Azioni IBM: come comprare e se conviene

Come comprare azioni IBM? Conviene comprare azioni IBM? IBM è una società americana colosso del settore informatico, nota in tutto il mondo.

Acronimo di International Business Machines Corporation è una multinazionale americana dedita alla produzione e alla commercializzazione di hardware, software, middleware e servizi informatici.

Inoltre, offre infrastrutture, servizi di hosting, cloud computing, intelligenza artificiale e consulenza nel settore informatico e strategico.

Ma a parte ciò, IBM è anche una ottima occasione per investire sulle sue azioni, essendo quotata in Borsa. Di seguito ne ripercorriamo quindi la storia, se conviene investire sulle sue azioni e dove e come comprare azioni IBM.

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IBM chi è

IBM è acronimo di International Business Machines Corporation (IBM), come detto una multinazionale americana di tecnologia dell’informazione con sede ad Armonk, New York.

Opera in più di 170 paesi e trova le sue origini nel 1911, quando fu fondata a Endicott, New York, sotto forma di Computing-Tabulating-Recording Company (CTR). Trovando poi l’attuale nome nel 1924, con sede principale a New York. Ancora la sua attuale.

Oltre a produrre e vendere hardware, middleware e software per computer, fornisce altresì servizi di hosting e consulenza.

IBM funge anche da centro di ricerca, detenendo il record di brevetti prodotti (per 27 anni consecutivi al 2020).

Tra i prodotti inventati da IBM troviamo bancomat (ATM) automatizzato, floppy disk, disco rigido, scheda a banda magnetica, database relazionale, linguaggio di programmazione SQL, codice a barre UPC e memoria dinamica ad accesso casuale (DRAM).

IBM ha continuamente spostato le attività commerciali concentrandosi su mercati di maggior valore e più redditizi. Ciò include lo spin-off del produttore di stampanti Lexmark nel 1991 e la vendita di personal computer (ThinkPad / ThinkCentre) e server basati su x86 a Lenovo (rispettivamente nel 2005 e 2014) e l’acquisizione di società come PwC Consulting (2002), SPSS ( 2009), The Weather Company (2016) e Red Hat (2019). Sempre nel 2015, IBM ha annunciato che sarebbe diventato “favoloso”, continuando a progettare semiconduttori, ma scaricando la produzione su GlobalFoundries.

Tra i numeri vantati da IBM, troviamo il suo inserimento nell’Indice azionario Dow Jones Industrial Average, risultando poi essere la società che offre maggiore lavoro al Mondo. Dato che vanta oltre 350.000 dipendenti, noti come “IBMers”.

Sebbene occorra dire che questa multinazionale abbia dislocato molto la propria forza lavoro, visto che 7 dipendenti su 10 sono al di fuori degli Usa. Con l’India che risulta essere il Paese con il maggior numero di IBMers.

Peraltro, ai suoi dipendenti sono stati conferiti vari riconoscimenti: 5 premi Nobel, 6 premi Turing, 10 National Medals of Technology (USA) e 5 National Medals of Science (USA).

IBM viene anche chiamata Big blue, per il colore blu del suo logo. Che ricordiamo essere il suo nome con strisce orizzontali.

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IBM origini

Negli anni 80 del 1800 nacquero varie tecnologie che poi divennero la colonna portante di IBM. Si pensi alla bilancia informatica, il registratore, la tabulazione elettrica, orologio per registrare entrata ed uscita dipendenti.

Il 16 giugno 1911, le rispettive 4 compagnie dei loro inventori furono riunite nello Stato di New York da Charles Ranlett Flint al fine di formare una quinta compagnia: la Computing-Tabulating-Recording Company (CTR) con sede a Endicott, New York.

In totale, avevano 1.300 dipendenti con 5 sedi in altrettante diverse località. Produssero altri macchinari innovativi come quelli destinati alla vendita e al leasing, le bilance commerciali, i registratori di tempo industriali, affettatrici di carne e formaggio, tabulatori e schede perforate.

Thomas J. Watson, Sr., licenziato dalla società in cui lavorava – la National Cash Register Company – fu chiamato nel 1914 a lavorare nella CTR come direttore generale. Per poi diventarne, quasi un anno dopo, Presidente.

Il suo slogan preferito era “THINK”, che decise di dare a tutta la sua società. Sotto la sua gestione, nei primi 4 anni i ricavi hanno raggiunto $ 9 milioni ($ 133 milioni odierni). Con la società che divenne già di respiro internazionale, dato che aprì sedi in Europa, Sud America, Asia e Australia.

A Watson, però, non piaceva il nome della società e il giorno di San Valentino del 1924 decise di sostituirlo con un nome più professionale: “International Business Machines”.

Nel 1933 la maggior parte delle filiali era stata fusa in un’unica società: IBM.

IBM divenne presto molto importante anche per lo stesso governo americano. Basti pensare che nel 1937 usarono le sue apparecchiature informatiche per mantenere i registri di lavoro di 26 milioni di persone ai sensi del Social Security Act. Nonché per monitorare i gruppi perseguitati dal Terzo Reich di Hitler.

Per comprendere l’importanza delle macchine informatiche di IBM, basta solo dire che le attività relative alla sicurezza sociale hanno registrato un aumento dell’81% negli anni che vanno dal 1935 al 1939.

