Consigli per l’affitto: per chi cerca casa e non vuole fregature

Cerchi casa ma non riesci ad accedere a un mutuo? Non resta che prendere un appartamento in affitto!
L’Italia è un Paese di proprietari. Secondo l’annuario statistico dell’ISTAT, sette famiglie su dieci possiedono la casa in cui abitano, e solo il 18% paga un affitto, in 3 casi su quattro a un altro privato.
Il panorama immobiliare, tuttavia, è in continua mutazione: la crisi economica ha fatto precipitare la liquidità nelle tasche degli italiani, e le restrizioni imposte dalle banche nell’accesso al credito hanno reso a lungo sempre più arduo accendere un mutuo, soprattutto per chi non ha un lavoro a tempo determinato. Solo di recente ci sono stati timidi segnali di ripresa nell’accensione di mutui per la casa, con le banche che hanno lentamente e gradualmente ripreso ad allargare i cordoni del credito ai privati.
Per molti italiani in cerca di un tetto, l’affitto sta diventando l’unica alternativa praticabile. Questa soluzione, se da una parte esenta dalla trafila – e dalla spesa – notarile per l’acquisto, dall’altra non deve fare abbassare la guardia. Le cautele non sono mai abbastanza, e l’adozione di alcuni accorgimenti può rivelarsi importante per entrare con serenità nella nuova casa ed evitare cattive sorprese: ecco i nostri consigli.

Cercare casa in affitto

Credits marcoPapale.com flickr
Annunci di affitto in vetrina

Le occasioni per trovare una casa in affitto non mancano: annunci, agenzie immobiliari, cartelli affissi… e poi la Rete che mette molte offerte a portata di click. Per non perdere l’orientamento, e limitare il tempo sprecato a visitare abitazioni invivibili, definisci i tuoi parametri rispetto al budget disponibile e ai tuoi desideri di metratura, zona, presenza di servizi, di verde, ecc.
Per facilitare la ricerca, puoi rivolgerti a un’agenzia immobiliare. Naturalmente, questo servizio di intermediazione ha un costo, di solito distribuito tra il proprietario e l’inquilino e nel complesso non superiore al 15% del canone annuo al netto delle spese accessorie. È bene definire fin dall’inizio l’entità della commissione, sapendo che questa andrà comunque versata solo a conclusione del contratto. Attenzione poi agli specchietti per le allodole a volte celati dietro agli annunci in vetrina, utilizzati dalle agenzie per catturare clienti ma in realtà relativi a case non più disponibili.
Anche gli annunci sulle riviste specializzate possono rivelarsi insidiosi. Diffida delle offerte con canoni molto inferiori alla media della zona, perché potrebbero celare una truffa o sgradite sorprese. E non pagare mai mensilità in anticipo, magari per “bloccare” la casa, senza prima averla almeno vista!

 

Il fattore IMU TASI sugli appartamenti in affitto

tasi e imu
I conti delle imposte sulla casa per chi mette un appartamento in affitto

La reintroduzione delle imposte sugli immobili (prima IMU, ora TASI) potrebbe giocare a favore di chi non possiede una casa e cerca un tetto in affitto. Se è vero che l’alta tassazione a partire dalla seconda casa sta spingendo molti proprietari ad aumentare i canoni d’affitto, e a rivalersi così sugli inquilini, è anche vero che il desiderio di coprire la nuova spesa potrebbe convincere altri proprietari a locare le loro case sfitte, aumentando l’offerta sul mercato e contribuendo così a livellare i prezzi.
L’ultimo censimento, infatti, ha fatto emergere che in Italia ci sono oltre 2.700.000 potenziali abitazioni non occupate: i prezzi stracciati del mercato immobiliare potrebbero portare i proprietari ad affittare, rimandando a tempi migliori la decisione di vendere. Se scopri un appartamento vuoto in una zona che ti aggrada, è il momento giusto per fare un’offerta diretta, evitando le spese di intermediazione: presenta la tua proposta d’affitto, allegando una copia del documento e le referenze che dimostrano il tuo reddito.

