Confturismo: la paura terrorismo spaventa i viaggiatori

Non abbiamo fatto in tempo a leggere i dati e i commenti ottimisti di Federalberghi, che ci troviamo a commentare l’indagine effettuata da Confturismo-Confcommercio e Istituto Piepoli. Ebbene, si respira tutta un’altra aria e sembra completamente un’altra storia.

L’indagine Confturismo-Confcommercio

Gli attentati di Parigi hanno, e avranno anche in futuro, un effetto negativo sull’indice di fiducia del viaggiatore. Questo, infatti, pur restando in territorio di ‘sufficienza’ nella scala di valutazione, a novembre “scende a 59 punti rallentando il miglioramento che aveva registrato nel corso di tutto l’anno. Il valore del mese di novembre 2015, infatti, è solo il 2 % superiore a quello dello scorso anno“.
L’incertezza che si respira globalmente e la paura di nuovi attacchi terroristici, con gli allarmi quotidiani lanciati da ogni parte del mondo, portano il turismo e l’economia verso un sentiment negativo. Il saldo tra ottimisti e pessimisti si posiziona ora sedici punti sotto la parità. Il rapporto Confturismo-Confcommercio sottolinea come non sia affatto un caso che in concomitanza agli attentati si sia registrato un crollo delle prenotazioni verso il BelPaese da parte dei turisti da tutto il mondo: “La preoccupazione maggiore è legata al fatto che i tragici eventi di Parigi non siano un fatto isolato, ma che la scia di sangue possa continuare nell’immediato futuro“.

Secondo la ricerca appena pubblicata, oltre un italiano su tre ammette di aver paura di andare all’estero, soprattutto in Francia e ancor più in Medio Oriente. In linea generale, la paura maggiore riguarda il volo in aereo. La stessa percentuale di nostri connazionali teme anche che l’Italia sia al centro dell’attenzione del terrorismo islamico. In generale ritengono che i bersagli più probabili possano essere Roma e la Città del Vaticano: quasi per un italiano su due si potrebbe verificare un attacco sanguinoso durante il Giubileo. Nonostante ciò, solo il 12 per cento degli italiani crede che le celebrazioni dell’Anno Santo debbano essere cancellate a causa di questo rischio.

Un nostro connazionale su due dichiara inoltre di voler cambiare le proprie abitudini in conseguenza degli attentati. D’altra parte, quasi quattro italiani su cinque non credono invece che si debbano cambiare le proprie tradizioni.