna ragionare sul lungo periodo, sopratutto nei momenti di difficoltà. Bisogna essere pronti al fatto che BTC può alternare dei periodi in cui fa dei rialzi importanti a correzioni profonde.

Se operi in questo settore, sai già che la volatilità fa parte del gioco. La storia non è finita, ovviamente. Ma in questo momento, prudenza e gestione del rischio diventano ancora più importanti.

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Domenico Sacchi
Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute.