Controllo sui conti correnti: arrivano Superanagrafe e Risparmiometro

E’ noto da anni ormai come l’evasione fiscale sia uno dei principali freni per l’economia italiana. Una autentica zavorra fatta di mancate entrate, che non permettono allo Stato di avere maggiori risorse a disposizione per poter offrire ai cittadini migliori servizi.

Certo, poi ci si mettono i tanti sprechi dovuti alla malapolitica, che partono dai Comuni fino ad arrivare alle Regioni. Tra Enti inutili, assunzioni spropositate al fine di inscenare il classico scambio voto-favori, spese inutili e superflue, incapacità di approfittare e sfruttare appieno dei Fondi che la comunità europea ci mette a disposizione.

Un corollario di errori e problemi che non fanno decollare l’economia italiana come dovrebbe.

Comunque, in questo triste quadro, già da oltre dieci anni si è iniziata a perseguire una importante lotta all’Evasione fiscale. Iniziò il Governo Prodi II, grazie al lavoro di Ignazio Visco. Un’ulteriore spinta la diede il tanto vituperato Governo Monti, che introdusse un sistema chiamato inequivocabilmente SERPICO – che rievocava lo splendido film anni ‘70 col grande Al Pacino, tant’è che alcuni giornali ripresero l’immagine di quest’ultimo ma con la faccia di Monti – il quale in realtà non andò mai realmente a regime. Fino ai vari provvedimenti dei governi a guida Pd.

Anche il Governo Conte non vuole essere da meno sul tema. Del resto, Lega e Movimento cinque stelle che lo compongono lo hanno definito “del cambiamento”. Sebbene ha fatto molto discutere la cosiddetta Pace fiscale. Un modo diverso per definire il vecchio condono fiscale.

E così, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di mettere mano letteralmente sui conti correnti degli Italiani, al fine di intercettare l’evasione fiscale. Il Fisco lavorerà di concerto con la Guardia di Finanza, analizzando prelievi e acconti di tutti i titolari di conti correnti.

Il nuovo progetto, molto ambizioso, si chiama Superanagrafe e riguarderà tutti i conti correnti. A partire da banche del grosso calibro come Unicredit, BNL e SanPaolo fino a toccare quelle di dimensioni più piccole.

In particolare, si tenterà di scovare quei movimenti sul conto corrente che destano maggiore perplessità. E che appaiono spropositati rispetto a quanto si dichiara al Fisco.

Ma vediamo meglio di seguito in cosa consiste la Superanagrafe.

Superanagrafe cos’è

Cos’è la Superanagrafe? Come detto, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza lavoreranno di concerto. In che modo? La prima metterà a disposizione il suo database in condivisione con quello della seconda, il che darà vita ad una Superanagrafe appunto. Proprio perché sorgerà una banca dati enorme con le informazioni inerenti i risparmi degli italiani.

I controlli incrociati che ne seguiranno faranno emergere tutto ciò che non torna tra i movimenti dei conti correnti. Si pensi ad esempio alle grosse somme di denaro accreditate senza una reale tracciabilità. Le quali non figurano quindi neanche nella dichiarazione dei redditi.

I titolari di questi conti correnti verranno inseriti in liste di contribuenti “sospetti”, per poi essere sottoposti a ulteriori accertamenti.

Le altre informazioni che rientrano nei controlli incrociati saranno la giacenza annuale, la somma di addebiti e accrediti, i saldi d’inizio e fine anno. La Superanagrafe verrà utilizzata con priorità nei controlli delle dichiarazioni dei redditi 2017 presentati dalle società.

L’Agenzia delle Entrate promette che i controlli saranno a monte e più serrati. Non dando così tregua agli evasori delle tasse.

Risparmiometro cos’è

Ma c’è un altro nome che riecheggia in questo provvedimento. Molto più fantasioso del primo, ma ugualmente inequivocabile ed efficace nel dirci di cosa si tratterà: il Risparmiometro. Il quale mette a confronto il saldo del conto corrente da un anno all’altro, al fine di ricercare le incongruenze tra quanto appunto risparmiato e depositato dall’utente e quanto egli ha denunciato nella dichiarazione dei redditi.

Come funziona il Risparmiometro? Un apposito software verificherà se il contribuente ha speso più di quanto ha incassato. In caso di scostamento del 20% da un anno all’altro – oltre una certa soglia di spesa – parte la verifica al fine di comprendere se le entrate derivano da attività svolte in nero oppure sono regolari ma comunque non dichiarate al Fisco.

Qualora suoni “il campanello d’allarme”, allora si provvederà alla contestazione, mediante la quale si convocherà il cittadino in odore di evasione. Infine, nel caso in cui egli non fornirà risposte convincenti a quanto gli sarà accusato, allora potrà arrivare alla sanzione.

Per quanto riguarda la situazione temporale, i controlli potrebbero arrivare fino al 2014. Se non fino al 2012, anno di istituzione dello strumento, come detto per opera del Governo Monti.

Ovviamente, il frutto di questo lavoro vedrà sì l’opera del software, ma pur sempre di concerto con il lavoro dell’uomo. In quanto ci saranno sempre dei criteri selettivi che individueranno i profili di rischio.

Infatti, il Garante della privacy ha tassativamente imposto agli enti interessati di utilizzare in ultima istanza i propri funzionari. Ciò significa che la verifica non dovrà essere automatizzata. Quindi affidata solo alla tecnologia.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY