Credito alle imprese, richieste in aumento e “effetto Def”

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Uno dei problemi italiani più rilevanti, a cui tuttavia i media non riservano lo spazio che si merita, riguarda il credito alle imprese. Giornali e televisioni sembrano talmente impegnati a parlare di tasse sulla casa e di cuneo fiscale da dimenticare, o ignorare, che tra i freni più tenaci all’economia vi è la stretta al credito (il credit crunch). Quanto sopra comporta uno scenario fin troppo palese per gli imprenditori: se le banche non prestano denaro alle imprese, queste non riescono a investire e dunque a produrre ricchezza e posti di lavoro. Se la gente disoccupata aumenta, ma anche solo se fatica a diminuire, appare molto difficile uscire dal contesto di difficoltà congiunturale.

L’Italia ha vissuto questi cinque anni di crisi come una corsa al credit crunch senza precedenti. I parametri finanziari ed economici peggioravano, e le banche concedevano sempre meno finanziamenti alle aziende. Il vento, però, sta cambiando: a certificarlo è EURISC, ente di ricerca che fa capo all’istituto CRIF. In uno studio diffuso di recente, e analizzato in un articolo su Repubblica, emerge una situazione del credito in deciso miglioramento. In buona sostanza, dopo anni di segni meno, le richieste di finanziamento da parte delle imprese è aumentato. Non solo, è aumentato anche di molto. Per la precisione, del 16%. Il dato si riferisce al primo trimestre 2014 rispetto al primo trimestre 2013.

Si tratta di un numero interessante, anche perché segnala, come minimo, il ritorno della voglia di investire, e la possibilità di farlo. Considerato che a fronte il boom di richieste non sempre equivale a un altrettanta dinamica voglia di erogare credito, non rimane, dunque, che sperare in un comportamento responsabile da parte degli istituti finanziari.

Nello specifico, a far registrare il balzo più grande è la categoria delle imprese individuali (+23%). Discreto anche l’aumento relativo alle Società di Capitali e Persone (+10%). La richiesta media è di 61mila euro circa, sebbene – come intuibile – le pretese della seconda categoria siano più esose di quelle della prima categorie.

Credito alle imprese: i rischi del Def

A ben sperare sul futuro, pertanto, sembra che il bello sia tutto ancora da venire, anche se i rischi di compromissione non dovrebbero mancare: il Def, il Documento di Economia e Finanza che intende introdurre modifiche al sistema fiscale, potrebbe infatti condurre la tassazione delle quote relative a Bankitalia dal 12 al 26%. Secondo uno studio di Mediobanca, un prelievo di queste dimensione peggiorerà la situazione finanziaria delle banche e li costringerà a stringere ancora una volta i cordoni della borsa. Sarebbe un peccato, dal momento che frenerebbe la ripresa del credito.

Si legge in una nota di Mediobanca: “A nostro avviso, in un anno dominato dalla revisione della qualità del credito, aumentando l’incertezza sulla normativa fiscale le banche non saranno incentivate a far fluire il credito verso l’economia reale in un modo più agevole”. E pensare che il Def è stato pensato proprio per stimolare l’economia e operare con una sorta di manovra a tenaglia: da un lato il taglio al cuneo fiscale e dall’altro lato il taglio dell’Irap. Se i timori di Mediobanca venissero confermati, si risolverebbe tutto con un gigantesco buco nell’acqua.

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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