Comprare e Vendere azioni Zoom: quotazione e previsioni [2020]

Come comprare azioni Zoom? Conviene comprare azioni Zoom? Quali sono i migliori Broker per investire sulle azioni Zoom?

Il nome per esteso è Zoom Video Communications, una società americana che si occupa di servizi di teleconferenza. Con la propria sede a San Jose, in California. Dove risiedono altri colossi della cosiddetta Silicon Valley.

I suoi servizi mettono insieme videoconferenze, riunioni online e chat.

Essendo quotata in Borsa, Zoom è anche una ottima opportunità di investire sulle sue azioni.

In questo articolo vedremo quindi come investire e se conviene.

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Zoom Video Communications cos’è

Cos’è Zoom Video Communications? Come detto, si tratta di una società americana operante nel settore della tecnologia e delle comunicazioni con sede a San Jose, California. Praticamente nel cuore della cosiddetta Silicon Valley, dove hanno sede altri colossi della tecnologia.

In particolare, questa società americana fornisce servizi di videotelefonia e chat online mediante una piattaforma software peer-to-peer basata su cloud.

I suoi servizi vengono quindi utilizzati per svolgere teleconferenza, telelavoro, formazione a distanza e chat per uso ricreativo.

Zoom prevede un utilizzo gratuito con un limite di 100 partecipanti per sessione e una durata massima di 40 minuti. Per conferenze più lunghe o con più partecipanti, prevede tariffe medie di $ 15-20 al mese. Che salgono a 50-100 dollari mensili per servizi più grandi come le Zoom Rooms,

La società è stata fondata da Eric Yuan nel 2011. Quest’ultimo è un ex ingegnere e dirigente di Cisco Webex. Lanciando poi il software due anni dopo.

La compagnia ha fatto registrare una crescita incredibile negli anni, tanto da avere una valutazione di $ 1 miliardo nel 2017. Ciò grazie ai suoi servizi economicamente convenienti e anche molto facili da utilizzare.

Nel 2019 è arrivata la quotazione in Borsa. La pandemia di Coronavirus Covid-19 ha di riflesso molto avvantaggiato il gruppo, dato che molte aziende si sono dovute affidare ai suoi servizi non potendo fare convegni e conferenze “vis-à-vis”.

Tuttavia, occorre anche aggiungere che i suoi prodotti software hanno dovuto affrontare il controllo pubblico e dei media per alcune sospette pecche sulla privacy e per la vulnerabilità di sicurezza dei servizi che offre.

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Zoom Video Communications storia

Come detto, questa società è stata fondata da Eric Yuan. Il quale, dovendo raggiungere la ragazza con 10 ore di treno, stava trovando il modo di comunicarci senza dover fare quel tragitto.

Dopo aver ricevuto finalmente il visto dopo nove tentativi, Yuan è emigrato negli Stati Uniti nel 1997 ed è stato assunto da Cisco Webex. È diventato presto Vice Presidente, ma dopo aver realizzato che i clienti non erano soddisfatti dei servizi offerti dalla società, l’ha lasciata nel 2011. Per fondarne una società tutta sua: la Zoom Video Communications appunto.

Con l’aiuto di 40 ingegneri, Zoom ha lanciato una versione beta a settembre 2012. La quale era in grado di ospitare conferenze con massimo 15 partecipanti.

Nel corso degli anni, la società ha beneficiato di molti investimenti.

Per esempio, nel gennaio 2013, ha ricevuto $ 6 milioni da Qualcomm Ventures, Jerry Yang, Subrah Iyar e Dan Scheinman. Finanziamenti che hanno così permesso di lanciare una prima versione del software. Capace di raddoppiare il numero dei partecipanti portandoli a 25.

Membri che divennero presto 400.000 utenti, diventati poi 1 milione nel maggio 2013.

Nel luglio 2013, Zoom ha stretto collaborazioni con i fornitori di software, creando così il programma denominato “Works with Zoom”. Collaborando così con Logitech, Vaddio e InFocus.

Nel settembre 2013, ha ricevuto altri importanti finanziamenti, pari a $ 6,5 milioni da Facebook, Waze e altri investitori. Il numero di utenti era pari a 3 milioni.

Quasi un anno dopo, questi ultimi erano arrivati a 10 milioni. Quadruplicati nel febbraio 2015, con inoltre 65mila organizzazioni iscritte. La società, a 2 anni dal lancio dei suoi servizi, era arrivato a 1 miliardo di minuti di riunione

Nel 2015 e nel 2016, l’azienda ha integrato il suo software con altri servizi utilizzati per il telelavoro. Come Slack, Salesforce e Skype for Business.

Il 4 febbraio 2015, la società ha ricevuto 30 milioni di dollari USA da investitori tra cui Emergence Capital, Horizons Ventures (Li Ka-shing), Qualcomm Ventures, Jerry Yang e Patrick Soon-Shiong.

