Crisi Grecia: nessun accordo con l’Eurogruppo

La Grecia è sempre più nel baratro della crisi finanziaria. Nemmeno il vertice con l’Eurogruppo ha portato ad un esito favorevole per il paese. Ed oggi, il consiglio direttivo della Bce terrà una riunione d’emergenza per trovare una possibile strada risolutiva. Questa, ormai, sembra solo quella relativa all’innalzamento dei fondi per le banche greche. Ma sarà sufficiente?

Già, perchè secondo quanto riferito da alcune fonti europee, la prossima riunione (in programma proprio oggi verso mezzogiorno) potrebbe essere quella definitiva. Mercoledì, però, la stessa Bce aveva già provveduto ad innalzare i fondi Ela (ovvero Eemrcency Liquidity Assistance) da 83 a 84,1 miliardi di euro, senza ottenere gli effetti desiderati. Eppure, questo ennesimo nulla di fatto, porta la crisi della Grecia a toccare con mano la sua possibile uscita dall’Eurozona.

Di fatto, la situazione continua  a peggiorare di vertice in vertice, e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha pensato di organizzare per lunedì un vertice straordinario (l’ennesimo!) con i leader della zona euro. Una situazione così al limite non si era mai vista, tanto che il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha già messo il veto al governo greco: la scadenza prevista per il 30 giugno (data in cui il governo ellenico dovrà rimborsare il proprio prestito) è perentoria ed improrogabile.

Secondo Donald Tusk, la situazione della crisi greca deve essere obbligatoriamente discussa in una sede politica più elevata. Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, poi, ha ribadito come non si siano compiuti passi in avanti nel corso delle trattative.

Non solo: un eventuale esborso, dopo la firma di possibili accordi, potrebbe rivelarsi difficile da gestire a livello di tempi. Soprattutto se teniamo in considerazione che il 30 giugno è davvero molto vicino. Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, a questo proposito è stata chiara: non sono previste proroghe, e la Grecia dovrà pagare il suo debito.

Di sicuro, il confronto tra Atene e l’Europa si sta facendo sempre pi aspro: Alexis Tsipras rifiuta le riforme presentate dai creditori, e che gli permetterebbero di sbloccare nuovi aiuti pari a 7,2 miliardi di euro. L’Europa, poi, dal canto suo ha ritenuto le controproposte del governo ellenico assolutamente insoddisfacenti.

Secondo Reuters, il banchiere centrale Benoît Cœuré (durante l’Eurogruppo) avrebbe ammesso che la mancanza di liquidità delle banche greche potrebbero portare a non farle aprire nemmeno lunedì. In molti, ormai, sono convinti che la sola uscita dall’Eurozona sia l’unica strada percorribile.

A questo punto, però, si aprono scenari davvero devastanti: l’Italia verrà risucchiata in questo vortice? A questo proposito, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha precisato chiaramente come il nostro paese è “solido”, ed immune da eventuali “rischi di contagio”.