Come trasferire capitali all’estero senza commettere reato

Le nostre banche sono solide, ci dicono. L’economia reale crolla ma la finanza, almeno quella, gode di discreta salute. I risparmi italiani non dovrebbero essere coinvolti in problemi di sorta. Anzi, nonostante la crisi, i risparmi dei cittadini sono aumentati.

Eppure, la paura tra i risparmiatori c’è, e forse non è nemmeno infondata. Lo spettro di misure in grado di attaccare i risparmi si aggira e semina il terrore. Anche perché il precedente c’è, ed è pure recente: nel 2012, Cipro ha dovuto subire lo scotto di un prelievo forzoso dai conti correnti.

Alla luce di ciò, e in netto contrasto con la relativa calma delle acque che si sta registrando in questo periodo, non stupisce che un numero considerevole di italiani stia pensando di spostare dei capitali all’estero.

Certo, questo (autodifesa) è solo il più nobile dei motivi. Meno nobile dal punto di vista morale, ma comunque lecito, è quello di pagare meno tasse, con il risultato di privare la “patria” del gettito fiscale derivante dal proprio denaro.

A tal proposito va fatta una specificazione: spostare il capitale all’estero rappresenta un’azione totalmente legale. Non c’è nemmeno un limite alle somme che si possono spostare. Il tutto a patto di seguire alcune procedure. L’alternativa è quella di andare incontro a sanzioni salate.

Ovviamente c’è un caso in cui portare soldi fuori dall’Italia è illegale. Ossia quando si intende riciclare del denaro sporco, o frutto di proventi dell’evasione fiscale.

Di seguito, una guida per spostare del capitale all’estero.

Ci sono essenzialmente tre metodi: spostare denaro in modo fisico, spostare denaro in modo telematico, spostare denaro attraverso società specializzate.

Passaggio di denaro alla frontiera

E’ questo il nome ufficiale. E’ possibile spostare denaro semplicemente oltrepassando la frontiera col denaro fisico, ossia con la classica valigetta. Il problema è solo uno, ma è comunque grande: se la cifra da trasferire supera i 10.000 euro, va dichiarata. Nello specifico, va dichiarata all’Agenzia delle Dogane almeno un giorno prima rispetto alla data di partenza. Nella maggior parte dei casi, soprattutto se il capitale è ingente, vengono richieste informazioni aggiuntive, come lo scopo per cui si intende trasferire il denaro.

La dichiarazione può essere inoltrata telematicamente. Sul sito dell’ente è scaricabile il relativo modulo da compilare.

Per cifre sotto i 10.000 euro non è necessario avvertire le autorità. Se si sgarra, anche di un solo euro, le conseguenze sono per certo molto negative. Si paga una tassa, e questa prevede il prelievo dal 10% al 30% della somma in eccedenza. Se l’eccedenza supera a sua volta i 10.000 euro, il prelievo sale e si pone nella forbice tra il 30% e il 50%.

Facciamo due esempi. Un cittadino intende superare la frontiera con 18.000 euro ma non dichiara nulla all’Agenzia delle Dogane. Pagherà, dal momento che il prelievo è progressivo, il 30% su 8.000 euro, che è la cifra eccedente il limite dei 10.000 euro. La sanzione, dunque, corrisponderà al pagamento di 2.400 euro.

Esempio numero due. Un cittadino supera la frontiera con 100.000 euro e, anche in questo caso, non dichiara nulla all’Agenzia delle Dogante. Il prelievo in questo caso sarà massimo, e corrisponderà quindi al 50% della somma eccedenza. La sanzione dunque raggiunge una gravità assai importante: 45.000, che è la metà di 90.000.

Spostamento di denaro in modo telematico

Se si sceglie questa strada, i problemi saranno sicuramente minori. Innanzitutto, si eviterà la paura di portare con sé del denaro fisico, azione che comporta sempre ansia. In secondo luogo, non va dichiarato niente a nessuno. Anche perché il canale stesso – l’online – rende tacciabile il trasferimento. Insomma, lo spostamento, se telematico, si “dichiara” da solo.

E’ sufficiente agire come se si stesse realizzando un bonifico qualunque. Con l’unica differenza che il conto di destinazione è all’estero. Occorre però sapere come aprire un conto all’estero e, soprattutto, farlo.

C’è un ma. Non si incorre in sanzioni,  è vero, ma spesso si pagano le commissioni. Per fortuna, se il trasferimento avviene dall’Italia a un altro paese dell’Unione Europea – indifferentemente dal fatto che ci sia l’euro o meno – la commissione semplicemente non viene applicata. Se il paese di destinazione è extra UE al 99% dovrà essere pagata una commissione e a quel punto occorre fare grande attenzione: la commissione varia da paese a paese.

Attraverso società specializzate

E’ l’ultimo metodo a essere trattato ma con tutta probabilità è quello più diffuso. Spostare denaro all’estero è un’attività che, nonostante la semplicità delle procedure, è considerata molto complicata. Non stupisce dunque che i risparmiatori si affidino spesso a intermediari, come possono essere appunto le società specializzate. La più importante è la Western Union, ma sono famose anche Travelex Money Transfer o BancoPosta Money Gram.

Anche in questo caso entra in gioco una soglia, che però varia da società a società. In genere, per le somme basse, l’intero processo di trasferimento – che si avvale dei canali telematici offerti dalla società stessa – può essere realizzato in totale autonomia. Per le somme grandi è necessario avvalersi di un consulente della società e l’intera operazione risulta più macchinosa (ma è anche più sicura).

Se si utilizza questo metodo sono due gli aspetti da considerare con particolare attenzione. Il primo riguarda, ovviamente, la società. Alcune sono più costose di altre, sebbene da qualche anno a questa parte i prezzi si siano standardizzati.

Il secondo aspetto è quello del cambio. Finché si spostano soldi da un paese dell’Eurozona all’altro, va bene. Se il paese è un altro, va tenuto d’occhio il cambio. Spesso le società offrono cambi più favorevoli rispetto alla “versione” reale.