Congedo matrimoniale INPS 2018: durata e chi può beneficiarne

Per i novelli “sposini” INPS riconosce la possibilità di richiedere e di fruire a proprio beneficio del Congedo matrimoniale che permette agli stessi di avere il diritto di assentarsi dal posto di lavoro per un lasso temporale di 15 giorni per andare in viaggio di nozze, continuando a percepire lo stipendio e fruendo della possibilità di godere del versamento contributivo ai fini previdenziali.

Il Congedo matrimoniale prevede un periodo retribuito riconosciuto al lavoratore in occasione della celebrazione del proprio matrimonio (art. 1, comma 20, Legge n. 76/2016): si tratta di una misura che prevede il riconoscimento di un trattamento economico e previdenziale che fu introdotto in Italia già nel 1937.

Se inizialmente il Congedo matrimoniale era rivolto solo al personale impiegatizio, successivamente grazie ad un importante accordo interconfederale del 1941 venne esteso anche alla classe degli operai. Oggi tutti i contratti collettivi di lavoro di tutti i settori riconoscono la possibilità di fruire di questo congedo.

Questa guida si propone di approfondire la normativa vigente in materia di Congedo matrimoniale riconosciuto a tutte le coppie unite in matrimonio (sia eterosessuali che omosessuali, in seguito all’introduzione della Legge Cirinnà), come funziona, quanto dura, come presentare l’istanza e qual è il trattamento economico e previdenziale.

Quanto dura il Congedo Matrimoniale?

Il Congedo matrimoniale è il beneficio economico e previdenziale che spetta agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio, ai marittimi di bassa forza, dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative che si sposano mediante rito civile, senza distinzioni di sesso.

La sua durata è di 15 giorni, ma è possibile prevedere una durata diversa a seconda dei vari contratti nazionali del lavoro, in base alle diverse qualifiche e al comparto di appartenenza del soggetto dipendente che presenta la domanda di congedo matrimoniale 2018.

Una volta richiesta ed ottenuta la possibilità di fruire del periodo di astensione dal lavoro, in seguito alla celebrazione del vincolo coniugale, si deve fruire dei giorni di congedo in modo consecutivo e non possono essere soggetti a frazionamento.

Il periodo di assenza dal posto di lavoro viene retribuito interamente dal datore di lavoro: per i lavoratori che espletano un mestiere manuale e sono assunti mediante contratto di lavoro subordinato in aziende industriali, artigiane o cooperative, il congedo viene retribuito mediante un assegno a carico dell’INPS di importo pari a 7 giorni di lavoro.

La contrattazione collettiva impone al datore di lavoro di procedere con l’integrazione dell’assegno al fine di garantire al lavoratore la normale retribuzione per il periodo di 15 giorni.

A chi spetta il Congedo Matrimoniale?

Come previsto dalla normativa pubblicata sul sito dell’INPS, il Congedo matrimoniale 2018 spetta a tutti i cittadini che si uniscono in matrimonio civile o concordatario: gli stessi possono fruire del periodo di astensione dal posto di lavoro entro 30 giorni dalla celebrazione del rito civile.

Anche i lavoratori disoccupati che dimostrino nei 3 mesi precedenti alla celebrazione del rito civile di aver lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative, possono beneficiare della richiesta del congedo matrimoniale.

Parimenti, anche chi non è in servizio per malattia, sospensione del lavoro, richiamo alle armi, può presentare l’istanza di richiesta del congedo, fermo restando l’esistenza del rapporto di lavoro.

Occorre sottolineare che il congedo matrimoniale INPS 2018 spetta solo nel caso di celebrazione del matrimonio o del rito avente validità civile, non per quello religioso. Dal tenore normativo questo implica che il congedo matrimoniale può essere richiesto nel caso di seconde nozze e senza discriminazione tra dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato.

Quando si può richiedere il Congedo matrimoniale INPS 2018?

Il Congedo matrimoniale INPS 2018 deve essere richiesto solo in occasione del matrimonio o della celebrazione del rito civile tra coppie di eterosessuali ed omosessuali.

Un’importante sentenza della Corte di Cassazione ha definitivamente sancito che è sufficiente indicare nell’istanza presentata dal lavoratore (novello sposo) i giorni di assenza dal posto di lavoro e venga comunicato con il dovuto preavviso al datore di lavoro (solitamente almeno sei giorni prima dal suo inizio).

Se per motivi organizzativi o legati alla produzione aziendale non sia possibile fruirne in occasione del matrimonio o dell’unione civile, tale periodo di astensione dal posto di lavoro da parte dello/a sposo/a lavoratore/trice deve essere concesso o completato entro i 30 giorni successivi alla celebrazione del matrimonio o all’unione civile.

Legge Cirinnà: estensione del Congedo matrimoniale agli omosessuali

Il Congedo matrimoniale oltre ad essere riconosciuto alle coppie coniugate eterosessuali è stato esteso anche alle coppie omosessuali che possono il periodo di astensione dal posto di lavoro in seguito all’unione civile.

Grazie all’entrata in vigore del testo normativo Legge Cirinnà in data 11 maggio 2016, le unioni civili in Italia hanno ricevuto finalmente una propria validità dal punto di vista normativo: dopo lunghe attese, l’Italia è diventato il ventisettesimo paese europeo che ha riconosciuto legalmente le coppie LGBT e regolamenta le convivenze extra coniugali.

Il ddl Cirinnà intitolato “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, è il corpus normativo che disciplina l’unione civile tra omosessuali quale “specifica formazione sociale”.

Il tenore normativo richiama gli articoli 2 e 3 della Costituzione relativi ai diritti inviolabili dell’uomo senza distinzione di sesso: l’unione civile tra due persone maggiorenni deve avvenire di fronte ad un ufficiale di Stato, alla presenza di due testimoni e deve essere registrata nell’archivio dello Stato civile del Comune.

Il ddl Cirinnà ha introdotto una serie di diritti e doveri reciproci derivanti in capo ai soggetti uniti in matrimonio: rimane fermo l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione, alla successione, alla pensione di reversibilità e anche alla possibilità di beneficiare del Congedo matrimoniale, parimenti a quanto spetta alle coppie eterosessuali unite in matrimonio.

Istanza Congedo matrimoniale INPS 2018: come fare

Per ottenere il congedo matrimoniale il lavoratore che sia in procinto di sposarsi deve presentare la domanda di richiesta del congedo al proprio datore di lavoro indicando nell’istanza i giorni di assenza dal posto di lavoro.

La comunicazione deve avvenire con dovuto preavviso ed occorre allegare all’istanza anche il certificato di matrimonio o lo stato di famiglia con i dati del rito civile rilasciato dall’Ufficio Stato civile del Comune o la “dichiarazione sostitutiva di certificazione ex articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, comprovante lo stato di coniugato e gli estremi del matrimonio”.

Nel caso in cui il dipendente non sia in grado di produrre la certificazione sopra indicata, “si può presentare un certificato rilasciato dall’autorità religiosa o una dichiarazione sostitutiva autenticata, purché successivamente si provveda a consegnare la documentazione prescritta”, come sancito dal dettato normativo riportato dall’INPS.

L’istanza con tutta la documentazione richiamata deve essere presentata online sul sito dell’INPS attraverso il servizio dedicato oppure tramite richiesta da inoltrare agli Enti di patronato oppure mediante Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.

 

 

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