Con la versione 2.5 lanciata nell’ottobre dello stesso anno, il numero di partecipanti per conferenza è passato a 50, con mille società come clienti.

Con i $ 100 milioni ottenuti da Sequoia Capital nel gennaio 2017, Zoom Video Communications ha superato il fatidico miliardo di valutazione. Il che l’ha resa una società cosiddetta Unicorno, come vengono soprannominate le società che riescono in questa impresa.

Nell’aprile 2017, Zoom ha lanciato Telehealth, un prodotto di telemedicina scalabile che permette ai medici di visitare in remoto i pazienti.

A maggio dello stesso anno ha integrato i suoi servizi con Polycom, abilitando funzionalità come riunioni multiple su schermo e dispositivi; condivisione di schermi HD e wireless; integrazione del calendario con Microsoft Outlook, Google Calendar e iCal.

Nel settembre 2017 si è svolta la prima edizione di Zoomtopia 2017, la prima conferenza annuale degli utenti di Zoom. Nel corso della stessa, ha annunciato una partnership con Meta, nonché il primo tentativo di integrare il riconoscimento facciale nei suoi servizi.

Zoom Video Communications quotazione

Al momento della scrittura, il titolo di Zoom Video Communications quota 143,27.

La società è stata molto fortunata, in quanto, poco dopo la sua quotazione, il titolo ha registrato una impennata complice l’emergenza Coronavirus Covid-19. La quale ha spinto molte aziende e scuole ad usare in modo massiccio i suoi servizi.

E’ approdata in Borsa il 18 aprile 2019 tramite IPO. Lanciata con un prezzo iniziale di 36 USD per azione. Già il primo giorno, la negoziazione si è chiusa con un valore dell’azione incrementato del 72%.

La società è stata valutata $ 16 miliardi dopo il primo giorno di negoziazioni in Borsa.

A febbraio 2020 la svolta. Infatti, in concomitanza con la propagazione del Coronavirus, Zoom ha guadagnato 2,22 milioni di nuovi utenti. Praticamente un numero maggiore di quello accumulato in tutto l’arco del 2019.

I, una solo giorno di marzo 2020, per esempio, l’app Zoom è stata scaricata 343.000 volte. Con quasi un quinto dei download provenienti dai soli Usa.

Gli utenti medi giornalieri sono passati da circa 10 milioni a dicembre 2019 a circa 200 milioni a marzo 2020.

Ciò ha comportato che, mentre il resto del mercato azionario fosse in grande affanno, il suo titolo si impennava incredibilmente.

Il titolo è così passato dai 72 dollari del 27 gennaio 2020, toccando il suo apice storico il 23 marzo: 159 dollari. Poi un calo successivo, che ha portato il titolo a 113 dollari il 7 aprile 2020, dovuto presumibilmente alla vendita di molti che hanno voluto andare all’incredibile incasso. Per poi tornare a crescere e superare soglia 150 dollari.

Conviene comprare azioni Zoom Video Communications?

Questa società esiste dal 2013 ma è riuscita ad attirare massicci investimenti da parte di partner molto importanti (tra cui Facebook, Waze (dietro cui c’è Google), il fondatore di Yahoo!), giusto per citare qualche nome. Che hanno creduto nella bontà del progetto.

Il titolo nel giro di un anno ha visto aumentare di quasi 50 volte il proprio valore, sebbene abbia beneficiato di una tragedia come la Pandemia del Covid-19.

Tuttavia, proprio quest’ultima sta spingendo il mondo del lavoro ad una grande innovazione. Fino ad oggi molto lenta, evitata o poco conosciuta. Ossia l’arrivo del telelavoro, il lavoro da remoto.

Per una società come Zoom Video Communications si tratta ovviamente di una grande opportunità. Della quale sta già incassando i frutti in questi mesi e probabilmente sarà una delle protagoniste di questa rivoluzione del lavoro.

Molte aziende, molto probabilmente, non torneranno più al modo di operare precedente. Almeno quelle che sopravviveranno. E si rivolgeranno a società come queste per svolgere le proprie funzioni.

Ovviamente, nessuno può dire se sarà davvero così. Le nostre sono solo previsioni. Rese peraltro molto difficili anche dal fatto che Zoom Video Communications ha al momento della scrittura solo un anno di vita in Borsa.

Oltretutto, la spinta iniziale era stata persa nell’autunno 2019 fino ad inizio 2020. E la società è stata più volte chiamata in causa per problemi di sicurezza e privacy.

Pertanto, invitiamo ad investire sì su questa società, ma con cautela. Considerando anche che il telelavoro diventerà una realtà importante anche nel nostro Paese e nel resto d’Europa. E magari molte aziende si rivolgeranno proprio ai servizi di Zoom Video Communications

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