Croazia avvia procedura per entrare nell’Euro: quali vantaggi e svantaggi?

Con la fine della Jugoslavia e la drammatica guerra dei Balcani, i Paesi che si sono venuti a creare sono diventati allettanti mete turistiche. Tanto per le bellezze paesaggistiche che offrono, quanto per i prezzi molto vantaggiosi rispetto alle mete italiane.

Tra queste, probabilmente la preferita resta la Croazia. Diventata dalla seconda metà anni ‘90 una delle mete estive estere preferite degli italiani. Vuoi anche per la vicinanza. Certo, negli anni i prezzi sono gradualmente aumentati, ma fa parte della naturale natura delle cose. Più aumenta la domanda per un bene o servizio, più aumenta il suo prezzo. E’ la speculazione, bellezza.

La valuta vigente in Croazia è la Kuna croata, attualmente cambiata in Euro 1 contro 0,14. Ciò significa che con 1 euro si ottengono 7,14 Kune. Un cambio ormai stabile da anni, con qualche oscillazione al ribasso giunta al massimo fino a 0,13.

Tuttavia, chi vuole recarsi in Croazia per la prima volta o lo fa abitualmente, presto potrebbe non preoccuparsi più del cambio. Infatti, il Paese ha avviato la procedura per l’adesione alla zona euro. Infatti, ha di recente lanciato la procedura per entrare nel Meccanismo di scambi europei (Erm II). Il primo passo verso l’adozione dell’Euro.

Il Paese spera di completare questa prima procedura entro la metà del 2020 e di entrare nell’Euro entro il 2023. Una lettera firmata dal ministro delle Finanze, Zdravko Maric, e dal governatore della Banca nazionale Boris Vujcic, è stata inviata ai Paesi della zona euro e alle istituzioni dell’Unione europea. Nella stessa il Governo croato ha deciso di spiegare il piano di riforme che intende mettere in atto a tale scopo.

La Croazia ha iniziato ad avvicinarsi alle istituzioni europee a partire dal 2013, quando ha aderito all’Unione europea. Nel 2017 è riuscita ad uscire dalla procedura di deficit eccessivo. Ad aprile 2019 il salario medio in Croazia risultava pari a 6.434 kunas (870 euro), con un tasso di disoccupazione all’8,5%.

Adesione Euro Croazia, i precedenti

La Croazia sarebbe il 20mo Paese europeo ad aderire alla moneta unica. Partendo dall’ultimo, l’ordine di adesione è stato il seguente: Lituania (2015), Lettonia (2014), Estonia (2011), Slovacchia (2009), Malta e Cipro (2008), Slovenia (2007) e Grecia (2001). Gli altri 11 paesi aderenti, incluso il nostro, hanno adottato l’euro il 1° gennaio 1999 in tutte le transazioni tranne che nel contante, entrato in vigore il 1° gennaio 2002.

Croazia adesione Euro, vantaggi e svantaggi

Quali sono i vantaggi di aderire all’Euro per la Croazia? Quali sono gli svantaggi di aderire all’Euro per la Croazia?

Il Governo croato è convinto che l’adesione all’Euro per la Croazia porterà una serie di vantaggi. Visto che l’80% dei depositi bancari è già in euro e che i suoi principali partner rientrano nella zona euro.

Poi c’è il commercio. L’Italia è il principale mercato di sbocco per l’export croato, con un valore economico di circa 2,1 miliardi di euro. Il nostro Paese, inoltre, nell’anno 2018 è risultato essere il secondo partner commerciale della Croazia dopo la Germania. E ha visto crescere del 10% le sue esportazioni verso la Croazia, raggiungendo un totale di 3,1 miliardi di euro. In tre settori in particolare: ferro, acciaio e abbigliamento.

Dunque, il vantaggio principale per la Croazia deriverebbe dal fatto che giocherebbe di più alla pari con i suoi partner commerciali europei che adottano l’Euro. Inoltre, buona parte dei depositi bancari statali è in Euro.

Quali potrebbero essere gli svantaggi? Visto che il turismo rappresenta il settore trainante per il paese croato – occupa il 20% del Pil – l’adesione all’Euro potrebbe ridurre di molto l’attrattiva economica per i turisti europei. Anche a causa della pesante de-industrializzazione post-comunista.

L’adesione all’Euro è sempre un salto nel vuoto. Spesso, per comprendere i vantaggi e gli svantaggi, si tira in ballo l’esempio della Finlandia. Unico dei tre Paesi Scandinavi ad aver aderito alla moneta unica europea (peraltro fin da subito, nel 1999). Prima aveva il marco finlandese. Ma è anche l’unico dei tre a crescere poco, ad essere in crisi da tempo.

Il New York Times ha scritto: “La Finlandia è l’esempio perfetto del perché l’euro non funziona”. Mentre il Telegraph rilanciò: “L’ultimo atto d’accusa contro l’unione monetaria”. Ancora, il Nobel Paul Krugman ha scritto sul suo blog: “Il progetto della moneta unica era viziato fin dall’inizio e creerà nuove crisi, anche se in qualche modo l’Europa riuscisse a superare questa”.

Naturalmente, ogni mondo è paese ed ogni Stato è un caso a parte. Solo il tempo dirà se alla Croazia sia convenuto davvero.

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