Che cos’è il contratto di permuta?

Nella prassi commerciale esistono diverse tipologie di permuta (da quella immobiliare a quella terreni, da quella di natanti a quella di auto usate): data la diffusione ed il crescente ricorso degli italiani a questa vecchia pratica che per anni era stata quasi abbandonata, oggi una quota crescente di italiani riscopre la permuta.

Da diversi anni la permuta è un modo alternativo di riusare, valorizzare e far ricircolare beni usati che verrebbero gettati: è bene sapere che a livello giuridico qualsiasi operazione di scambio viene qualificato come contratto di permuta (art. 1552 del Codice Civile).

In questa guida scopriamo che cos’è, la fonte normativa, le tipologie contrattuali e i vantaggi del contratto di permuta.

Sommario

Contratto di Permuta: Normativa giuridica Codice civile

Dal punto di vista normativo il contratto di permuta è disciplinato dall’articolo 1552 del Codice civile, il quale recita:

La permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro”.

Dal tenore normativo ben si comprende che la permuta sia un contratto consensuale, a titolo oneroso che si distingue dalla vendita: se nella compravendita si realizza lo scambio di cosa contro prezzo, nella permuta si conclude con lo scambio di cosa contro cosa o bene immobiliare o mobiliare.

Gli elementi considerati essenziali del contratto di permuta sono ascrivibili ai seguenti:

  • causa rappresenta la funzione economico-sociale che viene assolta attraverso il contratto di permuta; la causa deve essere lecita e conforme alla normativa, all’ordine pubblico e al buon costume;
  • accordo contrattuale si perfeziona quando le parti in causa del contratto giungono all’accettazione delle condizioni contrattuali;
  • forma corrisponde alla descrizione delle modalità attraverso le quali le parti coinvolte nel contratto di permuta dichiarano la volontà di stringere un accordo contrattuale.

Permuta: classificazione in base ai soggetti (Persone fisiche e giuridiche)

Dato che la permuta è un tipo di contratto che può essere considerato come un’evoluzione del baratto, permette di concludere diversi accordi in una grande varietà di comparti e anche tra diversi soggetti (persone fisiche e persone giuridiche).

Per quanto concerne le tipologie, è possibile distinguere le permute tra soggetti privati, tra privati e imprese e tra imprese: tale classificazione prende in considerazione le persone o parti coinvolte nell’operazione di scambio o di trasferimento di cose.

Permuta tra privati o persone fisiche

Le permute tra soggetti privati o persone fisiche non sono soggette ad IVA e possono avere come oggetto del trasferimento beni immobiliari e beni mobiliari; nel primo caso (permuta beni immobiliari) la tassazione va computata solo sul bene di maggior valore economico.

Tra i principali vantaggi ascrivibili alla conclusione di un contratto di permuta di immobili tra privati persone fisiche: le spese notarili sono calcolate sulla stipula di un atto unico e diviso la ripartizione delle tasse è divisa per due permutanti.

Per quanto concerne il contratto di permuta tra soggetti privati o persone fisiche che abbiano ad oggetto i beni mobili (auto, motociclette, natanti, etc.), il valore economico viene stimato prendendo in considerazione parametri quali l’anno di produzione, il valore di immagine, il marchio, lo stato in essere del bene, etc.

Permuta tra persone fisiche e giuridiche

Oltre che tra soggetti privati, il contratto di permuta può essere concluso anche tra persona fisica e persona giuridica (impresa): si tratta di operazioni soggette ad IVA e vedono coinvolte come parti contrattuali le imprese immobiliari e famiglie.

Si pensi al caso in cui una società immobiliare pone in permuta sul mercato un bene immobile in costruzione contro una casa o fabbricato esistente (c.d. permuta tra bene futuro e bene presente).

Permuta tra persone giuridiche (imprese)

Un’ultima tipologia di permuta che ha preso piede sul mercato, all’indomani della crisi economica, è quella che vede coinvolte come parti contrattuali le imprese che necessitano di approvvigionarsi di beni per produrre beni o per erogare un servizio o prestazione professionale.

Dal punto di vista della normativa legislativa nulla cambia dato che anche al contratto della permuta tra imprese si devono applicare gli articoli del Codice Civile (dall’art. 1552 all’art. 1555).

Tipologie di permuta in base all’oggetto di trasferimento: la permuta immobiliare

Considerando come parametro l’oggetto di trasferimento del contratto di permuta, è possibile distinguere tra: permuta di immobili, di terreni, di auto usato, di moto, di beni strumentali, etc.

Tra i contratti più diffusi nella prassi commerciale la permuta immobiliare è la tipologia contrattuale che sta conoscendo uno sviluppo maggiore negli ultimi anni: questo successo è una conseguenza derivante dal semplice fatto che gli istituti di credito erogano minori mutui ai clienti e le imprese costruttrici si trovano a fronteggiare una crisi strutturale del settore.

Di conseguenza, la permuta immobiliare appare la soluzione migliore venendo a stimolare anche la possibilità di ristrutturare l’immobile oggetto di permuta al fine ultimo di accrescere il valore di mercato.

Inoltre, la permuta consente di beneficiare di determinati vantaggi fiscali dato che se conclusa tra privati (persone fisiche), l’operazione non è soggetta ad IVA e le imposte che si devono versare per il trasferimento di proprietà sono pagate solo sull’immobile di valore maggiore. Inoltre, le spese notarili (Catasto e Registro) vengono conteggiate sulla stipula di un unico atto e si divide tra i due soggetti permutanti l’ammontare del quantum debeatur.

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