Cala il costo del Debito ma l’economia resta ferma

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La crisi c’è e si vede e, nonostante i proclami, l’economia continua ad essere inesorabilmente ferma. A chi dice che la crisi economica mondiale è passata o, quanto meno, sta allentando la morsa, si può dimostrare che in tutto ciò c’è qualche inesattezza, soprattutto se la si vede dal punto di vista delle famiglie e delle aziende.

Guardando, invece, al lato macroeconomico della cosa, si noti che scende il costo medio del debito italiano e, quindi, lo spread tra i titoli di Stato italiani, ossia i Btp, e i Bund tedeschi, ma, tuttavia, l’economia resta ferma. Entrando nei particolari, il tasso medio di BoT e Btp è sceso del 3,11%, con un calo stimato attorno al 13,8% su base annua.

Scende e sale, invece, il valore dello spread. Per entrare nello specifico: sino a primavera è calato, mentre a luglio è risalito per poi ridiscendere negli ultimi 5 mesi dell’anno 2012. Alla fine dell’anno il bilancio risulta essere positivo, con un aumento del differenziale che arriva a 319 rispetto ai 575 punti registrati il 9 novembre del 2011. scendono, invece, tanto occupazione quanto il PIL che sono gli indicatori che ci interessano più da vicino.

La notizia che emerge dai dossier del Ministero dello Sviluppo, che, lo ricordiamo, sono oltre 300, è che il numero di coloro che cercano lavoro dovrà inesorabilmente salire anche in questo 2013 e questo è un segnale del fatto che la crisi è ancora persistente. L’aumento previsto è di 246 mila unità. La disoccupazione è l’indicatore che meglio descrive la crisi economica, perché quando c’è disoccupazione, soprattutto giovanile, significa che l’economia non riesce a riprendersi. Non avendo un salario, infatti, le famiglie non riescono a spendere, fermando tutto. Per far sì che la crisi inizi a calare, bisognerebbe fare qualcosa per migliorare la situazione della disoccupazione, giovanile e non, cercando di far scendere il numero di coloro che non trovano lavoro, numero che, come abbiamo letto, continua a salire inesorabilmente e salirà anche nell’anno che sta per iniziare.

Solo in questo modo la crisi potrebbe iniziare a finire, ma sicuramente non accadrà nel 2013.