Commissione di Bilancio, al via l’esame dei 5 mila emendamenti della manovra.

È iniziato l’esame della Commissione Bilancio della Camera ai 5 mila emendamenti che compongono la manovra, per stabilire quali siano ammissibili e quali no, dato che alcuni di essi non erano stati inseriti nel testo originario approvato meno di un mese fa dal Consiglio dei Ministri. La scrematura si concentrerà quindi su 900 proposte di modifica segnalate dai gruppi parlamentari. Nel frattempo Bruxelles rimanda la manovra all’Italia, alla quale chiede di chiarire prima alcuni punti concernenti le spese per i migranti e per i danni causati dai recenti terremoti, bisognerà pertanto attendere almeno l’inizio del 2017 per capire se l’Europa darà il via libera.

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Ponte sullo Stretto di Messina e agevolazioni Brexit

NCD ha richiesto di considerare la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, quale un’infrastruttura prioritaria per l’Italia. Tra i vari emendamenti è presente anche la proposta di instituire un bonus Brexit. Ovvero dare la possibilità alle aziende che decidono di spostarsi in Italia, di scaricare il 25% dalle tasse. In elenco sono presenti emendamenti di varia natura, tra i quali un piano straordinario per le assunzioni nei Comuni, la diminuzione dei contributi sulle nuove assunzioni nelle regioni meridionali, nonché l’aumento dei fondi per il rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici.

Questa mattina il gruppo del PD insieme al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si incontreranno per fare il punto sulle proposte, nel frattempo il Presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, ha comunicato che ogni riformulazione che contenga una spesa venga firmata dalla Ragioneria Generale dello Stato. Sembrerebbe dunque che ci sia ancora parecchio lavoro da fare in un breve lasso di tempo, dato che la maggioranza ha intenzione di avere il via libera dalla Camera prima del Referendum Costituzionale. Domani dovrebbe arrivare il giudizio da parte della Commissione Europea, anche se il verdetto definitivo, arriverà il 5 dicembre a seguito della riunione dei Ministri Economici – Ecofin –