Credits Setten Genesio SpA, Flickr
Appartamento in affitto: la prima visita

La casa in affitto mq per mq

Una volta che hai trovato un tetto che sembra fare per te, dovrai fare affidamento su tutti i tuoi cinque sensi – senza trascurare il sesto – per evitare sorprese sgradite quando avrai le chiavi in mano. Non avere remore a fare domande al proprietario o all’agente e a perlustrare ogni anfratto dell’abitazione, verificando che gli impianti siano a norma, che i termosifoni funzionino e che l’acqua del rubinetto non abbia colori strani.
È bene precisare fin da subito l’importo delle spese condominiali, della tassa sui rifiuti e delle altre spese accessorie, e chiedere cosa è incluso nell’affitto. Scopri se la fornitura d’acqua è diretta e se il riscaldamento è centralizzato, soluzioni che consentono di risparmiare, e domanda se è possibile prendere visione delle bollette per capire quale sia il fabbisogno di calore e di luce elettrica dell’abitazione, molto variabile a seconda della qualità dei muri e dell’esposizione al sole.
Chiedi delucidazioni sulle norme condominiali e sulla presenza di aree attrezzate per la raccolta differenziata, e controlla l’esposizione delle finestre, per evitare che una strada molto trafficata ti consegni come ospiti fissi inquinamento acustico e atmosferico. Fatti rilasciare l’indirizzo preciso dell’abitazione, per poter poi verificare la copertura della linea telefonica e dati. Se la casa ha necessità di manutenzione, ad esempio la tinteggiatura, puoi provare a metterti d’accordo con il proprietario per effettuare direttamente i lavori e scalarli dagli affitti. Le spese straordinarie condominiali, invece, sono sempre a carico del proprietario.

Verso il contratto d’affitto di un immobile

Contratto di comodato
Il contratto di affitto

Se ritieni accettabili le condizioni della casa, puoi chiedere una visione preliminare del contratto, in modo da leggere attentamente, magari avvalendoti dell’assistenza gratuita di un patronato, tutte le clausole e presentare eventualmente obiezioni e richieste. Se si tratta della tua “prima casa”, ad esempio, verifica che sia riportato il riferimento alla legge in vigore in materia di locazione, per potere così detrarre l’affitto. Presso la Conservatoria dei registri immobiliari puoi effettuare un accertamento sulla presenza di ipoteche, pignoramenti o cartelle esattoriali pendenti sull’abitazione, per evitare di doverla abbandonare prima del previsto.
Verosimilmente, il proprietario esigerà una documentazione del tuo reddito, eventualmente accompagnata dalla definizione di un garante, e la caparra, o nei casi peggiori le più costose fideiussioni e polizze assicurative. La cauzione, in ogni caso, non può superare le tre mensilità e ti verrà restituita, maggiorata degli interessi legali, al termine del contratto, che deve riportarne l’entità.

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Finalmente dentro casa

Affitto chiavi in mano

Appena entrati nella nuova casa, è consigliabile stilare un verbale di consegna, sottoscritto dalle due parti e corredato da fotografie dei punti critici dell’abitazione. Quando non avrai più intenzione di rinnovare il contratto, infatti, dovrai riconsegnare la casa nelle condizioni in cui l’hai trovata e avere una dichiarazione congiunta sullo stato di usura al tuo ingresso può essere utile a risolvere spiacevoli controversie. Effettua anche le volture delle utenze (sui siti dei fornitori dei servizi come ad esempio l’ENEL trovi tutte le istruzioni del caso) per accertarti che l’inquilino precedente non sia stato moroso.
Qualsiasi accordo con il proprietario, dalla sostituzione della caldaia alla tinteggiatura degli ambienti, deve essere messo per iscritto, e per ogni pagamento deve essere rilasciata una ricevuta firmata con la causale del versamento, che dovrai conservare con scrupolo. Le somme in denaro versate senza una documentazione comprovante, infatti, non possono essere fatte valere in giudizio nell’evenienza di un contenzioso con il proprietario e, soprattutto, sono illegali.