Comprare azioni Stellantis (e vendere): come fare trading e se conviene [Previsioni 2021]

Come investire nelle azioni Stellantis? Lo vediamo in questa guida completa.

Forse il nome di questa società quotata in borsa non ti dirà niente. Ma qualcosa probabilmente ti sovverrà quando saprai che le azioni Stellantis N.V. si riferiscono a quelle di un’azienda multinazionale con sede in Olanda nata dalla fusione tra due colossi dell’automobile. Già a loro volta frutto di altre fusioni: vale a dire i gruppi PSA e Fiat Chrysler Automobiles.

Ti sarà ancora più chiaro di cosa stiamo parlando sapendo che sotto questo marchio si trovano marchi automobilistici storici come Alfa Romeo, Citroën, Dodge, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot.

Stellantis ha sede in ben 29 paesi, dislocati oltre al continente europeo, anche nelle Americhe, in Africa ed Asia.

Dunque vediamo come comprare azioni Stellantis, se conviene investire sulle azioni Stellantis e quali sono i migliori broker per farlo.

Una situazione di cui approfittare per investire sul titolo. Attualmente la soluzione migliore è quella di utilizzare il broker eToro. Si tratta di un broker autorizzato con servizi innovativi come quello del social trading che permettono di ricevere consigli per orientare con successo le proprie operazioni. Per saperne di più sui servizi di eToro clicca qui per visitare il sito ufficiale .

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Stellatis: cos’è

Cos’è Stellantis? Come anticipato nell’incipit, Stellantis N.V. è una multinazionale con sede ad Amsterdam, frutto della fusione tra due marchi dell’automobile:

  • PSA
  • Fiat Chrysler Automobiles

Sotto questo marchio vengono prodotte automobili per ben altri 14 marchi, quali:

  1. Abarth
  2. Alfa Romeo
  3. Chrysler
  4. Citroën
  5. Dodge
  6. DS Automobiles
  7. FIAT
  8. Jeep
  9. Lancia
  10. Maserati
  11. Opel
  12. Peugeot
  13. Ram Trucks
  14. Vauxhall

Dislocata tra Join ventur e distretti produttivi praticamente in tutti i continenti del mondo, il gruppo è nato il 16 gennaio 2021. Mentre il 18 gennaio è stato quotato rispettivamente sulle borse di Milano ed Euronext di Parigi. Infine, il 19 gennaio è arrivata la quotazione al New York Stock Exchange.

Comprare azioni Stellantis: le domande frequenti (FAQ)

Prima di vedere se conviene comprare le azioni di Stellantis cerchiamo di rispondere alle domande più comuni:

Conviene comprare azioni Stellantis?

Si tratta di uno dei più grandi gruppi del settore automobilistico. E’ nata dalla fusione di Peugeot PSA e Fiat Chrysler ed il titolo è andato subito bene in Borsa. Gli analisti sono fiduciosi sopratutto per il lungo periodo.

Dove è quotato il titolo Stellantis?

Essendo un gruppo internazionale il titolo è quotato sia alla Borsa di New York che sul Ftse Mib della Borsa di Milano. Sul FIB il simbolo è STLA.

Dove comprare azioni?

E’ possibile utilizzare i broker CFD per negoziare sull’andamento del titolo Stellantis. Ad esempio con eToro è possibile negoziare senza commissioni sfruttando anche il copy trading.

Piattaforme per fare trading CFD su Stellantis

Ecco alcune delle piattaforme CFD più utilizzate per investire in Borsa:

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Azioni Stellantis: storia

Per arrivare alla nascita del gruppo Stellantis, occorre risalire a quando l’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, ancora prima della fusione di Fiat con Chrysler, avvenuta di fatto nel 2009, voleva ulteriormente allargare la fusione ad altri marchi. Dopo anni però non c’è stato nulla di concreto.

Occorrerà andare oltre la morte di Marchionne, avvenuta nel 2018, per avere un passaggio successivo. Grazie al suo successore: Mike Manley, il quale è stato abile a sfruttare la già pregressa collaborazione tra Chrysler e Peugeot (il marchio francese che capeggia PSA).

La fusione è stata anche facilitata dal fatto che FCA e PSA hanno mercati non in concorrenza tra loro dal punto di vista geografico. Infatti, se la prima è più presente sui mercati americani, la seconda in quelli asiatici. Soprattutto quello cinese, un mercato in grande ascesa.

Riguardo i rispettivi dipendenti, FCA conta quasi 200mila dipendenti, mentre PSA oltre 210mila.

