Commercio, due negozi chiusi per ogni apertura

Secondo quanto afferma Confesercenti, il primo semestre del 2014 sarebbe stato un periodo estremamente drammatico per il commercio italiano, con un trend delle chiusure degli esercizi commerciali che avrebbe assunto i contorni di una vera e propria “tragedia” per il comparto. “Nei primi 6 mesi del 2014, stimiamo che il settore nel suo complesso abbia perduto circa 2,2 miliardi di euro di fatturato. E per le imprese commerciali è sempre più difficile sopravvivere: tanto che, ormai, un’attività del commercio su quattro vive meno di tre anni” – rivelava Confesercenti commentando i dati Istat sull’andamento delle vendite al dettaglio del mese di giugno, ultimo periodo al quale è possibile ricondurre una stima ufficiale.

Non solo: tra il mese di luglio e quello di agosto sarebbe avvenuta un’emorragia senza precedenti. L’associazione di categoria degli esercenti commerciali segnala infatti che molti negozi avrebbero chiuso definitivamente proprio approfittando della sosta estiva. Una morte silenziosa che avrebbe riguardato bar e ristoranti, librerie e negozi di abbigliamento, senza risparmiare alcun settore merceologico. E così, continua Confesercenti, nel bimestre più caldo dell’anno per ogni nuova impresa commerciale che è stata avviata, ben due sono invece state chiuse, e a giugno 2014 più del 40% delle imprese aperte nel 2010 (circa 27 mila unità) avevano già chiuso, con investimenti persi per 2,7 miliardi di euro.

A soffrire di più” – ricorda Confesercenti – “come sottolineano i dati dell’istituto di statistica, sono come al solito i piccoli esercizi. La crisi ha decimato le imprese e affossato i consumi delle famiglie: le piccole attività commerciali scontano sempre più duramente la crisi del mercato interno italiano”. Ad andare male sono i ristoranti (- 2.500), i commercianti in sede fissa (- 14.000), i negozi di sigarette elettroniche (4 chiusure per ogni nuova apertura), i negozi di abbigliamento (- 3.300 negozi) e le edicole (4 chiusure ogni 2 aperture).

Il 2014 avrebbe dovuto segnare la tanto attesa ‘ripresina’ dei consumi” – afferma Confesercenti al TGCom- “ma a questo punto è sempre meno probabile registrare una variazione positiva a fine anno: il governo deve intervenire per rilanciare il mercato interno, che dà lavoro a milioni di persone, evitando di prolungare questa pericolosa oscillazione fra stagnazione e recessione”.

Per quanto infine concerne gli effetti dei saldi estivi, il Codacons ha recentemente stimato che le vendite si sarebbero contratte tra i 5 e gli 8 punti percentuali rispetto al periodo precedente, per una spesa media per famiglia italiana che si aggira intorno ai 65 euro. Il governo sostiene che l’effetto del bonus 80 euro e gli altri provvedimenti in cantiere produrranno vantaggi solo nel medio lungo termine ma… voi che ne pensate?

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Classe 1982, laureato in economia, specializzato in marketing internazionale, collabora con alcuni dei principali network editoriali italiani. Appassionato di finanza, presta servizi di consulenza editoriale dal 2002.

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