Commissione Ue: l’Italia ha un debito fuori controllo

È arrivata ieri l’ennesima doccia gelata dalla Commissione Ue. Secondo Bruxelles, gli squilibri macroeconomici dell’Italia restano “eccessivi” e quindi la Commissione proseguirà il monitoraggio dei “rischi” identificati: il debito “molto elevato“, una produttività inadeguata e la scarsa competitività. Questo è quanto emerge leggendo il nuovo rapporto sugli squilibri che fa rientrare il Belpaese nel nutrito gruppo dei 17 stati più a rischio.

Le pagelle della Commissione Ue

La Commissione a febbraio 2016 condurrà una nuova analisi approfondita dei paesi europei che presentano squilibri. Questo avverrà esattamente un anno dopo dalla precedente analisi, dalla quale erano emersi “squilibri macroeconomici eccessivi che richiedono una risoluta azione politica e un monitoraggio specifico riguardo ai rischi derivanti da un debito pubblico molto elevato, alla debolezza della competitività, da costi e non, in un contesto di crescita e dinamica della produttività deboli“.
Nel rapporto uscito ieri, intanto, si evidenzia come debbano “procedere oppure essere potenziate quelle riforme strutturali che puntano a liberare potenziale di crescita, soprattutto in paesi sistemici come Italia e Francia: ciò non solo contribuirebbe a rimuovere le strettoie che limitano la crescita, ma aumenterebbe la fiducia sul fronte della sostenibilità degli squilibri fiscali” di questi Paesi. La Commissione sottolinea che in Italia e in Francia l’aumento del costo del lavoro è stato superiore alla media dell’Eurozona, e aggiunge che nel nostro Paese questo è dovuto alla “debole produttività”.
Il rapporto di Bruxelles sottolinea inoltre come molti indicatori italiani siano superiori alla soglia definita dalla Commissione “e in particolare la perdita di quote di export, il debito pubblico, la crescita della disoccupazione, sia quella giovanile che quella di lungo termine”.

Le parole di Pierre Moscovici

Il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’Italia è a rischio di non conformità con le regole del patto di stabilità e per questo ci siamo dati appuntamento in primavera per esaminare se e in quale ampiezza potrà beneficiare delle clausole di flessibilità per investimenti, riforme e spese per i profughi“.
Per quanto attiene la legge di bilancio 2016, il commissario ha ribadito che sul tavolo c’è la richiesta del governo italiano di margini di flessibilità sul deficit di 0,1% del Pil per le riforme strutturali, di 0,3% per la spesa per investimenti (l’Italia è il solo paese che può beneficiare di tale clausola) e dello 0,2% del Pil per la clausola migranti. Moscovici ha sottolineato come si debba attentamente verificare “l’ampiezza” della flessibilità ammessa. Ha quindi confermato implicitamente che a Bruxelles e anche in diverse capitali europee (Berlino ed Helsinki su tutte) si pensa che si tratti di richieste troppo onerose.
Vogliamo che l’Italia possa proseguire nelle riforme, consideriamo positive quelle ambiziose intraprese, vogliamo che riprendano gli investimenti tenendo conto delle difficoltà particolari” dell’economia, ha concluso Moscovici.
La spesa per fronteggiare la crisi dei rifugiati sarà valutata ex post, cifre alla mano.

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1 commento

  1. rimANERE IN QUESTA PSEUDO UNIONE DI REGOLAMENTI , HA DISTRUTTI PIU’ DEL 50% DELLA NOSTRA ECONOMIA, VIA DA QUESTO EURO RICATTO, LA NOSTRA MONETA DEVE ESSERE UNA MONETA DEBOLE, NON POSSIAMO PARAGONARCI ALL- ECONOMIA TEDESCA, E’ UNA PAZZIA PER COME LA PENSO IO RIMANERE SOTTO QUESTA TIRANNIA

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