Cos’è il congedo parentale? A chi spetta? Come richiederlo?

Il congedo parentale rappresenta uno dei diritti fondamentali dei lavoratori e può essere richiesto indipendentemente dal sesso, ossia, sia da un uomo che da una donna, qualora si abbia bisogno di un periodo di astensione lavorativa da dedicare alla propria filiazione.
Il diritto è esplicato più nello specifico come l’atto contrattuale che ci permette di assentarci dal posto di lavoro per un periodo di circa dieci mesi, nei primi 12 anni di vita di nostro figlio.congedo parentale

Secondo il “D.Lgs. 80/2015, in vigore dal 25 giugno 2015” entrambi i genitori disporranno di questo periodo stabilito di dieci mesi da dover ripartire tra loro, in cui possono astenersi dal lavoro rimanendo con il proprio figlio, soddisfando così i suoi bisogni primordiali affettivi e relazionali. Il tutto se fatto entro i primi 12 anni d’età.

Quanto dura il congedo parentale?

Il congedo parentale come già detto ha una durata di 10 mesi, ripartiti tra entrambi i genitori. Di cosa bisogna tener conto però? In primis di un altro tipo di congedo che è quello obbligatorio di maternità, di cui parliamo più in basso. Secondo punto, al lavoratore uomo, cioè al padre, spetta un periodo che non si dilunghi oltre i sei mesi. Se il genitore è invece soltanto uno, si può arrivare fino ai 10 mesi stabiliti.

Il congedo parentale ad ore

La novità introdotta dal Jobs Act e dal “D.Lgs. 80/2015, in vigore dal 25 giugno 2015” permette ad ogni genitori di poter usufruire del congedo parentale anche da ore. Tuttavia, questa norma è lecita solo nei casi in cui il lavoratore non si assenti per un numero di ore giornaliere superiore alla metà del suo orario medio giornaliero. In questo caso si parla di congedo parentale ad ore.

Il congedo parentale può essere prolungato qualora si abbia a che fare con un figlio affetto da handicap e/o interdetto. In questo caso, quindi con un minore con disabilità grave, il congedo può essere prolungato fino a tre anni.

Come si fa ad ottenere il congedo parentale?

Per ottenerlo il genitore deve presentare una domanda al proprio datore di lavoro con un preavviso di 5 giorni nel caso in cui volesse avere un congedo parentale a giornate, mentre non inferiore ai due giorni di preavviso, se volesse richiedere il congedo parentale orario. Va allegata comunque la seguente documentazione:

  • Certificato di nascita per accertare la paternità o maternità
  • Dichiarazione dell’altro genitore di responsabilità per aver già fruito o di quando starà per fruire del congedo egli stesso
  • Impegno dei genitori a rammentare eventuali variazioni a riguardo

Cosa cambia tra il congedo parentale e il congedo di maternità?

Il congedo di maternità è un diritto inalienabile che spetta alle lavoratrici incinte e che porta con sé un divieto nei confronti del datore di lavoro, di tenere occupate le sue dipendenti nei 5 mesi che precedono e seguono il parto. Come si traduce più nello specifico e quando può essere richiesto? Cioè questi 5 mesi, a quali mesi fanno effettivamente riferimento? Si può richiedere in diverse situazione, due o un mese prima del parto. Nei tre o nei quattro mesi successivi al parto e in più si può chiedere una proroga e uno slittamento del periodo qualora il parto non avvenga nelle date prestabilite.

Da chi può essere richiesto il congedo di maternità?

Il congedo di maternità può essere richiesto da tutte le tipologie di lavoratrici e con qualunque tipologia contrattuale presso qualunque ente o azienda, pubblico o privato.

Dove va presentata la domanda?

La domanda per il congedo parentale va presentata all’INPS, ma in primis nella propria sede lavorativa, all’ufficio del personale o al top management.

La domanda stessa non può essere respinta salvo un valido motivo. La risposta è sì automatico, qualora siano rispettati i prerequisiti previsti dalla legge. E’ respinta se uno di questi viene a mancare.