Come investire in uno scenario volatile

L’attuale significativa volatilità dovrebbe contraddistinguere l’evoluzione dei mercati finanziari anche nel corso dei prossimi mesi. Diventa pertanto fondamentale cercare di comprendere in che modo si possa efficacemente investire nei mercati in un contesto di grandissima volatilità, indicando quindi qualche linea guida per tutti i principali profili di trader.

Qualche consiglio per chi vuole rimanere liquido…

In linea di massima, se si hanno esigenze di liquidità sarebbe bene cercare di non investire sull’azionario o su un titolo a lunga scadenza, considerando che disinvestire dall’azionario o prima della scadenza, potrebbe determinare delle sgradite perdite che dovremmo invece cercare di evitare e di tenere alla larga. Nell’ipotesi di un investitore che desideri mantenersi sufficientemente liquido, pertanto, meglio procedere verso strumenti che remunerano poco ma – appunto – sono immediatamente liquidabili.

… e qualche consiglio per chi vuole osare di più!

Se invece avete delle somme libere dall’esigenza di liquidità, e desiderate metterle a frutto con rendimenti potenzialmente più interessanti (e avete anche una propensione al rischio non minima), le strade sono certamente diversi.

Ad esempio, all’interno del comparto del risparmio gestito una prima opzione potrebbe essere quella verso i fondi azionario che investono in azioni ad alto dividendo. La strategia appena formulata potrebbe essere una discreta ponderazione del rischio di perdite, considerato che – appunto – le eventuali perdite in conto “capitale” potrebbero essere compensate dalle cedole pagate dai dividendi.

Sempre in tale ambito, l’investitore dovrebbe comunque cercare di garantirsi il rispetto del principio della discreta diversificazione del proprio portafoglio. Cercate pertanto di allocare i vostri risparmi in misura limitata su singoli asset, evitando di impiegare più del 5/7% su ciascun segmento.

Se inoltre ritenete di non avere le sufficienti conoscenze per poter diversificare adeguatamente il vostro portafoglio, o desiderate cercare di abbinare la vostra abilità di costruire un buon portafoglio alla consulenza professionale di un money manager, potete ricorrere a prodotti appositi (come le gestioni, i fondi, ecc.). Una scelta che potrebbe rivelarsi particolarmente adeguata (soprattutto per gli investitori alle prime armi) ma che – di contro – prevede la necessità di corrispondere un compenso al gestore di circa l’1,5-2% (a tanto ammonta mediamente il costo medio annuo, sebbene non manchino certamente le eccezioni favorevoli o sfavorevoli).

In alternativa, continuate a seguirci: con il passare delle settimane riuscirete a saperne di più, e confrontarvi con la nostra community di appassionati investitori!

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Classe 1982, laureato in economia, specializzato in marketing internazionale, collabora con alcuni dei principali network editoriali italiani. Appassionato di finanza, presta servizi di consulenza editoriale dal 2002.

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