Da cosa Dipende la Crescita Economica? La Risposta dei Fisici del Cnr

Secondo il Governo Renzi, le speranze di crescita economica – almeno per l’Italia – dipendono dalle riforme in campo istituzionale. Secondo quel poco che rimane della sinistra, dipendono dagli investimenti pubblici, mentre secondo i fautori dell’austerity – che hanno dominato fino a oggi – è fondamentale l’equilibrio di bilancio.

Opinioni contrastanti, che celano un’unica grande verità: una risposta oggettiva non esiste e paradossalmente, se esiste, proviene non da una istituzione economica o politica, bensì dai cervelloni della fisica. Il Cnr, infatti, ha realizzato uno studio che ha indagato le ragioni della crescita economica nei cosiddetti sistemi complessi. Gli strumenti sono, ovviamente, quelli della fisica, con tutti i limiti e i vantaggi del caso.

Per la precisione, gli autori della ricerca sono i ricercatori dell’Istituto dei Sistemi Complessi del Consiglio Nazionale di Ricerca, operante a Roma.

Il loro metodo – come è ovvio – procede dall’osservazione, in particolare dall’osservazione di quei paesi che negli ultimi dieci anni hanno fatto registrate la crescita economica più alta. Rispondendo semplicemente alla domanda “perché sono cresciuti” hanno estrapolato un modello di previsione della crescita e i criteri che, in ultima analisi, la determinano.

Il modello che ne viene fuori è particolare. Il motivo per cui le economie crescono in modo solido e duraturo ha a che fare cn l’export “complesso”. Che le esportazioni facciano bene all’economia non è certo un mistero. Lo è, almeno per i profano, l’accezione “complesso”.

Per export complesso si intendo l’esportazione di materiale ad alto contenuto tecnologico, i cui effetti devono essere scontati dal Prodotto Interno Lordo. In buona sostanza, alcuni paesi sono cresciuti maggiormente perché hanno esportato prodotti “high quality” e sono riusciti a trasferire ricchezza nel Pil e, di conseguenza, nell’economia reale. Ne consegue che le economie con un alto potenziale di crescita sono quelle che ancora non hanno scontato gli effetti del loro export complesso.

Il metodo prende il nome di “Selective predicability” e, come anticipato, prende le misure dall’export complesso, che nello studio viene chiamato “Fitness”. E’ stato riassunto con queste parole da Lucio Pietronero.

In sintesi, quindi: “L’evoluzione e la competitività tra il 1995 e il 2010, misurate in tal modo, ci permettono di prevedere che le nazioni che cresceranno di più nel prossimo decennio sono quelle che hanno aumentato la loro Fitness prima che il Pil, accedendo così a mercati sempre più esclusivi e remunerativi”.

Afferma Lucio Pietronero, membro dell’Istituto dei Sistemi Complessi del Cnr: “Il metodo mostra come alcuni paesi, che secondo visioni economiche più tradizionali si ritiene siano finiti nella paralisi economica, potrebbero invece esserne già fuori e vantare un’economia in crescita. Secondo le nostre previsioni, Cina e India continueranno a crescere stabilmente per almeno altri 10 anni, raggiungendo un Pil totale di 26 trilioni di dollari nel 2022. Nel continente africano, Senegal, Kenya, Madagascar, Uganda e Tanzania potrebbero ripercorrere le orme delle Tigri Asiatiche”.

L’Italia non appare nelle previsioni perché i suoi numeri, in termini assoluti, sono troppo ridotti. Emerge però un chiaro segnale. Bisogna puntare sull’export, perché il mercato è oggi globale – e la domanda interna non è sufficiente anche nella migliore delle ipotesi – e bisogna puntare sull’innovazione, per una oggettiva questione di competitività.