Condono Equitalia in arrivo, ne beneficeranno 3 milioni di italiani

Equitalia, un nome che fa tremare i contribuenti italiani. I furbetti certo, ma anche quelli onesti che potrebbero vedersi recapitare, in un giorno qualsiasi, una cartella esattoriale per un mero problema di calcolo da parte di chi di dovere.

Il consiglio che viene dato è sempre quello di pagare ma poi per ottenere i rimborsi iniziano le pene. Comunque, per il prossimo anno potrebbe giungere una buona notizia. Infatti, si paventa la possibilità di un condono Equitalia, introdotto nella legge di Bilancio 2017.

Una sorta di «sanatoria» su interessi di mora, sanzioni e aggio di riscossione che dovrebbe riguardare circa tre milioni di contribuenti, sia cittadini che imprese. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Condono Equitalia, le cifre

condono equitalia 2017Vediamo di quali cifre si parla riguardo questo condono Equitalia. Cifre non di poco conto. Intanto, occorre dire che questo provvedimento rientrerebbe tra le misure di contrasto all’evasione fiscale in quanto agevola l’adesione dei contribuenti alle richieste congiunte di Equitalia e Agenzia delle Entrate. Secondo una stima fatta di concerto dal Fondo monetario internazionale e dall’Ocse, alla fine di settembre dello scorso anno il debito fiscale dei contribuenti italiani superava i 750 miliardi di euro.

Sottraendovi circa 180 miliardi relativi ai debiti fiscali non dovuti si arriva così a un importo di circa seicento miliardi di euro.

In essa vi finiscono sia gli evasori a tutti gli effetti, sia quanti, per problemi economici, non possono permettersi di pagare anche una comune multa scaduta ad esempio per divieto di sosta. Quanto ai contenziosi, si parla di oltre cinquecentoseimila controversie pendenti al trenta giugno dell’anno corrente. Una cifra comunque in diminuzione dato che la giustizia tributaria ha fatto notevoli progressi quanto a celerità delle risoluzioni.

Per quanto concerne i numeri riguardanti i ricorsi presentati alle commissioni tributarie provinciali e regionali, dal giugno 2015 al giugno 2016, si arriva a 40 miliardi di euro. I soggetti interessati sono soprattutto persone fisiche, quantificate in oltre sette casi su dieci; mentre il tributo maggiormente contestato è l’imposta regionale sulle persone fisiche. Ma quanto dovrebbero ad Equitalia? La cifra media contestata si aggira intorno agli ottantamila euro, rientrate appieno nella soglia dei centomila euro. Ovvero, quella prevista nel possibile condono Equitalia che sarebbe previsto nella legge di Bilancio 2017.

Vale la pena anche ricordare che un terzo dei ricorsi vede perdere lo Stato per una cifra che si aggira intorno ai trenta miliardi di euro su trecentocinquantamila istanze.

Condono, quali ricavi per lo Stato

Per quanto concerne invece le cartelle esattoriali già rateizzate da Equitalia (che ricordiamo essere una società attualmente guidata dall’ad Ernesto Maria Ruffini e che Renzi vuole accorpare nel Ministero delle Entrate), a fine anno scorso riguardavano oltre tre milioni di contribuenti per un totale di trentaquattro miliardi.

Considerato che oltre otto casi su dieci circa dei debiti fiscali riguarda importi inferiori ai centomila euro, potrebbero beneficiare dell’innovazione circa due milioni e mezzo di contribuenti italiani.

Ma anche qui vale la pena sottolineare come il recupero potenziale di imposta accertata non sarebbe a doppia cifra. Un esempio lo dà la cosiddetta «rottamazione» varata dal precedente seppur breve Governo Letta, mediante la Legge di Stabilità 2014. La quale produsse circa ottocento milioni di entrate.

Comunque, si stima che tutto sommato una simile agevolazione possa consentire di superare la soglia dei due miliardi.

Non trascurabile, infine, l’implicazione politica di questo condono Equitalia. Per le opposizioni si tratta di una mossa pensata in vista del Referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale. Per Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti, il condono Equitalia sarebbe per il Premier il suo ultimo treno a cui appigliarsi per riconquistare la ormai persa fiducia dei cittadini italiani.