Crisi Cipro: la Troika concede un altro anno di tempo

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Alla fine, la Troika ha ceduto. Posta dinanzi all’oggettiva impossibilità di Nicosia di rispettare le stime preventive, Ue – Bce – Fmi hanno concesso una proroga di un anno al 2017 per poter raggiungere un avanzo di bilancio del 4%. Una dilazione che dovrebbe conferire un pò di utile ossigeno al governo dell’isola per poter far fronte alle rigide esigenze dei creditori internazionali, con una iniziativa accolta positivamente dall’esecutivo cipriota, come confermato dal portavoce Christos Stylianides. Non è inoltre escluso che il rinvio di 12 mesi possa presto essere oggetto di un “bis”, visto e considerato che – per stessa ammissione del governo dell’isola – si sta negoziando una proroga al 2018.

Le novità delle ultime ore non finiscono tuttavia qui: il governo cipriota ha infatti affermato pubblicamente di voler aprire un’inchiesta sui condoni sospetti che le banche nazionali (ora in forte crisi e in odor di esplicito salvataggio) avrebbero concesso a politici e imprenditori. Una erogazione complessiva pari a diversi milioni di euro, che negli ultimi cinque anni avrebbe visto tra i beneficiari alcuni esponenti di spicco della società cipriota.

Oltre che a tale filone di inchiesta, il gruppo di lavoro indetto dal governo indagherà anche sui potenziali deflussi di denaro all’estero: una mole di risorse finanziarie particolarmente significativa (pur ancora da individuare in termini di controvalore), che sarebbe stata trasferita fuori dai confini nazionali prima e dopo il rifiuto da parte del Parlamento di effettuare il noto prelievo forzoso su tutti i depositi bancari (e non solo su quelli più “generosi”). Sempre in merito alle inchieste di cui sopra, è da sottolineare la dura presa di posizione del presidente Nicos Anastasiades, pressochè sostanzialmente costretto a promettere che le indagini non risparmieranno nessuno, e nemmeno i membri della propria famiglia.

Stabilito quanto sopra, occorre altresì comprendere quali saranno le misure che il governo cipriota intenderà applicare per poter cercare di conseguire gli obiettivi macroeconomici indetti dalla Troika. È ben chiaro che il pacchetto di misure di emergenza e di ristrutturazione bancaria non può considerarsi sufficiente per poter garantire il raggiungimento di risultati di medio termine. Ne consegue lo studio di alcune iniziative, non tutte particolarmente popolari, che potrebbero passare attraverso le licenze per l’apertura di casinò e le esenzioni fiscali per coloro che reinvestono nell’economia dell’isola: palese l’intenzione, in entrambi i casi, di riattrarre del denaro all’interno dei confini ciprioti.

Particolarmente delicata sarà anche l’evoluzione dei rapporti con Mosca: i russi sono storici depositanti nelle banche cipriote, e il fatto che sui depositi superiori ai 100 mila euro entrerà in vigore il prelievo forzoso non sembra esser stato digerito di buon grado dai titolari stranieri dei conti correnti…

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