Contante evergreen: in Italia le carte non prevalgono

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Stando a quanto affermato dalle più recenti statistiche, nel corso del secondo trimestre 2013 i pagamenti elettronici effettuati nel nostro Paese sono cresciuti del 14 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012, passando da 288 milioni di euro agli attuali 329 milioni di euro, con uno sviluppo del 4,5% del totale del transato. Contrariamente, tuttavia, l’utilizzo della moneta elettronica risulta essere ridotto: le operazioni pro capite sono scese in media a 31, contro le 140 della Francia, le 175 del Regno Unito e, in ogni caso, 93 della media europea.

Soffermandosi sui soli aspetti positivi, riscontriamo come l’andamento del 2013 abbia già superato il trend positivo del 2012, con l’utilizzo dei pagamenti elettronici che ha registrato una crescita del 6,7%, a fronte di una riduzione del 3,9% di quelli disposti mediante i canali più tradizionali, come i contanti, i bonifici da sportello, gli assegni e gli incassi commerciali non automatizzati. Di contro, nel  secondo trimestre del 2012 al maggiore utilizzo degli strumenti di pagamento transazionali come le carte di credito, è altresì corrisposto un incremento della circolazione del contante, con uno sviluppo dei prelievi allo sportello automatico del 2%.

Per quanto attiene invece i pagamenti con carta di credito su internet, nel secondo trimestre  l’incremento è stato pari al 118% rispetto a giugno 2012, con passaggio da 6 a 13 milioni di operazioni, e con un ammontare cresciuto del 92% da 494 a 949 milioni di euro. Forte crescita anche per i bonifici effettuati via internet e via telefono, che nel secondo trimestre 2013  sono giunti a quota 73,8% del totale.

I dati positivi sopra esposti contrastano, tuttavia, con l’affezione degli italiani nei confronti degli strumenti più tradizionali. Le operazioni annue pro capite compiute in maniera alternativa al contante sono solamente 68 contro una media europea di 188. Gli italiani si dimostrano altresì molto più diffidenti dei colleghi europei nei confronti del contante, utilizzando con particolare timidezza le carte bancomat e le carte di credito, e preferendo invece le carte prepagate, ritenute – a torto o a ragione – degli strumenti molto più sicuri delle prime due. Non è un caso che, secondo i dati del Consorzio Bancomat, in Italia siano in circolazione almeno 18,8 milioni di carte prepagate, contro 28,5 milioni di carte di credito tradizionali e 41,2 milioni di carte bancomat, con delle proporzioni di fiducia nei confronti delle prepagate che sono difficilmente riscontrabili altrove.