Crisi Grecia, Tsipras Cambia la Squadra e Caccia Varoufakis

Definito “dilettante” e “perditempo” da alcuni colleghi europei, il premier greco Tsipras non ha potuto far altro che rimuovere Yanis Varoufakis dalla squadra dei “negoziatori” ellenici. Ma non, in buona evidenza, dal suo ruolo di ministro delle Finanze (per quanto ciò che accaduto non potrà che lasciare gravi ripercussioni sulla sua credibilità interna e sui propri poteri).

Ad ogni modo, la mossa sembra essere sempre più un tentativo estremo di mantenere un legame con le controparti internazionali, evitando che il già flebile filo sia destinato a rompersi e, di conseguenza, a creare un definito deterioramento nelle relazioni europee e il conseguente default di Atene. E così, al posto di Varoufakis arriva il viceministro delle relazioni internazionali Euclid Tsakalotos, che avrà il compito di gestire i rapporti politici con i creditori internazionali: un compito non facile, visto e considerato che viene attribuito ad un uomo che dovrà tollerare l’impazienza delle proprie principali controparti, oramai esasperate dalla scarsa affidabilità dei precedenti negoziati.

La mossa di Tsipras apporta tuttavia nuove turbolenze nella penisola ellenica. Il quotidiano online To Vima titolava esplicitamente “Il governo mette Varoufakis in amministrazione controllata”, riferendosi al fatto che il ministro delle finanze – per quanto confermato – sia oramai nel mirino di tutti i critici, che additano al rappresentante dell’esecutivo una scarsa capacità. Lo stesso quotidiano evidenziava altresì come la decisione di Tsipras sia figlia della volontà di mantenere aperto il dialogo, accontentando – sostanzialmente – i negoziatori europei, che non hanno mai digerito gli atteggiamenti di Varoufakis. Tsakalotos, oxfordiano doc, sembra invece essere un uomo dal profilo giusto per poter trattare con i rappresentanti dei creditori, riuscendo magari nel tentativo di far dimenticare le irruenze del ministro delle finanze.

Per quanto infine concerne il piano di riforme che Atene deve approvare, e che rappresenterebbe la base per nuovi aiuti, sembra che i passi in avanti siano stati fatti (per quanto occorra capire quanto possano essere soddisfacenti agli occhi dell’Ue). Per la Bild, Tsipras sarebbe pronto a fare un passo indietro nei confronti dei propri elettori, abbandonando l’idea del rafforzamento dei diritti dei lavoratori e l’aumento del salario minimo. Non solo: Tsipras starebbe altresì lavorando all’introduzione di una tassa sui viaggi di lusso nelle isole greche, e lo stop ai prepensionamenti.

Infine, è allo studio la possibilità di vincolare i guadagni ottenuti dalla vendita delle imprese statali della Grecia, alla restituzione dei debiti (contrariamente a quanto, in campagna elettorale, aveva promesso il neo premier). Ma basterà tutto ciò per poter ottenere nuovi finanziamenti dalle istituzioni europee ed evitare così il rischio fallimento che incombe sulla Grecia entro la metà del mese di maggio?

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