Ecco tutti i passaggi decisivi della fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA che ha dato vita alla nascita del gruppo Stellantis:

  • 31 ottobre 2019: viene annunciato dai due gruppi uno sforzo comune per creare un unico soggetto leader mondiale della mobilità sostenibile
  • 5 luglio 2020: viene annunciato il nome del nuovo gruppo: Stellantis, derivante dal latino “stello”: “essere illuminato di stelle”
  • 9 novembre 2020: viene ufficialmente mostrato il nuovo logo
  • dicembre 2020: Mike Manley è colui che guiderà Stellantis in Nord America
  • 21 dicembre 2020: la fusione ottiene il beneplacito dell’Antitrust dell’Unione europea
  • 4 gennaio 2021: viene approvata dai due rispettivi CDA con oltre il 99% dei voti da ambo le parti (via streaming causa Covid-19) il nulla osta per la fusione nelle rispettive assemblee straordinarie
  • 18 gennaio 2021: dopo il primo giorno di quotazione sotto il ticker symbol STLA, il marchio registra un rialzo del 7,6% oltrepassando i 13,5 euro a Milano. Mentre a Parigi il rialzo è stato di un +6,9%

Come comprare azioni Stellantis

Dunque, anche se il titolo è da poco quotato su tre borse (almeno relativamente alla data di scrittura), abbiamo visto che si tratta di un marchio che ne ingloba tanti altri storici, prima elencati.

Quindi, può essere importante averlo nel proprio portafoglio titoli, sebbene occorra anche ricordare che il mondo delle auto sta attraversando una pesante trasformazione in chiave elettrica. E occorre vedere quanto i marchi storici riusciranno ad adeguarsi alla nuova era che è ai suoi inizi.

Del resto, abbiamo già visto come nel campo della telefonia, il passaggio dal cellulare allo smartphone abbiamo spazzato via una serie di marchi in auge tra la seconda età anni ‘90 e la prima metà 2000. Come Nokia, Motorola, Erikson, Siemens, e così via. Accadrà lo stesso con le auto elettriche?

C’è poi un’altra questione da valutare: la pesante crisi del settore dovuta al Covid-19. Che ha ridotto ulteriormente la domanda del settore auto, causata un po’ per la crisi economica che ovviamente non farà cambiare auto a molti ancora per un po’ di tempo e un po’ dalla riduzione generale della mobilità (tra divieto di spostamento tra aree diverse e smart working crescente).

Comunque, puoi acquistare azioni Stellantis tramite trading CFD. Ossia sottoscrivendo i contratti derivati chiamati Contract for difference. I quali ti consentono di investire sia al rialzo che al ribasso sul titolo. Quindi, anche se le cose per Stellantis si dovessero mettere male, potrai comunque scommettere sul ribasso dei prezzi.

Inoltre, beneficerai di commissioni basse, condizioni trasparenti, potrai utilizzare la Leva finanziaria.

Ora vediamo dove fare trading CFD sulle azioni Stellantis.

Dove comprare azioni Stellatis

E’ possibile comprare azioni Stellantis su broker con regolare licenza per operare. Conviene poi scegliere broker che ti offrano commissioni e spread bassi, perché questi per te sono costi. Infine, occhio anche ai servizi che offrono, affinché vi aiutino al meglio nella vostra attività di trader.

Comprare azioni Stellatis con eToro

Il broker eToro offre le seguenti condizioni di trading online:

Licenza: CySEC, FCA, ASIC e Consob

Numero account: 1

Depositi minimo: 200 euro

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Fare trading CFD sulle azioni Stellatis con Plus500

Il broker Plus500 si caratterizza invece per queste condizioni:

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Il broker ForexTB è forse meno noto rispetto ai precedenti. Eppure, in termini di condizioni di trading online, non ha nulla da invidiargli:

  • Licenza: CySEC
  • Numero account: 4
  • Deposito minimo: 250
  • Servizio più interessante: segnali di trading di un colosso del settore come Trading Central

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Competitors di Stellantis

Il nuovo marchio Stellantis porta in dote tutta una serie di marchi celebri, già collegati a due colossi dell’auto: come detto PSA (capofila Pegeout) e FCA (capofila Fiat).

Il parco auto è davvero molto vasto e ricopre tutte le gamme. Inoltre, abbiamo detto come i 2 marchi siano estesi in due aree geografiche diverse oltre l’Europa da dove provengono ovviamente. Ossia FCA negli Usa (grazie soprattutto alla presenza dello storico colosso americano simbolo di Detroit Chrysler) e PSA in Asia (soprattutto nella potente Cina).

