Crisi: l’edilizia non si riprende, le difficoltà continueranno

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Sebbene possa essere considerata come una eccessiva semplificazione, non è certamente errato sostenere che l’intera economia italiana (o buona parte di essa) si basi esclusivamente sul settore delle costruzioni e su tutto l’indotto generato dall’edilizia. Ragion per cui, si potrà valutare, i nuovi dati (negativi) sull’andamento della produzione di settore non possono che gettare nello sconforto anche i macroeconomisti più ottimisti.

Stando a quanto affermano gli ultimi dati Istat sulla produzione nelle costruzioni – relativi al mese di settembre – l’indice sarebbe calato del 6,1 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre nei primi nove mesi del 2013 la produzione delle costruzioni sarebbe calata mediamente dell’11,2 per cento su base annua.

A destare preoccupazione non è tanto l’analisi di brevissimo termine (ad agosto il settore delle costruzioni era riuscito addirittura a fare molto peggio), quanto l’osservazione di medio periodo: si scopre così che dal 2010 ad oggi il settore ha intrapreso una strada di declino pressochè continuativo, senza alcuna parentesi illusoria di ripresa, né di attenuazione delle sofferenze degli operatori.

A conferma del fatto che l’edilizia sta attraversando la crisi più grave dal dopoguerra, basti considerare che tra il 2008 e il 2012 vi è stata una riduzione degli investimenti nelle costruzioni del 26 per cento, con un picco di profondità nelle nuove costruzioni (- 47 per cento) e nelle opere pubbliche (- 39 per cento). In valori assoluti, quanto sopra significa la latitanza all’appello di ben 43 miliardi di euro, che hanno consentito la retrocessione del settore a un livello simile a quello dei primi anni ’70. Elemento ancor più grave è il riflesso occupazionale: dall’inizio della crisi (convenzionalmente, 2008) ad oggi, hanno chiuso i battenti 40 mila imprese di costruzione, con un’emorragia di posti di 360 mila posti di lavoro diretti, e altri 190 mila collegati nell’indotto.

A completamento del tetro panorama statistico, l’Istat ha infine aggiunto come l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni sia diminuito dell’1,8 per cento rispetto ad agosto 2013, e che a settembre 2013 l’indice grezzo ha segnato un calo tendenziale del 2,8 per cento rispetto allo stesso mese del 2012.

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Classe 1982, laureato in economia, specializzato in marketing internazionale, collabora con alcuni dei principali network editoriali italiani. Appassionato di finanza, presta servizi di consulenza editoriale dal 2002.

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