Il prezzo di Bitcoin sta attraversando giorni di incertezza. Stiamo parlando di sei sedute consecutive in rosso, con il prezzo BTC che ha toccato quota 90.700 dollari e sembra voler proseguire al ribasso.
Un dato che fa riflettere: siamo pericolosamente vicini ai minimi di inizio anno. E la colpa? In gran parte delle tensioni geopolitiche scatenate da Trump con le sue minacce di dazi all’Europa sulla questione Groenlandia. Un vero e proprio effetto domino che ha fatto scattare un movimento generalizzato di fuga dagli asset rischiosi.
Analizzando il grafico vedremo poi che sembra esserci stata una manipolazione in corso proprio in corrispondenza degli annunci di Trump. A livello tecnico il prezzo di BTC ha bucato diversi supporti importanti e adesso sta testando l’area critica tra 91.200 e 90.400 dollari, che costiusce praticamente la media mobile a 50 giorni.
Al di sotto di questo livello non sorprenderebbe andare a testare la zona 87.000-84.000 dollari che aveva retto bene a Novembre.
Sul fronte macro, lo scenario non aiuta affatto. Le borse europee hanno chiuso malissimo, con perdite sopra l’1,5.
Cerchiamo di capire in che direzione può muoversi il mercato.
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Sommario
Trump, Groenlandia e l’effetto domino sui mercati
Partiamo dai dati. Il 17 gennaio Trump ha minacciato dazi del 25% su otto Paesi europei – Danimarca, Germania, Francia e altri. colpevoli di opporsi ai suoi piani sulla Groenlandia. Ha definito l’isola artica “fondamentale per la sicurezza nazionale”. Una mossa che ha mandato nel panico i mercati tradizionali e, a cascata, anche Bitcoin e le criptovalute.
L’effetto sul prezzo di BTC è stato immediato. Nelle prime ore di oggi, BTC ha fatto una piccola correzione del 2,2% a 90.924 dollari. Secondo gli analisti non sono stati solo i piccoli investitori a vendere.
Anche i “pesci grossi” hanno scaricato posizioni massicce: parliamo di 22.918 BTC venduti complessivamente.
Come vediamo in questo post su X:

c’è chi sostiene che si vendano posizioni massicce durante le ore di bassa liquidità per scatenare le liquidazioni sugli exchange.
Coinbase ha visto uscire 2.417 BTC, Bybit 3.339 BTC, Binance 2.301 BTC.
Andiamo a vedere le liquidazioni su Coinglass:

e notiamo che abbiamo 139 milioni di long liquidati su ETH e 119 milioni di dollari in posizioni long liquidate su BTC solo nelle ultime 24 ore.
Ma perché tutta questa attenzione per la Groenlandia? La risposta non è solo geopolitica. E ‘ una terra che nasconde giacimenti enormi di minerali strategici: nichel, platino, cobalto.
Roba essenziale per batterie e tecnologie avanzate. Giganti come KoBold Metals, che ha tra i suoi investitori Zuckerberg, Bezos e Altman, hanno già messo le mani su permessi di estrazione lì.
Il problema è che questa escalation commerciale tra USA ed Europa sta creando un clima di incertezza molto forte.
E quando c’è incertezza, gli asset speculativi come le crypto soffrono. Ethereum ha perso il 3,7%, Bitcoin sembra voler scender sotto i 90.000$, non un buon segno.
Analisi tecnica BTC/USD
Dal punto di vista tecnico, il prezzo di Bitcoin sta testando delle aree molto importanti.
Sul grafico daily di TradingView:

