Crif, nel 2018 sono aumentate le richieste di prestiti: i dati

Visura Crif gratuita online
Il logo della Visura Crif gratuita online

Nel nostro paese, sono aumentate le richieste di prestiti e finanziamenti. A dirlo è il Crif, acronimo di Credito alle Famiglie in Italia. Istituto che ha pubblicato i dati in questi giorni.

Ciò non è certo una buona notizia, in quanto vuol dire che le famiglie fanno più fatica per fronteggiare le spese mensili. E quindi ricorrono a prestiti e finanziarie. Secondi i dati del Credito alle Famiglie in Italia, tale richiesta è incrementata del 5 percento rispetto all’anno precedente. Vale a dire il 2017.

Ma vediamo meglio di seguito questi dati poco incoraggianti.

>>> CLICCA QUI PER IL TUO PREVENTIVO DI PRESTITO PERSONALIZZATO E GRATUITO <<<

Studio CRIF su prestito famiglie italiane come si svolge

Come si svolge lo studio del Crif sullo stato dell’arte del prestito delle famiglie italiane? Esso che si basa sui dati inseriti nel database di Eurisc. Acronimo col quale si indica il Sistema di Informazioni Creditizie. Esso raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie. Questi dati mostrano un pieno consolidamento del comparto, malgrado il fatto che a fine anno ci sia stato qualche segnale di frenata.

CRIF cos’è

Cos’è il Crif? Come si legge dal suo sito ufficiale, si tratta di un’azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie (SIC) e di business information, servizi di outsourcing e processing e soluzioni per il credito.

E’ stata fondata a Bologna nel 1988 e oggi è diventata una grande realtà, dato che opera in quattro continenti su cinque (praticamente ne è esclusa solo l’Oceania).

Crif è specializzata in sistemi di informazioni creditizie (SIC), business information e soluzioni per la gestione del credito. Offre a banche, società finanziarie, confidi, assicurazioni, società di telecomunicazioni, utilities e imprese un supporto qualificato in ogni fase della relazione con il cliente.

Dalla pianificazione delle strategie di sviluppo all’acquisizione, fino alla gestione del proprio portafoglio e degli eventuali crediti insoluti.

Questi i numeri di Crif:

  • oltre 6.300 banche e società finanziarie utilizzano i suoi servizi
  • 55.000 imprese
  • 310.000 consumatori
  • attiva in 50 Paesi, dislocati in 4 continenti
  • più di 30 paesi con attività dirette
  • 70 società
  • più di 4.400 professionisti all’attivo
  • 511,2 milioni di Euro il valore della produzione (2017)
  • 178,3 milioni di Euro il patrimonio netto (2017)

CRIF è una società indipendente, il cui capitale è detenuto per il 90% dai soci fondatori e dal management e per il restante 10% circa da alcuni istituti di credito. Tra cui BNL-BNP Paribas, Deutsche Bank e Banco Popolare (che sarebbe la maggiore banca popolare italiana).

I dati Crif sui prestiti

Abbiamo detto quanto la crescita complessiva delle richieste di prestito da parte delle famiglie in Italia – considerando sia quelli personali che quelli finalizzati – segni un +5% rispetto al 2017. Ad avere maggiore peso sono i prestiti personali rispetto a quelli finalizzati.

La frenata di fine anno di cui parlavamo è stata comunque minimo e non ha inciso sul netto incremento rispetto al 2017. Il dato di dicembre segna solo un -0,2%. In più, l’incremento è stato ancora maggiore se si confrontano i dati del 2018 con quelli degli anni precedenti al 2017.

Ancora, sempre riguardo il mese di dicembre, da una parte è cresciuta la domanda di prestiti personali che ha fatto registrare un +3,5%, dall’altra è diminuita quella per prestiti finalizzati che è diminuita del 2,2%. Occorre poi aggiungere che quest’ultima, se si considera l’intero 2018, abbia comunque consolidato una variazione positiva dell’1,8% rispetto al 2017.

I dati diramati dal Crif, parlano poi anche degli importi. L’importo medio è stato di 9.459 euro. Che risulta anche essere il valore più alto registrato da quando questa società effettua queste indagini.

Anche in questo senso, c’è una netta differenza tra i prestiti finalizzati e quelli personali. Se infatti i primi sono pari a 6.512 euro, i secondi corrispondono ad una media di 12.940 euro. Ancora, sempre in confronto al 2017, il primo dato è in aumento del 9,2%, mentre il secondo si mantiene stabile.

Un dato che invece è in linea con gli altri anni pure nel 2018, è quello relativo alla tendenza delle famiglie italiane a non richiedere prestiti oltre i 5 mila euro. Infatti, il 44% dei richiedenti prestiti si mantiene sotto questa soglia. Anche se nel 2017 erano di più: il 46 percento.

Anche in questo caso, i prestiti finalizzati si distinguono da quelli personali. Nel primo caso, si mantengono sotto i 5 mila euro il 59,9%. Mentre per i prestiti personali si arriva al 25,5% nella suddetta fascia. Arrivando poi al 26,7% per quella fino ai 10 mila euro e il 29,1% fino a 20mila euro.

Guardando ancora una volta specificamente al mese di dicembre, l’importo medio dei prestiti richiesti ha toccato 8.519 euro. Il che significa un +5,6% rispetto all’anno precedente. Con un record assoluto degli ultimi 7 anni sempre relativo al mese di dicembre.

Dati Crif sui prestiti, la durata

Il report mostra dei dati anche riguardanti la durata dei prestiti. Buona parte delle famiglie italiane richiedono prestiti che scadono oltre i 5 anni. Tale dato rappresenta infatti il 26,9% del totale, segnando così un +2,3% rispetto al 2017.

Di contro, continuano a calare i prestiti di durata inferiori ai 12 mesi. Dato che se nel 2017 erano il 16,5% del totale, nel 2018 sono diventati il 15%.

I prestiti brevi di durata inferiore all’anno, sono scelti per i prestiti finalizzati. Con un dato che tocca il quarto sul totale (24,5%). Il prestito personale, invece, si caratterizza per una restituzione che supera il quinquennio. Con un dato che sfiora il 46%.

Insomma, il prestito personale si distingue da quello finalizzato per importi più grandi e durata maggiore.

>>> CLICCA QUI PER IL TUO PREVENTIVO DI PRESTITO PERSONALIZZATO E GRATUITO <<<

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY