Come risparmiare energia in ufficio: guida al risparmio

Le bollette energetiche cambiano forma, ma la regola di fondo resta sempre la stessa: massimizzare il risparmio di energia per spendere meno e fare bene all’ambiente, sia a casa che al lavoro. Ecco alcune buone pratiche a costo zero per ridurre gli sprechi in ufficio.

L’energia serve per far funzionare, o almeno produrre, tutte le cose che ci circondano. Ciascuno di noi, a casa come in ufficio, consuma energia e per renderla disponibile vengono bruciate ingenti quantità di combustibili fossili, con conseguenti emissioni di gas serra e danni all’ambiente. Tale consumo quotidiano di energia può, e deve, divenire sempre più sostenibile. Quello che manca, spesso, è la consapevolezza che qualsiasi attività svolta quotidianamente può essere realizzata con minor impiego di energia, attraverso la modificazione di abitudini o comportamenti sbagliati e a costo zero.
L’attenzione al risparmio di energia che molti italiani hanno tra le mura di casa propria, se non altro per spendere qualche euro in meno in bolletta, perde spesso di mordente quando ci si trova in ufficio e i destinatari delle bollette sono altri soggetti, soprattutto se si tratta della Pubblica Amministrazione. Eppure, l’impatto ecologico delle attività che giornalmente si compiono negli uffici, dall’utilizzo di supporti elettronici al raffreddamento/riscaldamento degli ambienti, non è da meno rispetto a quello domestico.
Il Ministero dell’Ambiente ha proposto alcune “pillole di sostenibilità”, con tante piccole azioni quotidiane che limitano gli sprechi d’energia e permettono di risparmiare. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) del Veneto ne ha testato l’impatto nei propri uffici, chiedendo ai dipendenti di adottarle scrupolosamente almeno per una settimana.
Il risultato è stato significativo sia in termini ambientali, con una minore emissione di agenti inquinanti stimata in 20 kg di ossido di zolfo e oltre 3 tonnellate di anidride carbonica, sia in termini economici, con un risparmio medio di 700 euro. Considerando un totale di 200 giorni lavorativi l’anno, l’adozione abituale di comportamenti sostenibili comporterebbe dunque, solo per questi uffici pubblici, una minor spesa pari a circa 28.000 euro annui.
Scopriamo queste buone pratiche a costo zero, e quanto sia facile adottarle anche nel proprio ufficio.

1. Risparmiare energia con un corretto uso del PC

Un classico computer desktop da ufficio acceso per nove ore al giorno arriva a consumare fino a 175 kWh in un anno. Impostando l’opzione di risparmio energetico il consumo scende del 37%, con un risparmio di anidride carbonica emessa nell’atmosfera di quasi 50 kg. Se non utilizzi il computer per un lungo periodo di tempo ricordati di spegnerlo, e alla fine della giornata di lavoro stacca direttamente la spina: il PC è uno di quegli elettrodomestici che assorbe potenza – dai 3W a 6W a seconda dei modelli – anche da spento. In soldoni significa una spesa annua tra i 28 euro e i 56 euro per ogni singolo PC, che si possono risparmiare semplicemente staccando la spina.

2. Il corretto uso del monitor

Un monitor LCD 14” in un anno arriva a consumare circa 65 kWh: stimando che mediamente si usi attivamente il PC per 4 ore al giorno, spegnerlo nei momenti di non utilizzo può far diminuire i consumi di oltre 30 kWh. Un risparmio che si può ottenere anche in automatico: nei sistemi operativi Windows, ad esempio, basta attivare le opzioni di risparmio energia dal pannello di controllo e regolando la tempistica di spegnimento. Ricorda che per disattivare realmente ogni segnale del monitor, e ottenere un maggiore risparmio di energia, devi eliminare qualsiasi “salvaschermo” (screen saver).

3. Come risparmiare energia e carta con un corretto uso della stampante

Una stampante da ufficio può arrivare a consumare ben 63 kWh l’anno di energia elettrica, che corrispondono a circa 48 Kg di anidride carbonica emessa nell’ambiente. Solo l’8% del consumo energetico complessivo è dovuto alla fase di stampa, mentre il rimanente è “speso” nella fase di stand-by. Staccando la spina fuori dall’orario di ufficio i consumi possono scendere a 48 kWh, con un risparmio di polveri sottili paragonabili a quelle emesse da un motore diesel Euro IV in circa 210 km di percorrenza.
Ricorda poi che l’impatto ambientale della fotocopiatrice si misura anche in termini di carta consumata. Stampa soltanto quando la lettura video non è sufficiente e, se proprio indispensabile, riduci le dimensioni dei caratteri per diminuire la quantità di carta necessaria, assicurati attraverso l’opzione di anteprima di stampa che l’impaginazione sia quella desiderata per evitare di gettare via brutte copie.

4. Come risparmiare energia e carta con un corretto uso della fotocopiatrice

Una fotocopiatrice media da ufficio può arrivare a consumare fino a 1800 kWh annui, con un’emissione di circa 1400 kg di anidride carbonica nell’atmosfera. Impostando le opzioni di risparmio energetico e scollegando la fotocopiatrice dalla presa quando non utilizzata per molto tempo, si può ridurre il consumo energetico di circa un quarto. Per risparmiare carta, si può fotocopiare in modalità fronte retro e utilizzare carta riciclata. Attenzione al caricatore del toner, che può contenere prodotti nocivi, per contatto ed inalazione: per sostituirlo e per smaltirlo segui le istruzioni di sicurezza del prodotto.

5. Come risparmiare energia con un corretto uso dell’ascensore

Il consumo energetico medio di un ascensore rappresenta circa il 5% del consumo elettrico complessivo di un edificio adibito ad uffici. Un ascensore, anche quando è fermo, assorbe  mediamente una potenza elettrica di circa 2 kW, per un consumo elettrico annuo di circa 10.000 kWh. Questo consumo può essere ridotto di una quota compresa tra il 20 e il 75% semplicemente facendo le scale: ogni volta che non usiamo l’ascensore risparmiamo circa 0,05 kWh. E a sorridere è anche la nostra salute, per tutti i benefici che una tale attività fisica comporta sul nostro organismo.

6. Come risparmiare energia con un corretto uso dell’illuminazione

Quando si pensa allo spreco energetico viene subito in mente la classica lampadina dimenticata accesa in ufficio. L’accensione di dieci lampade da 100 Watt per un’ora comporta l’emissione di 0,80 kg di anidride carbonica nell’atmosfera. Lasciarle spente quando la luce solare è sufficiente
e spegnere puntualmente l’illuminazione quando si esce dai locali di lavoro, soprattutto quelli che si attraversano per brevi periodi come le sale riunioni e i corridoi, rappresenta un grande aiuto per l’ambiente e per l’economia dell’ufficio.

7. Come risparmiare energia con un corretto uso degli impianti di climatizzazione

Gli edifici che ospitano gli uffici delle Pubbliche Amministrazioni hanno impianti e strutture spesso non idonei a realizzare un buon impiego dell’energia, in quanto di non recente costruzione. Si stima che circa un quarto dei consumi elettrici in questi uffici sia imputabile alla climatizzazione, sia quella estiva che quella invernale. In questo caso una pratica sostenibile è, d’estate, accendere gli impianti solo quando necessario, e regolarli sul consumo energetico ottimale: la differenza tra la temperatura raccomandata interna agli edifici e quella esterna non dovrebbe superare i 7°C. D’inverno è buona norma evitare le dispersioni di calore, chiudendo le porte e le finestre per delimitare gli ambienti.