Tuttavia, occorre anche sciogliere dei nodi. Per esempio, il marchio francese rispetto a quello italiano (che però di italiano ormai aveva già ben poco) è già ben avviato per quanto concerne l’elettrificazione. Come detto, il futuro dell’auto con cui fare i conti. Ed ancora, ci sono dei marchi che vanno riposizionati perché generalisti e rischiano di farsi concorrenza tra loro o ingolfare il mercato. In particolare:

  • Citroën
  • Fiat
  • Lancia
  • Opel
  • Peugeot
  • Vauxhall

Anche se Peugeot da qualche anno sta primeggiando anche sui Suv e potrebbe essere destinata solo a quel mercato.

Così come occorrerà anche capire cosa farà cosa. Per esempio, quale sarà il modello destinato al mercato più popolare ed accessibile?

Stando ai primi progetti, Fiat dovrebbe essere destinato ai mercati mediterranei. Opel all’ex est Europa, mentre Vauxhall ovviamente in Gran Bretagna. Per Citroën e Lancia potrebbe invece trattarsi di creare auto destinato a determinate fasce d’età o generi. Si vocifera che Citroën potrebbe essere destinato ai più giovani, per lo spazio che ultimamente si è ritagliato lì. Mentre Lancia verso un pubblico femminile, grazie alla Ypsilon che da anni sta avendo un grande successo. E con lo stile dell’ultima versione sta accattivando un pubblico femminile.

Per quanto riguarda i principali competitors, su tutti possiamo stringere il campo soprattutto a due:

1. Volkswagen

  • Audi (che include anche Lamborghini dal 1998 e Italdesign Giugiaro dal 2010)
  • Ducati
  • Bentley
  • Bugatti
  • Automobiles SAS
  • Porsche
  • SEAT
  • Škoda Auto
  • Volkswagen Auto
  • Volkswagen Veicoli Commerciali
  • Scania AB
  • MAN SE

2. Toyota

Le società controllate dalla Toyota sono:

  • Daihatsu (51,3% a marzo 2009)
  • Hino Motors (50,1% a marzo 2005)
  • Central Motors (100%)
  • Kanto Auto Works (100%)

Le partecipazioni:

  • Aisin Seiki Co., Ltd. (23,0% a marzo 2005)
  • DENSO Corporation (22,98% a marzo 2005)
  • Fuji Heavy Industries (8,7% a ottobre 2005)
  • Mazda motor (5% ad agosto 2017)
  • Suzuki motor (5% ad agosto 2019)

Proprio nel 2020 Toyota ha superato Volkswagen per vendita di auto. Non accadeva dal 2015 che il marchio giapponese non arrivasse primo. Toyota nel 2020, malgrado la contrazione dovuta al Covid-19 dell’11%, ha venduto 9,53 milioni di auto nel Mondo. Mentre VW 9,31 milioni di vetture, con un calo del 15 percento.

A pesare maggiormente per i tedeschi il crollo di vendite del 24% in Europa, un risultato negativo senza precedenti. Mentre da parte sua, il Giappone ha limitato i danni negli Usa con un calo di solo il 15%, malgrado l’alto numero di contagi e vittime.

Le potenzialità ci sono tutte per fare concorrenza a questi due altri colossi, ma occorrerà anche capire come i vertici di Stellantis sapranno gestire il vasto materiale che hanno a disposizione. Riuscendo a collocare i marchi per aree geografiche e fasce di pubblico (classi sociali, generi ed età).

Quotazione Stellatis

Ecco la quotazione in tempo reale di Stellatis:

Conclusioni

Dunque avere nel proprio portafoglio titoli le azioni di Stellantis può essere una scelta interessante, sebbene inizialmente occorrerà vedere come il vasto parco auto sarà riorganizzato e come il mercato auto si riprenderà.

Comprare azioni Stellantis

Molto probabilmente, il 2021 sarà ancora un anno di transizione dall’uscita dal Covid-19, quindi i risultati per il settore dovrebbero essere ancora negativi. Anche se meno rispetto al 2020. Certo, occorrerà fare i conti con gli strascichi economici che questo lockdown mondiale porterà.

Inoltre, abbiamo visto come i principali competitors Toyota e VW siano comunque ancora in discreta salute. Soprattutto i giapponesi. Mentre Ford già prima dell’esplosione della pandemia aveva annunciato tempi duri.

Per investire su questi titoli la soluzione migliore rimane ancora quella dei CFD con broker sicuri come eToro e ForexTB che permettono di negoziare con commissioni basse.

Infine, c’è la sfida dell’elettrico da tenere presente. Anche se PSA è già a buon punto.