Come non pagare Equitalia: quali casi

Ecco in quali situazioni e quali sono le motivazioni legali per non pagare e far sospendere la cartella esattoriale Equitalia

Da diversi anni è diventata l’incubo di molti italiani, che temono sempre di essere raggiunti da qualche ingiunzione di pagamento. Parliamo di Equitalia, al centro sovente di critiche e perfino vittima di veementi rappresaglie (bombe carta dinanzi a qualche sede o attacchi ai dipendenti). In effetti questo ente creato per la riscossione dei tributi (qualcuno lo ha definito senza mezzi termini ‘braccio armato del Ministero delle finanze) è stato reso molto forte, al punto che alcune persone si sono viste mettere in discussione perfino la propria prima abitazione. Per fortuna, grazie alla legge di stabilità approvata nel 2014, alcune cose sono cambiate. Basta farsi un giro sul web per trovare molte info utili sui propri diritti al cospetto di Equitalia. E anche i casi in cui non siamo tenuti a svenarci per Equitalia. Ecco di seguito come non pagare Equitalia.

Come non pagare Equitalia: cosa prevedono nuove disposizioni

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L’interno di una sede Equitalia

Innanzitutto, occorre partire da una nota emessa lo scorso quattro febbraio dall’Ifel, acronimo di Istituto per la finanza e l’economia locale. Il quale è così intervenuto sulla disciplina relativa alla sospensione della riscossione coattiva presso soggetti che ne sono abilitati per conto di terzi (nel caso di Equitalia, ad esempio, in favore di enti di erogazione energetica o degli enti locali). Con la legge di stabilità 2014, il legislatore ha disciplinato in maniera normativa il processo per la sospensione immediata dell’attività riscossoria qualora venga presentata una dichiarazione del debitore, purché sia validamente motivata.

Come non pagare Equitalia: in quali casi

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Una sede di Equitalia dall’esterno

Tali motivazioni stabilite dal legislatore che rendono la sospensione attuabile sono le seguenti:

  • qualora il credito sia andato in prescrizione o sia decaduto, purché prima della formazione del ruolo;
  • in caso di sgravio deciso dall’ente che vanta il credito;
  • in caso di sospensione amministrativa (da parte dello stesso ente creditore) o per via giudiziale;
  • alla presenza di una ordinanza che abbia annullato totalmente o in parte il credito esigito dall’ente creditore. Deve essere stata emessa in un giudizio dove però l’ente addetto alla riscossione non abbia partecipato;
  • un pagamento effettuato, sempre però prima che il ruolo si formi;
  • all’emergere di ogni altra causa valida che faccia sì che il credito non sia esigibile;

Come non pagare Equitalia: i tempi

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Equitalia è stata spesso al centro di critiche

Qualora vi siano i presupposti, il contribuente può chiedere la sospensione della cartella esattoriale, entro 90 giorni dalla ricezione del primo atto di riscossione utile che si contesta. Potrà farlo mediante apposito modello, allegandovi la documentazione che attesti le motivazioni e un proprio documento di riconoscimento. Se dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda di sospensione della cartella Equitalia, l’ente creditore non dovesse inviare le comunicazioni descritte sopra, le somme contestate vengono annullate di diritto. Occorre aggiungere che in caso di presentazione di documentazione falsa, viene applicata una sanzione amministrativa corrispondente a una cifra che va dal cento al duecento per cento rispetto all’ammontare delle somme dovute, partendo comunque da una cifra minima di 258 euro. Pertanto, dichiarare il falso aggraverebbe e di molto la propria posizione debitoria.

Leggi anche: Prescrizione cartella Equitalia e Sanatoria Equitalia 2016

Spetta agli enti creditori verificare la regolarità della documentazione fornita dal contribuente. Comunicandone poi l’esito sia al contribuente stesso che Equitalia, inviando poi ad ambo le parti la comunicazione di avvenuto annullamento del debito, sua sospensione o riduzione, a seconda dei casi. In caso di informazioni false, l’ente creditore ha la facoltà di informare Equitalia sulla ripresa delle pratiche di riscossione, aggravando poi l’importo delle sanzioni sopraggiunte.

Come non pagare Equitalia: dove trovare e inviare moduli

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Deve essere l’ente creditore ad accertare che la documentazione fornita sia giusta

Abbiamo detto che per richiedere una riduzione, sospensione o annullamento del debito verso Equitalia, serve un apposito modulo da presentare assieme ad altra documentazione. Dove lo si può reperire? Presso gli sportelli di Equitalia o dal sito dell’ente. Quanto alla sua presentazione, essi possono essere esibiti sempre presso gli sportelli, via fax, via email o mediante posta ordinaria. Le info per inviare il modulo e la documentazione dovuta sono riportate sul modulo stesso.

Dunque, contestare Equitalia si può. Ovviamente, sempre se se ne ha il diritto. Questo ente ha creato molti malumori e critiche, con alcuni comuni, come quello di Napoli, che sono giunti alla drastica decisione di sospendere la collaborazione coi suoi servizi. Fermo restando che mediante questo ente, al di là di alcune storture, i numeri relativi alle riscossioni di crediti insoluti andate a buon fine è molto elevato.