Crisi Eurozona: Secondo gli USA la colpa è della Germania

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Frega il tuo vicino”. Così gli Stati Uniti definiscono le politiche economiche della Germania degli ultimi anni. Secondo Barack Obama e vicini, infatti, i tedeschi stanno crescendo a scapito degli altri paesi europei. L’allarme è stato lanciato nientemeno che dal Tesoro Usa, nello specifico all’interno del rapporto semestrale sulle valute straniere.

La Germania sta affamando l’Europa, anche gli americani se ne sono accorti. D’altronde, questa percezione si sta facendo largo da tempo presso le genti d’Europa. Ovviamente, sebbene le conclusioni siano identiche, diverse sono le analisi. Se per gli abitanti dell’eurozona – e soprattutto di quei paesi in profonda crisi – la colpa della Germania è quella di sostenere e imporre l’austerity, per gli statunitensi è tutta una questione di bilancia commerciale.

Secondo il Tesoro americano la Germania sta privilegiando troppo l’export rispetto alla domanda interna e in questo modo sta esportando deflazione nell’Eurozona, che è forse l’ostacolo massimo che si frappone tra i PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) e la crescita. Merkel e compagni stanno esportando in modo scorretto e dannoso. Sono gli stessi numeri a destare perplessità sui metodi tedeschi. L’ultimo dato rivela che il surplus della Germania è di circa 220 miliardi di dollari all’anno, il più alto del mondo, più alto persino dalla Cina (193 miliardi) che è sempre stato considerato il paese esportatore per eccellenza.

La Germania ha risposto alle accuse americane lodando la sua economia. Secondo i tedeschi, il surplus, per quanto alto, non sarebbe conseguenza di politiche illegittime ma dell’efficienza made in Deutsche. In estrema sintesi, della grande competitività: le aziende germaniche producono a basso prezzo i prodotti migliori d’Europa e quindi tutti, fuori dai confini nazionali, vogliono comprarli.

A confutare questa spiegazione è però uno studio riportato da PierGiorgio Gawronski sul Fatto Quotidiano. Un grafico attendibile, perché si basa su alcuni dati dell’Ocse. Ebbene, si evince chiaramente che la produttività in Germania non è aumentata granché in questi anni. Soprattutto, non è aumentata in modo da giustificare un export così mastodontico. Parallelamente, il potere di acquisto dei salari tedeschi è sceso. Questo vuol dire una cosa: i governi tedeschi hanno creato inflazione. E’ con l’inflazione che hanno favorito l’export e hanno compromesso la domanda interna.

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Gli Stati Uniti, oltre a criticare e ad analizzare, stanno insistendo affinché la Germania imprima una svolta nel modo con cui struttura la domanda. In breve, Obama consiglia alla Merkel di aumentare il consumo interno, particolarmente anemico a Berlino e dintorni. In questo modo, semplicemente, una quota di prodotti verrà venduta “dentro i confini” e si eviterà di importare la dannosissima deflazione in Europa. La strada più semplice da seguire è aumentare il potere di acquisto dei salari, riducendo le tasse o addirittura aumentando gli stipendi. Lo stesso consiglio è rivolto agli altri paesi dell’Eurozona. Insomma, ciò che si propone è la fine dell’austerity.

La Germania sta respingendo in queste ore i consigli al mittente. Il suo consiglio, invece, è che tutti i membri dell’Ue facciano e seguano il suo esempio: aumentare in competitività e generare export. Una abominio logico e morale. Logico, perché in un mercato “abbastanza chiuso” come quello dell’Europa non è proprio possibile che tutti producano un surplus. Morale, perché chiedere di aumentare la competitività nell’immediato vuol dire solo una cosa: abbassare gli stipendi, erodere i diritti dei lavoratori.

2 commenti

  1. Le cifre non salgono
    In Grecia sono in balia degli umili rapporti prezzo / utili (p / e). Anche se ha dei limiti, è un buon barometro di valore. E’ sempre un ottimo punto di partenza.
    Inoltre, quando invertiamo il p / e (guadagni diviso per prezzo, invece), si ottiene un altro grande rapporto. E questo è il rendimento degli utili. Esso ci dice quanto una società sia in guadagno per ogni dollaro (o qualsiasi altra cosa) investito al prezzo corrente di mercato.
    Ora, guardando il p / e per le imprese, titoli, settori, alcuni settori e paesi spiccano sempre. Ad esempio la Russia – se non altro, perché si scambia in un piddling sei volte gli utili.
    La Grecia spicca troppo. Negozia su un avaro cinque volte gli utili, è tra i mercati azionari più economici in tutto il mondo.

    Facciamo invertire il rapporto per ottenere il rendimento: 1/5 è pari al 20%. Ciò significa, che se si investe nel mercato azionario greco, in media, si investe in imprese che renderanno utili del 20%.
    Wowser! Chi ha detto che non è possibile guadagnare denaro decente in questi giorni? E se questo sorprende, allora si può essere ancora più sorpresi di apprendere che su p/e di cinque anni, il mercato è quasi il 50% dai minimi estivi!
    Quindi non c’è da meravigliarsi se gli investitori più esperti hanno accumulato durante l’estate.
    Mentre il p/E ratio e rendimento degli utili sono un luogo davvero utile per iniziare, non sono certo tutto e il fine di tutto. C’è un’altra figura regolarmente quotata che suggerisce qualcosa di molto, molto sbagliato nel mercato azionario greco – e probabilmente nella Grecia stessa …

  2. Il problema ITALIANO è essenzialmente POLITICO !!! Il nostro Made In Italy ha una cosa che i tedeschi ora stanno comprando (e anche stavolta dobbiamo ringraziare quei mangiapane a tradimento che prendono 20 mila euro al mese in parlamento !!!) le nostre aziende hanno delle eccellenze pazzesche dall’alimentare ai prodotti di moda passando per l’alta tecnologia automobilistica.
    Ma grazie a gente come Renzi e Co stiamo svendendo tutto e distruggendo il buono che c’è, ovviamente chi ha i capitali scappa e non investe e chi ha le sucitate aziende del Made in Italy vende per monetizzare e poi scappare (l’esempio sono le varie aziende che negli ultimi anni sono state vendute !!!).
    Noi abbiamo la possibilità di campare BENISSIMO sfruttando le risorse artistiche e naturali ma anche le altre tipicità, ci serve solo gente ONESTA’ che ci guidi in modo corretto, che si opponga alle richieste assurde dell’EUROPA dell’austerity e dei default costruiti a tavolino, delle percentuali sul costo del denaro decise a cazzo (sapete la storia vero del costo del denaro ?!?! il 3% usci cosi’ a caso).
    Quindi l’unica cosa che ci potrebbe salvare nell’immediato è uscire dall’euro con una conduzione politica di gente onesta e seria che di certo non sono le persone che ora sono al governo.

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