Contrassegno assicurativo: dal 18 ottobre non è obbligatorio esporlo

Assicurazioni on line, attestati di rischio inviati attraverso i canali virtuali, contrassegno assicurativo non più da esporre in bella vista sull’auto. Stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione per quanto concerne i documenti automobilistici. E tutto questo si deve alla recente normativa sulla Dematerializzazione dei Servizi Assicurativi (Regolamento Ivass n. 9 del 19 maggio 2015) che agevola la trasparenza tra assicuratori e assicurati prevedendo un aggiornamento telematico ed informatico dei sistemi di controllo.

Dallo scorso mese di giugno, l’attestato di rischio (Adr), che indica la classe universale di appartenenza dell’assicurato, la classe di merito contrattuale e il numero di incidenti fatti negli ultimi cinque anni, viene fornito esclusivamente in formato elettronico e viene archiviato in una nuova banca dati gestita dall’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) e controllata dall’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), al fine che tutte le compagnie possano entrarne in possesso direttamente senza farne richiesta al cliente. L’assicurato, dal canto suo, può scaricare il suo attestato dal sito WEB della compagnia assicurativa, oppure se lo può far inviare tramite e-mail o ancora attraverso Facebook, Whatsapp e Twitter.
Il processo di dematerializzazione vivrà un nuovo importante step il prossimo 18 ottobre, quando finirà l’obbligo di esporre in auto il contrassegno assicurativo. L’accertamento della copertura RCA verrà effettuato attraverso la lettura della targa da parte dei dispositivi di rilevazione a distanza come Telepass, ZTL, Autovelox e Tutor. In questo modo, sarà quasi impossibile sfuggire alle sanzioni.

Nelle intenzioni del legislatore, questa nuova normativa agevolerà le compagnie che potranno risolvere il problema delle false polizze e i consumatori che potranno beneficiare di un calo del costo dei premi assicurativi. In una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, si legge infatti che l’obiettivo rimane quello di “ridurre le frodi, contrastando la contraffazione dei contrassegni cartacei e l’evasione dell’obbligo assicurativo, tramite la sostituzione dei contrassegni attuali con controlli incrociati telematici tra le banche dati delle targhe dei veicoli e quelle delle polizze assicurative”. Ricordiamo che attualmente nel nostro Paese sembra che circolino tra i 3 e i 3,5 milioni di veicoli non assicurati.