Cresce nel settore software, nel cloud e nella consulenza, ma i ricavi sono ancora in calo. Parliamo di International Business Machine, conosciuta semplicemente come Ibm, che nella tarda serata di ieri (dopo la chiusura di Wall Street), ha rivelato i risultati relativi al secondo trimestre. Andiamo per gradi.

Comprare azioni IBM conviene?

Se è vero che la storia plurisecolare di IBM ha una sua importanza, per rispondere a questa domanda occorre valutare anche i numeri di oggi.

La multinazionale americana nel settore informatico ha registrato utili in crescita a 2,5 miliardi nel secondo trimestre del 2019, pari ad un +3,9%.

L’utile netto consolidato, nei primi sei mesi dello stesso anno, sono risultati essere di 4,1 miliardi di dollari.

Mentre i ricavi, nello stesso periodo, ammontano a 37,3 miliardi di dollari, con una diminuzione del 4% se confrontati ai primi sei mesi del 2018, dato che ha sfiorato i 40 miliardi di dollari.

Notizie negative nello stesso confronto anche per il fatturato della divisione servizi IT, sceso del 6,7% annuo.

Meglio va invece il settore cloud i cui ricavi sono aumentati del 5%. ma molto indietro rispetto a Microsoft, la cui crescita annuale è stata di 8 volte superiore (41%).

Se anche i Social fanno la loro parte, alcuni anni fa la società americana fu messa alla gogna con l’accusa di aver contribuito a facilitare il genocidio nazista attraverso la generazione e la tabulazione di schede perforate basate sui dati del censimento nazionale.

IBM dichiarò “i nazisti usarono le apparecchiature Hollerith” e “la filiale tedesca di IBM durante gli anni ’30”. Ancora, è emerso che IBM aveva istituito una filiale speciale in Polonia chiamata Watson Business Machines, al fine di gestire il traffico ferroviario verso i campi di concentramento del governo generale.

Un libro sull’argomento chiamato IBM e l’Olocausto: l’Alleanza strategica tra la Germania nazista e la più potente società americana, è stato pubblicato dal giornalista investigativo Edwin Black nel 2001. Un’edizione del 2012 fornisce ulteriori prove fotografiche e documentali.

Come non bastasse, IBM ha ricevuto critiche per la progettazione di un sistema di videosorveglianza in favore del presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. A sua volta criticato per i suoi metodi autoritari e populisti.

Anche tali accuse e voci possono influenzare l’andamento azionario di una società. Soprattutto in una era dove tutto viene a galla e si diffonde rapidamente.

Detto ciò, vediamo l’andamento delle azioni IBM degli ultimi 5 anni. I titoli di questa multinazionale americana hanno subito un crollo verticale passando dai 173 dollari di maggio 2015 ai 133 dollari di febbraio 2015.

Poi una lunga onda rialzista, culminata toccando quota 181 dollari nel febbraio 2017. Poi tanti rialzi e ribassi, col punto più basso toccato nel dicembre 2018, quando toccò 110 dollari.

Ancora, una successiva ripresa non senza cadute, trovando notevole resistenza intorno ai 140 dollari. Il 2020 si è comunque aperto in modo positivo, col titolo che ha sfondato anche il muro dei 150 dollari.

Le azioni IBM devono fare i conti con la concorrenza agguerritissima contro questa società. Si pensi a players come Apple Computer, BMC Software, Cisco Systems, Computer Associates International, Dell, Hewlett-Packard, Intel, Microsoft, Oracle, Seagate Technology, STMicroelectronics, Texas Instruments.

Sebbene, d’altro canto, può contare su altrettante partnership importanti quali Petrobas, Honda Cars, Capgemini e il gruppo PSA.

La IBM produce un genere di prodotto e servizio che per essere competitivo deve mantenere costi di produzione bassi. Di qui la scelta accennata in precedenza, di dislocare fortemente la propria forza lavoro all’estero (in primis India).

Purtroppo per essa, inoltre, ciò che produce risulta essere facilmente riproducibile e imitabile. Anche a costi minori. E forse non è un caso che nel corso degli ultimi anni si è disfatta di alcuni settori ritenuti meno redditizi, come i Pc, cedendo questo ramo d’attività a Lenovo nel 2005.

IBM ha così strategicamente deciso di limitarsi (tra virgolette) all’industria dell’informatica e delle tecnologie innovative. Sebbene, per esempio, nel Cloud faccia fatica ad imporsi. Come evincono i suoi utili prima citati rispetto a Microsoft. Eppure è la nuova frontiera informatica sulla quale i colossi si giocano una importante partita.

Tra i punti di forza della società, comunque, il fatto che detenga molti brevetti. Tanto da detenere anche il record in ciò riguardo agli ultimi 27 anni.

Dunque, per tornare alla domanda di partenza, possiamo dire che potrebbe convenire comprare azioni IBM, perché parliamo pur sempre di un colosso informatico noto in tutto il Mondo. Anche se forse da tempo meno primeggiante rispetto al secolo scorso.

Tuttavia, visto che si occupa di un settore continuamente mutevole e concorrenziale come le tecnologie, occorre andarci cauti. Anche perché, come visto, le azioni IBM vivono di costanti alti e bassi, seppur non vertiginosi.

Dove comprare azioni IBM

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