Crisi delle banche e tutela del consumatore, ecco cosa cambia

In seguito al disegno di legge di delegazione europea per il 2014, esaminato dal consiglio dei ministri, cambiano – seppur non radicalmente – le modalità di protezione dei consumatori per il default della banca, e l’iter di “trattamento” degli istituti di credito in caso di crisi. In particolare, è stato previsto che nessuna banca – in caso di default – possa rimborsare più di 100 mila euro per ogni deposito bancario, mentre viene ridotto da 20 a 7 giorni il termine massimo per il rimborso. Viene inoltre dato il via libera al meccanismo unico di vigilanza sulle banche, governato dalla Bce per prevenire le crisi finanziarie.

In particolare, la direttiva prevede che l’importo massimo del rimborso per singolo depositante non possa superare i 100 mila euro, con divieto per qualsiasi Stato di offrire dei livelli di copertura maggiore (la soglia dei 100 mila euro è peraltro già prevista dal Fondo Interbancario di Garanzia dei Depositi).

Positiva la novità relativa ai tempi di rimborso. La direttiva stabilisce infatti che i tempi di rimborso siano compresi al massimo in 7 giorni, contro gli attuali 20, sia pure con gradualità. Sulla base delle norme comunitarie, infatti, si passerà dai 20 giorni attuali ai 15 giorni del 2019, ai 10 del 2022 e ai 7 giorni del 2024.

Si tenga tuttavia conto che il nuovo meccanismo di rimborso dovrà anche riconoscere – nel periodo transitorio – entro 5 giorni, il pagamento di una percentuale dell’importo da rimborsare al fine di evitare immediate difficoltà finanziarie.

Per quanto attiene la sua copertura finanziaria, è stato previsto che il nuovo meccanismo di rimborso sia finanziato da contribuzioni annuali ex ante delle banche (contrariamente a quanto avviene oggi, ex post), e la direttiva stabilisce inoltre che la contribuzione sia pari ad almeno lo 0,8% dell’importo dei depositi coperti presso gli istituti membri.

Infine, segnaliamo come l’art. 3 del disegno di legge si occupa della cosiddetta “vigilanza prudenziale” degli enti creditizi, con la delega a recepire il regolamento Ue 1024 / 2013, istitutivo del Meccanismo unico di vigilanza, composto dalla Bce e dalle autorità nazionali di vigilanza dei Paesi aderenti al Meccanismo, dell’area euro e non euro.