Crisi Eurozona: l’Italia avrà bisogno di aiuti?

crisi-italia-aiuti

L’Italia potrebbe aver bisogno di aiuti economici entro la fine del prossimo autunno. Esattamente come accaduto per la Grecia e, probabilmente, come accadrà per la Spagna. A pronunciare la sentenza è stato l’ex capo economista della Bce, Juergen Stark, durante un’intervista rilasciata ai giornalisti del quotidiano economico tedesco Handelsblatt.

Secondo quanto rivelato da Stark, il programma di acquisto di titoli da parte della Bcedovrebbe entrare in vigore per Spagna e Italia” entro la fine dell’autunno, quando è previsto un significativo peggioramento della crisi nell’area euro. “Draghi ha acquistato tempo che i governi in Europa tuttavia non hanno speso in maniera utile. L’Italia sembra incapace di intraprendere riforme, il Portogallo vive una grave crisi di governo e permane l’illusione che la Grecia sia in grado di ridurre il suo debito in modo indipendente” – ha poi aggiunto Stark.

A proposito di nazioni che non se la passano certo bene, un portavoce del commissario Ue agli affari economici, Olli Rehn, ha dichiarato che la Commissione ha dato il via libera alla tranche di 2,5 miliardi di euro di aiuti alla Grecia. Un via libera giunto solamente dopo la verifica di quanto ha fatto il parlamento ellenico, che nel corso della settimana aveva approvato un emendamento a una legge che mette in mobilità 12.500 dipendenti pubblici entro settembre, più altrettanti entro fine anno (a costoro verrà garantito il 75% del salario per un massimo di 8 mesi).

Contemporaneamente, e a rendere ancora più grigio il contesto dell’Eurozona, sono giunte le ultime previsioni da parte del Fondo Monetario Internazionale, che per quest’anno prevede un calo dello 0,6 per cento del prodotto interno lordo, e una ripresa (molto debole) solamente a partire dal 2014.

Stando ai tecnici dell’istituzione finanziaria, il 2013 si chiuderà per il secondo anno consecutivo in recessione per l’intera Eurozona, con una flessione identica al 2012, e contro un incremento della produttività dell’1,5 per cento nel 2011. La svolta avverrà solamente nel 2014, quando il prodotto interno lordo porrà a segno una crescita dello 0,9 per cento, per poi incrementare il ritmo all’1,3 per cento nel 2015.

Secondo quanto scritto dal Fondo nel suo comunicato, l’Eurozona avrebbe comunque intrapreso “una serie di azioni congiunte che hanno sciolto rischi fondamentali” per l’esistenza della moneta unica. Nonostante ciò, “i mercati finanziari sono ancora frammentati lungo i confini nazionali e il costo del credito per il settore privato è ancora elevato nei Paesi periferici soprattutto per le Pmi”. Per quanto infine attiene l’inflazione, il dato è previsto in contenimento con qualche rischio deflazionistico.

Foto originale by RachelH_