Comprare (e vendere) azioni Webuild: guida, come fare e se conviene [2020]

Come comprare azioni Webuild? Conviene comprare azioni Webuild? Lo scopriamo in questo articolo.

A primo acchito, il nome Webuild S.p.A. non dirà molto ai più. In realtà, è il nuovo nome conferito alla originaria Salini Impregilo SPA, a decorrere dal 15 maggio 2020. Sia Salini che Impregilo, sono due società edili e di ingegneria storiche. Che a loro volta si sono fuse nel 2014. Salini ha mantenuto la direzione della società.

Webuild è una multinazionale, giacché opera in oltre 50 Paesi, per la realizzazione di dighe, impianti idroelettrici, opere idrauliche. Ma anche infrastrutture dei trasporti, come ferrovie e metropolitane, aeroporti e autostrade. Ed infine, a tutto tondo nell’edilizia, quindi sia civile che industriale.

Webuild è a tutti gli effetti, per importanza, la prima azienda italiana che opera all’estero. Anche perché, a gennaio 2016 ha rilevato la società di costruzioni statunitense Lane Industries.

Webuild è anche un interessante asset su cui puntare, essendo quotata sulla Borsa di Milano.

Dunque, di seguito conosciamo meglio Webuild, la sua storia, se conviene investire sul suo titolo, su quali broker conviene investire.

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Webuild chi è

Webuild, come detto, è una società istituita di recente: 15 maggio 2020. Quindi, praticamente, appena finito il Lockdown nazionale.

Si tratta del nuovo nome conferito ad una società a sua volta alquanto recente, nata nel 2014. ovvero la Salini Impregilo, frutto della fusione di due società. O, per meglio dire, dalla incorporazione di Salini SpA in Impregilo SpA.

L’operazione ha visto la partecipazione di piccoli risparmiatori, investitori istituzionali e attivisti. Infine, è giunta una OPA da parte di Salini su Impregilo, conclusasi nell’aprile 2013.

Questo, al momento attuale, l’elenco degli stockholder:

  • Salini Costruttori S.p.A. 44,99%
  • Cdp Equity S.p.A. 18,68%
  • Intesa San Paolo S.p.A. 5,27%
  • Unicredit S.p.A. 5,27%
  • Banco BPM S.p.A. 0,67%
  • Azioni proprie 0,15%
  • Flottante 24,97%

Webuild è presente in oltre 50 paesi, distribuiti su tutti i 5 continenti. Le attività in concessione, oltre che nel nostro paese, sono concentrate in Sudamerica e Gran Bretagna. Sempre in campo infrastrutturale, ma anche sanitario e della lavorazione delle acque.

Vanta 50mila dipendenti tra diretti e indiretti, provenienti da oltre 100 nazionalità. Nella sua storia, ha realizzato vari tipi di opere: dalle infrastrutture per i trasporti alle opere idroelettriche.

Tra le opere principali in Italia ricordiamo:

  • Tav Bologna-Firenze
  • Tav Torino-Milano
  • Tav Tortona/Novi Ligure-Genova
  • Passante di Mestre – Autostrada A4
  • Autostrada Salerno-Reggio Calabria
  • Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia
  • Autostrada Pedemontana Lombarda
  • Linea M4 metropolitana di Milano
  • Linea B1 Bologna–Jonio metropolitana di Roma
  • Tangenziale Est esterna di Milano
  • Termovalorizzatore di Acerra
  • Viadotto Polcevera a Genova

Principali opere nel Mondo:

  • Trasloco sito archeologico Abu Simbel
  • Diga di Kárahnjúkavirkjun in Islanda
  • Ampliamento del Canale di Panamá
  • Nuovo ponte “Gerald Desmond” a Long Beach
  • Copenhagen Cityringen Metro
  • Impianto idroelettrico di Ulu Jelai in Malesia
  • Realizzazione Linea 3 della Metropolitana di Riad

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Azioni webuild storia

La storia di Webuild non può prescindere, ovviamente, da quella delle due società che ne fanno parte: Impregilo e Salini appunto.

Impregilo nasce negli anni ‘50, quando alcune società – Girola, Impresit, Lodigiani, Torno – formarono il patto GILT per realizzare una diga a Kariba, fra Zambia e Zimbabwe. Terminati i lavori, e uscita di scena la società Torno, le altre 3 società decisero di creare una SPA ex novo al fine di realizzare altre grandi opere all’estero. La Impregilo appunto. Acronimo di Impresit, Girola e Lodigiani. Le quali si divisero eguali quote di partecipazione per il 33 percento, con il restante 1 percento coperto dalla FIATA.

Alla fine degli anni ‘80, Fiat Impresit e Cogefar fanno nascere la Cogefar-Impresit, la quale nel 1994 incorpora la suddetta società. Ma preservandone comunque la denominazione.

Nel Nuovo millennio, ci furono vari passaggi di proprietà delle quote azionarie. L’ultimo avvenne nel 2011, quando le quote Igli vennero rilevate da Gavio. Società che di fatto ne divenne azionista di maggioranza relativa.

