Crisi, la soluzione a portata di mano: la Patrimoniale una tantum

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Mentre il Governo dispensa ottimismo a destra e a manca, annunciando con grande clamore i pochi (pochissimi) dati positivi che si registrano di mese in mese, l’Italia, quella reale, sta andando a fondo. Valga un solo dato per tutti: nel Bel Paese le persone che navigano intorno la soglia della povertà o ben al di sotto sono 15 milioni, il 25% della popolazione. Senza contare la disoccupazione al 12% e quella giovanile al 40.

Il Governo, dicevamo, si dichiara ottimista e nel frattempo rimanda. Tutti i problemi da sciogliere, semplicemente, li rinvia. Uno dopo l’altro. Ma fa un’altra cosa, ben più pericolosa: cede ai ricatti del Pdl, che in certi casi vuol dire allocare la ricchezza a favore dei più ricchi. Un’affermazione, questa, che va evidenziata perché rappresenta una verità che in televisione e sui giornali viene ignorata. La faccenda dell’Imu è un esempio. Il Pdl ha giudicato la rimozione della tassa sulla prima casa una misura giusta, il Pd una misura inutile. La verità è, però, che serve solamente a spostare i soldi verso i più ricchi. Brunetta non pagherà nulla per la sua prima casa, un villone di due piani. Il poveraccio in affitto, di contro, pagherà la Service Tax, imposta unica il cui scopo è (anche) compensare la scomparsa dell’Imu sulla prima casa.

Non sono queste le soluzioni.

Le vere soluzioni esistono, ma sono in pochi a dirlo. Uno di questi è Pietro Modiano, uno dei ricchi… Buoni. Fu sua l’idea, annunciata nel lontano luglio 2011, di istituire una patrimoniale secca una tantum, ossia un prelievo sui patrimoni mobiliari. Niente di nuovo, sia chiaro, se non per il pulpito. E proprio il pulpito rendeva fattibile l’idea, dunque rivoluzionaria in senso lato. Pietro Modiano è uno dei grandi ricchi d’Italia, ex direttore generale di Impresa San Paolo. Il suo fu un appello accorato a quelli della “sua stessa risma”. Un appello che partiva da un ragionamento e da qualche calcolo. In Italia, il 10% dei più ricchi detiene metà della ricchezza privata, qualcosa come 4.500 miliardi di euro. Sarebbe sufficiente prendere da loro, e solo da loro, una parte piccolissima dei loro risparmi per far ripartire l’economia. Una “sottrazione” che non cambierebbe per nulla il loro tenore di vita, ma che cambierebbe in meglio quello di milioni e milioni di italiani. Sarebbe bastato prelevare l’8% della loro ricchezza “improduttiva e non immobiliare” per reperire 80 miliardi.

Pietro Modiano si è dichiarato sempre ottimista, nella sua testa l’appello sarebbe stato accolto dai Zio Paperone d’Italia senza alcuna difficoltà, vista la bontà dell’idea e il costo (in termini di tenore di vita) praticamente nullo. E invece no, è caduto nel vuoto quasi subito. A dare la mazzata finale, e a relegare nel dimenticatoio ogni ipotesi di patrimoniale secca, il Governo Monti, che ha dovuto destreggiarsi in mezzo ai pdl-ini che di patrimoniale non volevano nemmeno sentir parlare.

L’idea di Modiano, ancora realizzabile, è salita alla ribalta grazie a un programma televisivo: Presa Diretta di Iacona. Modiano ha rinnovato l’appello e, anzi ha dichiarato che la situazione di oggi è addirittura peggiore rispetto a quella del 2011 perché “mai abbiamo avuto cinque anni consecutivi di crisi”.

Foto originale by Images Money