Commercio Equo e Solidale, ecco il Testo Unico. Cosa cambia per i consumatori

Si segnala in questi giorni l’approvazione alla Camera dei Deputati del Testo Unico sul commercio equo e solidale, una forma di distribuzione – prettamente di generi alimentari – che negli ultimi anni si è diffusa in lungo e in largo per lo stivale. E’ una buona legge? Quale sarà l’impatto nello stile di consumo dei contribuenti? Una volta tanto, va detto, il legislatore ha prodotto una buona norma, con risvolti potenzialmente molto positivi sia per chi vende che per chi acquista. A farne la pese, la GDO, la Grande Distribuzione Organizzata.

Commercio Equo e Solidale
Quale futuro per il commercio Equo e Solidale?

Commercio equo e solidale definizione: in parole povere

Per commercio equo e solidale si intende quella tipologia di transazione che punta a imporre un prezzo “onesto”. E’ un’attività che ripudia la logica del masimo profitto, molto comune negli ambienti della GDO. Per raggiungere questo obiettivo, spezza la filiera, la riduce drasticamente. Pertano, commercio equo e solidale fa rima con chilometro zero: l’unico modo per evitare la crescita della catena distributiva è avvicinare il produttore e il consumatore. Ciò, evidentemente, può avvenire solo se i due termini della transazione (chi produce e chi acquista) condividono lo stesso territorio.

Il commercio equo e solidale ha assunto negli ultimi anni i contorni di fenomeno di massa. Ad oggi, migliaia e di migliaia di punti vendita la praticano. Il motivo di tale diffusione è facilmente intuibile: la crisi ha spinto le persone comune a cercare altri canali distributivi, che magari imponessero costi più sostenibili. Un altro fattore determinante è anche la crescente paura per i processi di produzione industriali, che lasciano adito a profondi dubbi sulla loro genuinità.

Commercio equo e solidale obiettivo della legge

Cosa stabilisce la norma? Ecco, in estrema sintesi, il contenuto del Testo Unico.

  • Istituzione di un Elenco Nazionale del Commercio Equo e Solidale. A questo registro potranno iscriversi solo quelle realtà che svolgono le proprie attività senza scopo di lucro.
  • Istituzione della Giornata Nazionale del Commercio Equo e Solidale. Si tratta di una iniziativa volta a promuovere la diffusione del fenomeno, e di una percezione positiva attorno a esso.
  • Agevolazione in caso di appalti pubblici. Altra iniziativa che ha come lo scopo quello di inserire il commercio equo e solidale nella vita economica del paese.
  • Creazione di un fondo a sostegno. In verità, il finanziamento è molto risicato. Si stima 1.000.000 di euro all’anno. E’ poco, ma va considerato che l’Italia vive un periodo di vacche magre.
  • Istituzione di una commissione di vigilanza. Il suo scopo sarà proteggere i marchi particolari, simbolo di uno specifico territorio, dai tentativi di speculazione e di contraffazione.

Il Testo unico ha chiaramente l’obiettivo di promuovere il commercio equo e solidale e allo stesso tempo di regolamentarlo, soprattutto per evitare l’infiltrazione di realtà che si spacciano per “eque e solidale” ma non lo sono affatto.