Consumi, la Crisi riporta l’Italia agli Anni Sessanta

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E’ allarme consumi. E’ quanto emerge dalla ricerca “Consumi e distribuzione” condotta dalla Coop. I risultati sono allarmanti e parlano di un calo dei consumi che, nell’ultimo anno, ha fatto registrare un 4 %. Le brutte notizie, però, non finiscono qui. La Coop ha già messo in conto un calo ulteriore dell’1,3 % in questo 2013.

Il calo dei consumi è stato causato, secondo la ricerca, dalle misure di austerity, che hanno sottratto denaro alle famiglie (la seconda rata dell’Imu in particolare si è rivelata pesantissima), ma anche dall’esplosione della disoccupazione, ora a due cifre.

Il calo dei consumi ha interessato praticamente tutti i settori, ma alcuni in misura maggiore rispetto agli altri. Particolarmente colpito è il settore degli alimentari, protagonista di una vera e propria discesa in picchiata. In breve, è stato “raggiunto” il livello del 1960 (ovviamente al netto della deflazione). Un ritorno al passato che, in misura più o meno pesante, ha caratterizzato tutti i settori. Meglio del settore alimentare, ma peggio di tutti gli altri, sta il settore auto, tornato ai valori del 1974. Se la passano male anche il settore abbigliamento (1984) e la ristorazione outdoor (1999). E pensare che l’ex premier Silvio Berlusconi ha sempre dichiarato che in Italia la crisi non c’è perché i ristoranti sono pieni…

La ricerca della Coop intende svelare il vero volto della crisi. Esso, si legge nella note, non è visibile spulciando i valori del PIL, comunque in calo del 2,2% nel 2012, piuttosto proprio nel collasso delle capacità di spesa delle famiglie. Da questo punto di vista, il calo dei consumi, pur catastrofico, non sorprende.

Permane comunque uno spazio, seppur risicato, per l’ottimismo. Dicembre, infatti, si è contraddistinto per essere il mese che è andato “meno peggio” in assoluto. Fin qui, nulla di sorprendente: dicembre è il mese “dei regali”. Eppure i consumi, si legge sempre nella nota a margine della ricerca, hanno fatto segnare “un inatteso progresso”. La conclusione è che il miglioramento di dicembre potrebbe non essere contingente al clima natalizio ma più specificatamente strutturale, dunque segnale di una ripresa per il 2013.

Un aspetto singolare di questo inatteso progresso è l’incredibile ascesa dei discount. Su questo fronte si è speso abbastanza. I discount rappresentano la versione economica di negozi e ipermercati. Tutto ciò potrebbe rivelarsi un segnale della nascita di un sentimento di sobrietà negli italiani, ora meno suscettibili alle sirene consumistiche, ma non per questo disposti ad accettare ad oltranza una situazione di privazione.

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