Azioni Novartis: come comprare e vendere e se conviene [2020]

Come comprare azioni Novartis? Conviene comprare azioni Novartis? Si tratta di una multinazionale farmaceutica svizzera, che essendo quotata in Borsa può essere oggetto di investimento da parte dei trader.

Il modo migliore per investire nelle azioni Novartis resta per i trader retails – ossia quelli che investono somme relativamente piccole rispetto a banche e grandi istituzioni – quello dei Contract for difference. Meglio noti con l’acronimo Cfd.

Uno strumento finanziario di tipo derivato, in quanto il suo valore riflette quello di un asset sottostante. Il cui nome riflette a sua volta il tipo di investimento: ottenere un profitto dalla differenza di prezzo dell’asset da quando abbiamo sottoscritto il contratto a quando esso scade.

I Cfd permettono di investire sia long che short, su una pluralità di asset di svariata natura e sfruttando le potenzialità della Leva finanziaria. La quale, come moltiplica i profitti, finisce per moltiplicare anche le perdite. Infatti viene definita “arma a doppio taglio”.

Due Broker sui quali è consigliabile farlo sono Investous (clicca qui per il sito ufficiale) ed eToro (clicca qui per il sito ufficiale). Dei quali parleremo meglio nei paragrafi conclusivi.

Novartis cos’è

Novartis – il cui nome esteso è Novartis International AG – è come detto nell’incipit una multinazionale farmaceutica svizzera con sede a Basilea, Svizzera.

Si tratta di una delle più importanti società del settore farmaceutico del Mondo per capitalizzazione di mercato e per vendite.

Questi i farmaci prodotti da Novartis

  • clozapina (Clozaril)
  • diclofenac (Voltaren)
  • carbamazepina (Tegretol)
  • valsartan (Diovan)
  • imatinib mesilato (Gleevec / Glivec)
  • ciclosporina (Neoral / Sandimmun)
  • letrozolo (Femara)
  • metilinafidato (R)
  • (Lamisil)
  • ed altri

Novartis nasce nel 1996, quando Ciba-Geigy decise di fondersi con Sandoz. Così, in tutta risposta, le divisioni farmaceutiche e agrochimiche di entrambe le società fecero nascere Novartis.

Le attività commerciali di Ciba-Geigy e Sandoz furono vendute o, come la Ciba Specialty Chemicals, furono trasformate in società indipendenti.

Il marchio Sandoz scomparve nel giro dei 3 anni successivi, per poi fare la sua comparsa nel 2003, quando Novartis ha consolidato la sua posizione nei farmaci generici creando un’unica filiale: Sandoz appunto.

Novartis ha ceduto la sua attività nel settore agricolo e della genetica modificata nel 2000, lanciando Syngenta in collaborazione con AstraZeneca. Società che a sua volta ha deciso di dismettere il settore agrochimico.

Novartis fa parte della Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (meglio nota con l’acronimo EFPIA). Ma anche della Federazione internazionale dei produttori e delle associazioni farmaceutiche (a sua volta nota con l’acronimo IFPMA), e della ricerca farmaceutica e dei produttori d’America (PhRMA).

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Conviene comprare azioni Novartis?

Come detto, Novartis è quotata in Borsa. Più precisamente, presso il New York Stock Exchange e lo Swiss Market Index.

Riferendoci al Nyse, vediamo l’andamento del titolo Novartis nell’ultimo quinquennio.

Il titolo ha avuto un periodo molto critico tra marzo 2015 ad aprile 2016, quando è passato da 88 a 66 dollari (e franchi sulla borsa svizzera).

Poi una serie di alti e bassi e un nuovo crollo a dicembre 2016 quando è sceso sotto la soglia critica dei 60 dollari. Poi un faticoso rialzo, non senza cadute, che lo ha portato a toccare quota 82 dollari nel gennaio 2018. Poi una nuova discesa lunga tutta la prima metà dell’anno e un lento rialzo, chiudendo il 2018 sui 74 dollari.

Poi un nuovo rialzo e un nuovo crollo, tornando sui 76 dollari ad aprile 2019 e un rialzo fino a luglio quando ha superato i 93 dollari a fine luglio. Poi una discesa e un rialzo toccando quota 93 dollari a fine anno.

Infine, a gennaio il trend positivo è proseguito, toccando i 97 dollari per azione a febbraio 2020 e poi un nuovo calo tornando ai livelli di aprile 2019.

Dunque, siamo di fronte ad un titolo abbastanza instabile, che vive di notizie e di lanci di nuovi farmaci. Per esempio, per questo 2020 è atteso il lancio del suo farmaco principale, Inclusiran colosterolo, nel Regno Unito. Se approvato dal NICE (National Institute for Health and Care Excellance).

Il farmaco cura l’aterosclerosi, una forma di malattia cardiaca che comporta l’accumulo di placca nelle arterie. E se arriva il nulla osta del NICE, sarà lanciato sul mercato britannico nel 2021.

Novartis ha investito molto sul farmaco, pagando quasi 10 miliardi di dollari per rilevare The Medicines Company.

Inclisiran non ha ancora un prezzo, ma occorre dire che va preso solo 2 volte l’anno. Quindi è un farmaco con dinamiche di mercato diverse rispetto ad altri in commercio per lo stesso scopo come Praluent e Repatha. I quali vanno assunti mese per mese.

Si stima che entro dieci anni le vendite di inclisiran raggiungeranno un totale tra $ 4 e $ 8 miliardi all’anno. Un bel colpo per Novartis sicuramente, che potrebbe portare benefici anche al titolo. Sebbene l’esperienza ci insegna che fatturati positivi non sempre corrispondono a ottimi andamenti in Borsa.

Novartis ha registrato una crescita degli utili del 3,90% negli ultimi 10 anni, con un dividendo finale del 3,66% lungo il 2019.

Come tutte le multinazionali farmaceutiche, Novartis è stata oggetto di controversie. Per esempio, la multinazionale svizzera ha combattuto una controversa battaglia di sette anni per brevettare Gleevec in India. Ha portato il caso fino alla Corte suprema indiana, dove la domanda di brevetto è stata infine respinta.

Il che ha portato anche ad una fuoriuscita della società dal mercato indiano, un danno economico considerando che la popolazione indiana è formata da quasi 1,4 miliardi di persone.

Nel 2010, negli Usa ha dovuto pagare $ 152,5 milioni più le spese legali per discriminazioni contrattuali ai danni delle donne reiterati dal 2002.

Queste sono solo 2 tra le varie controversie cui Novartis ha dovuto fare fronte. Con non pochi esborsi a titolo di risarcimento e danni all’immagine.

Quindi, quando si investe su una multinazionale farmaceutica occorre tener presente sia gli aspetti positivi (vedi lancio di un nuovo farmaco, acquisizione di altre società, ecc.) sia quelli negativi (pubblicità ingannevole, scandali di corruzione, abusi contrattuali, ecc.).

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