Veniamo ora alla storia dell’altra società, Salini. Essa nasce nel 1936 a Roma per volontà di Pietro Salini. Il primo mandato ci fu proprio quell’anno, quando la Salini fu commissionata di allargare lo Stadio dei Cipressi.

Negli anni sessanta realizzò la diga di Legadadi in Etiopia. Mentre nel 2009 diventa il terzo gruppo italiano del settore costruzioni, avendo rilevato prima per il 60 e poi per il 70, la Todini Costruzioni Generali S.p.A.

Nel 2011, Salini entra nel capitale sociale di Impregilo. E attraverso varie operazioni nei 3 anni successivi, acquisisce Impregilo.

La neonata Salini Impregilo SPA cambierà poi la sua denominazione il 15 maggio 2020. Conferendogli un tocco internazionale. Infatti, il nuovo nome è appunto Webuild: build sta appunto per costruzione, mentre We sottolinea il ruolo di primo piano che viene conferito alle persone alla base della società.

Azioni Webuild controversie

Per dovere di cronaca, è anche giusto citare alcune controversie giudiziarie che hanno coinvolto la multinazionale Webuild. O, meglio, le società che la costituiscono.

In occasione della realizzazione della diga di Katse, avvenuta nel 2006, la società è stata condannata a pagare 1 milione e mezzo di Euro per aver nascosto alla magistratura locale il fatto di aver corrotto l’ex direttore del progetto. Corruzione avvenuta, ad onor del vero, anche da parte di altre multinazionali.

Nel 2000 fu coinvolta per il crollo dell’Ospedale regionale San Salvatore dell’Aquila, dato che ai lavori per la realizzazione dell’opera fu coinvolta anche la Cogefar, poi confluita nel gruppo.

La Cogefar ha sempre ribadito la propria estraneità, dato che è subentrata nei lavori dell’ospedale nel 1991. Mentre la costruzione è avvenuta nel 1972. La Cogefar ha sottolineato come abbia provveduto a realizzare solo impianti sussidiari, che nulla hanno a che fare con il crollo.

Nel marzo 2016, la Ong Survival International ha accusato la Salini Impregilo S.p.A. per la realizzazione di una diga in Etiopia, lungo il fiume Omo.

Secondo Survival, essa arrecherebbe pesanti danni alla popolazione indigena locale che vive tra Etiopia e Kenya. Oltre a segnare la fine del lago Turkana, cosa che arreca di stesso un danno per la sopravvivenza della popolazione indigena locale.

Salini Impregilo si è però difesa, affermando che l’impatto sulla popolazione locale era minima. E riguardava solo 58 nuclei familiari rurali, che erano stati pure preventivamente consultati.

Conviene comprare azioni Webuild?

Detto della storia e fatta una breve presentazione di Webuild, vediamo se conviene comprare le sue azioni.

Le azioni Webuid sono in calo da molto tempo. Dall’8 aprile 2016, quando segnava un prezzo di 2,3 EUR, il prezzo ha fatto registrare una costante caduta. Toccando quota 1,5 EUR il 19 luglio 2019. Poi una timida ripresa e un nuovo crollo, arrivando a toccare il 16 marzo 2020 quota 0,69 EUR. Crollo accelerato dal Covid-19.

Il titolo ha poi registrato un nuovo rialzo, toccando 1,4 EUR nel luglio 2020. Ed ancora una fase in discesa fino al prezzo di 0,99 EUR al momento della scrittura.

Il titolo ha ovviamente risentito pesantemente dei rallentamenti dovuti al Covid-19, che hanno bloccato il settore edilizio in tutto il Mondo. Oltre che tante altre attività.

Tuttavia, stiamo anche parlando di una multinazionale del settore edile e delle infrastrutture idroelettriche, che prende commesse in tutti i continenti. Quindi, si deve solo attendere che tutto riparta.

Nel breve, comunque si può anche puntare al ribasso sul titolo. Dato che, come prevedono gli esperti, il peggio della crisi deve ancora arrivare. Inoltre, i virologi vedono ancora lontana l’uscita dal tunnel dal Covid-19.

Per fortuna, tramite i CFD, è possibile puntare sia al rialzo che al ribasso del titolo. Detto ciò, vediamo su quali Broker investire col titolo Webuild.

Naturalmente, Webuild non è la sola del settore. Anzi, deve vedersela con altri colossi come:

  • Sir Robert McAlpine
  • Soletanche
  • Bam Nuttall
  • VolkerFitzpatrick
  • Sacyr
  • North Midalnd Construction
  • Inyatsi Construction Group Holdings
  • Macmahon

Riguardo i dati finanziari della società, Webuild vanta una capitalizzazione che sfiora i 9,7 milioni di euro l’anno.

Riguardo al fatturato, quello del 2018 è stato di 6 miliardi di euro. Nello stesso anno, l’utile netto è stato di 180 milioni di euro. Di poco superiore al 2017.

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