Crescita dell’economia: il petrolio come indicatore di un trend globale?

crescita dell'economia

Viviamo in un momento storico in cui i segnali di crescita dell’economia globale sono veramente pochi. Dati sempre incerti o negativi, tanti i falsi positivi sul PIL o sull’occupazione, rettificati a distanzi di mesi o in qualche caso di anni. Gli occhi rimangono puntati in questo momento sui tassi USA, l’attesa è rivolta alla Yellen e all’imminente possibilità della Presidente della FED di alzarli. Entro quando non è ancora chiaro: novembre, forse dicembre. L’aumento dei tassi potrebbe già essere di per sé un segnale di crescita dell’economia, visto che l’ultimo incremento è stato quello avuto nel 2015. Tuttavia, se già si prova a guardare oltre gli Stati Uniti, non si può non notare la situazione nostrana o meglio, quella europea. Qui i tassi rimarranno invariati, ma addirittura negativi fino almeno a Marzo 2017. Questo è quello che Draghi, presidente della BCE ha più volte ribadito. La ripresa in Europa è più lenta, c’è bisogno di tempo e alzare i tassi non aiuterebbe questo processo.

Quale potrebbe essere però un segnale di crescita dell’economia?

In tutto ciò, se volessimo andare ad utilizzare uno strumento come indicatore per possibili segnali di crescita dell’economia potremmo prendere il petrolio. Il prezzo dell’oro nero ha subito escursioni pazzesche negli ultimi 4 anni. Basti pensare che nel 2012 è arrivato a toccare il prezzo di 120$ al barile e qualche mese fa è sceso fino a 27$. Per gli automobilisti o per meglio dire, per i consumatori, già questo è stato un gran sospiro di sollievo. Risparmiare alle pompe di benzina permette di spendere altrove e aiutare nella ripresa e nella crescita dell’economia. crescita dell'economiaC’è da dire però che le variazioni del prezzo del petrolio sono determinate principalmente dagli accordi presi dai principali paesi produttori. Recentemente si è giunto a un intesa, anche con la Russia, la più scontrosa e infatti abbiamo potuto assistere ad una ripresa dei prezzi, tornati sui 50$, ma anche oggi stesso, il prezzo rimane titubante e continua ad aggirarsi su quei livelli, senza capire se salire o scendere. Considerabile dunque un pò come la nostra economia o meglio, come l’economia globale. Sembrano esserci dei presunti segnali di crescita, ma non se ne è così certi, salvo eventuali accordi. Si rimane titubanti e in attesa di risvolti più evidenti o dichiarazioni che confermino tale tendenza prima di poter “cantare vittoria” per un’effettiva crescita dell’economia.

 

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