Crisi Eurozona, la Grecia ha Finito i Soldi (e non è una sorpresa)

La Grecia ha finito i soldi. Il pagamento dei 450 milioni al Fmi ha infatti eroso il serbatoio di liquidità che Atene aveva faticosamente cercato di recuperare e – come riportano i principali quotidiani europei – il premier greco Tsipras avrebbe sostanzialmente spiegato all’Eurogruppo tecnico che le proprie risorse finiranno entro due settimane. Una situazione che si rinnova in maniera esplosiva, nonostante le rassicurazioni degli ultimi giorni, e che vive ora una fase di turbolenza tutt’altro che inattesa.

Se infatti la Grecia ha confermato li pagamento dei 458 milioni di euro al Fmi, è infatti anche vero che il pagamento della rata in scadenza potrebbe costare il default alla penisola ellenica. La liquidità necessaria per la restituzione sarebbe infatti arrivata in buona parte con l’emissione di alcuni titoli di Stato, e con operazioni di pronti contro termine di alcune entità pubbliche con posizione finanziaria attiva attraverso la Banca di Grecia.

I guai, dunque, iniziano ora. Perché l’aver pagato puntualmente al Fmi il suo debito non esclude che lo stesso possa in realtà non avvenire nel futuro a breve termine. di fatti, all’Eurogruppo tecnico di qualche giorno fa i negoziatori della Grecia hanno ribadito come il 24 aprile le casse dello Stato rimarranno vuote. Oltre tale data, se Bce, Ue e Fmi non garantiranno nuovi prestiti, la Grecia rischia sostanzialmente di non avere più soldi per poter onorare i propri crediti e pagare stipendi e pensioni.

Dal canto suo, la Troika ha più volte fatto sapere di non voler aprire i cordoni della Borsa ancora una volta, sottoponendo qualsiasi apertura alla presentazione di un piano di riforme serio e credibile da parte del governo Tsipras. Al fine di non chiudere definitivamente le possibilità, la Troika ha tuttavia ricordato come le proposte arrivate sul tavolo dei negoziati siano “un buon punto di partenza” ma che – contemporaneamente – siano “lontane dalla soluzione finale”.

Dunque, i giochi sono ancora aperti. Le posizioni di Troika e Grecia sono ampiamente distanti, ma potrebbero essere accorciati drasticamente se il governo di Syriza affermasse in modo chiaro e formale che rispetterà tutti i programmi di austerity che erano stati imposti nel precedente negoziato. A quel punto, se così fosse, per il governo greco si aprirebbe una fase di grande difficoltà interna, visto e valutato che il partito di Tsipras aveva poggiato tutta la sua campagna elettorale sulla promessa di abbandonare i sacrifici previsti.