vediamo che BTC sta testando l’area di supporto più importante: quella tra 91.200 dollari e la media mobile a 50 giorni, che attualmente è attorno ai 90.400 dollari. È l’ultimo supporto prima che le cose possano peggiorare nuovamente.
La discesa è partita la settimana scorsa. Bitcoin aveva provato a sfondare i 97.000 dollari, prima resistenza importante di medio periodo, ma è stato respinto.
Da lì è iniziata la discesa che ha portato alla rottura del primo supporto, aprendo le porte all’attuale fase debolezza. Se il prezzo di Bitcoin dovesse rompere al ribasso anche quest’area tra 91.200 e 90.400 dollari, il prossimo target diventa 87.400 dollari.
L’RSI manda segnali contastanti. Sembra essere in una fase di ipervenduto. Quando l’RSI scende sotto 30 sul grafico giornaliero, Bitcoin può rimanerci bloccato per settimane durante i bear market. Per uscire da questa situazione servono due cose: superare prima i 93.900 dollari, e poi la resistenza principale a 94.700 dollari.
Vedremo se questo calo è da imputare solo a Trump o è l’inizio di un movimento ribassista più forte.
Segnali di bear market all’orizzonte: il mercato trema
Il mercato crypto sta mostrando alcuni piccoli segnali di bear market che non si vedevano insieme dal del 2022.
Cominciamo dal primo: il prezzo BTC sotto la media mobile a 365 giorni. Secondo Coin Bureau, questa barriera è cruciale. Nel 2022, ogni volta che Bitcoin ha provato a superarla, è stato respinto verso nuovi minimi. Adesso, con la MA a 101.000 dollari e il prezzo sotto 91.000, abbiamo un gap del 10% che pesa come un macigno.
Altro indicatore: i drawdown storici. Dopo il top del 2013, Bitcoin perse il 75,9%. Dopo il 2017, giù dell’81,2%. Dopo il 2021, calo del 74%. E adesso? Siamo solo al 30% dal picco. Troppo poco rispetto al passato. Questo fa pensare che il peggio potrebbe ancora dover arrivare.
Le liquidazioni stanno facendo il resto. Dati Coinglass: nelle ultime 24 ore, posizioni liquidate per 260,32 milioni di dollari.
E dall’inizio della settimana? Quasi 900 milioni bruciati.
Il prezzo di BTC non sembra aver avviato un nuovo trend rialzista convincente.
Gli ETF “guidano” ancora il prezzo
La cosa interessante è che durante questa correzione i flussi verso gli ETF sono aumentati. Sì, proprio mentre il prezzo Bitcoin scendeva.
Vuol dire che gli istituzionali stanno comprando sui ribassi, accumulando a prezzi più vantaggiosi.
Ecco gli ultimi dati settimanali degli ETF Spot su Bitcoin:

come vediamo c’è stata una settimana record per gli afflussi ma quella precedente era stata negativa per 681 milioni di dollari.
Secondo i dati di Glassnode, le “whales” stanno spostando i loro fondi in custodia di lungo termine, fuori dagli exchange.
Le “whale” dormienti si risvegliano
Quando il mercato è nervoso, puntualmente tornano alla ribalta le storie delle “balene” che si risvegliano dal letargo.
Lookonchain ha riportato il caso di un indirizzo che dopo 13 anni di inattività ha mosso circa 909,38 BTC – parliamo di qualcosa come 84,62 milioni di dollari.
Ecco il post su X:

Il dettaglio interessante? Questi Bitcoin non sembrano essere finiti direttamente su un exchange. E questo fa una enorme differenza.
Anche una balena riconducibile ad un wallet dell’era Satoshi che deteneva BTC dal 2013 ha venduto 10.000 BTC come vediamo in questo post:

Questo per alcuni significa che il bear market stia arrivando.
Ma come dovresti interpretare tu questi movimenti? La verità è che bisogna ragionare per scenari:
Scenario uno: potenziale pressione di vendita. Se quei fondi finiscono su un exchange o su un desk OTC con l’intenzione chiara di monetizzare, allora sì, potrebbe esserci pressione al ribasso. È il caso in cui la whale vuole effettivamente vendere.
Scenario due: movimento neutro/tecnico. Magari è solo una questione di sicurezza – aggiornamento del wallet, rotazione della custodia, consolidamento degli UTXO per questioni tecniche. Niente vendita all’orizzonte, solo “manutenzione ordinaria” di un portafoglio gigantesco.
Scenario tre: effetto sentiment. Questo è quello più subdolo. Anche se la whale non ha nessuna intenzione di vendere, il tam-tam mediatico può creare panico. La notizia rimbalza, la gente si spaventa, e parte la vendita in panico.
Facciamo attenzione. Un segnale on-chain da solo non ti dice quasi nulla. È interessante, certo, ma non puoi prenderlo come oro colato.
Va sempre interpretato insieme ad altri fattori come liquidità del mercato, flussi in entrata e uscita dagli exchange, condizioni macro generali.
Insomma, è un pezzo del puzzle, non il puzzle completo.
Occhio alla volatilità
Il mercato crypto sta attraversando una fase complicata, con il prezzo di Bitcoin che testa supporti critici mentre Trump agita continua con i suoi dazi sulla questione Groenlandia. L
Ci sono dei segnali di bear sono market e quindi nel breve bisogna stare attenti. Ma i fondamentali di lungo? Quelli reggono. Gli ETF continuano ad accumulare, l’offerta circolante si riduce, le istituzioni entrano. Tutti elementi che nel medio-lungo potrebbero ribaltare la situazione.
Se investi in ottica di lungo periodo, queste correzioni potrebbero essere occasioni da cogliere. L’adozione istituzionale cresce, le politiche Trump verso le crypto potrebbero essere favorevoli.
La volatilità resterà alta finché non si risolvono le tensioni commerciali USA-Europa e finché il mercato non completa questa fase di consolidamento.
Fino ad allora massima attenzione.
Disclaimer: le previsioni degli analisti non devono essere considerate come un consiglo finanziario, ognuno deve fare le proprie valutazioni in tema di investimenti.
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