Cos’è l’inflazione? Ecco perché aumenta

Di inflazione si sente ormai parlare quotidianamente e questo perché, data la crisi che non accenna a passare, si tratta di un tema non solo caldo ma che desta anche non poche preoccupazioni.

Ma di cosa si tratta? In economia, si identifica con inflazione un continuo aumento dei prezzi di beni in un determinato lasso di tempo. Tutto questo, naturalmente, porta con sé anche una diminuzione del potere di acquisto della moneta.

In pratica, mentre si alzano i prezzi, l’unità monetaria, nel nostro caso l’Euro, potrà acquistare meno beni e servizi. In altri termini: l’inflazione altro non è che una sorta di erosione del potere di acquisto. Questo, ovviamente, si riflette in maniera negativa sui privati e sulle aziende che riusciranno ad acquistare di meno a parità di disponibilità economica. Va da sé che tutto ciò ha delle conseguenze anche nella vita di tutti i giorni: quando, ad esempio, una famiglia si trova a percepire sempre lo tesso salario, senza tenere conto dell’innalzamento dell’inflazione, allora potrà acquistare di meno, perché i prezzi saranno aumentati. Entrando nello specifico, sottolineiamo che l’inflazione può avere molte cause, tutte diverse tra di loro. L”aumento dell’offerta di moneta che supera l’aumento di produzione di beni e servizi stimola la domanda degli stessi e tutto ciò può causare un aumento dei prezzi e, quindi, un innalzamento dell’inflazione.

Stando a quanto postulato da Keynes, l’inflazione è in stretta correlazione con la domanda, che però cresce o diminuisce in maniera autonoma rispetto all’offerta di moneta se ci si trova in una situazione in cui c’è la piena occupazione, dato che in questo caso la domanda cresce se c’è aumento dei salari. Ma, come detto, ci sono anche altre cause, tra cui, ad esempio, l’aumento dei beni importati, l’aumento dei prezzi dei fattori produttivi e quelli dei beni intermedi, l’aumento della domanda ecc.

Ma cos’è il tasso di inflazione? Si tratta dell’incremento del livello generale dei prezzi espresso tramite percentuale. Sebbene il Fondo Monetario Internazionale reputa che sino alla soglia del 4%, l’inflazione sia accettabile, si deve notare che se supera tale percentuale può portare non solo incertezza ma anche gravi danni alla crescita economica. Bensì il tutto si riflette anche sulla condizione delle aziende, che, avvertendo maggiori rischi, non effettuano investimenti a lungo termine. Come si intuisce, quindi, è fondamentale cercare di tenere l’inflazione bassa, dato che ci sono pericoli tanto per l’economia in generale, quanto nello specifico per consumatori e aziende.