Come investire per evitare rendite tassate al 26%

Si è verificato un innalzamento dal 20% al 26% della tassazione sugli interessi che maturano le obbligazioni corporate e bancarie

Al fine di ottenere le coperture necessarie per il taglio da 10 miliardi del cuneo fiscale, il Governo Renzi ha innalzato dal 20% al 26% la tassazione sugli interessi che maturano le obbligazioni corporate e bancarie. Un innalzamento della tassazione che fortunatamente non ha coinvolgo Bot e Btp, sebbene abbiano un rendimento ormai molto basso. Si pensi al fatto che un Bot a un anno offra oggi poco più dello 0,50% lordo di guadagno. Allora la domanda sorge spontanea: come investire per ottenere dei guadagni rilevanti ed evitare salassi sulle rendite? La parola chiave sembra essere differenziazione dei propri investimenti. Del resto, nessun strumento promette miracoli. Esaminiamoli di seguito.

libretto postale
Un libretto postale, come investire in Poste italiane

Come investire: libretti di risparmio

Partiamo con i libretti di risparmio, offerti sia dalla Posta che dalle Banche. Hanno molti elementi in comune coi conti correnti e sono in genere preferiti per le varie tipologie di pensioni. Essi non presentano un Iban, sono un documento cartaceo (sottoforma di un libretto vero e proprio) e non si possono eseguire o ottenere bonifici (proprio perché non hanno un codice Iban). La tassazione sugli interessi dei libretti resta al 20% e ciò li può rendere preferibili ad altri strumenti finanziari. Poste italiane offre vari tipi di libretti per ogni esigenza: nominativi ordinari, ordinari smart, per minori, al portatore, giudiziari. All’atto dell’apertura di un libretto di risparmio si paga un’imposta di bollo (che prende la denominazione di bollo sulle comunicazioni finanziarie) pari a 34,20 euro.

Come investire: Conti deposito

I conti deposito hanno consentito una certa innovazione nel campo degli strumenti finanziari. Tramite essi, il risparmiatore cerca di far fruttare una certa somma di denaro pur non volendola vincolare per lunghi periodi di tempo. Essi offrono rendimenti notevoli per due motivi: 1) non prevedono spese di gestione poiché non offrono alcun tipo di servizio attivo, come carte di credito, carte Bancomat, libretto di assegni, la domiciliazione di bollette o accredito del proprio stipendio. Pertanto, mediante conti deposito si può solo depositare e prelevare somme di denaro. 2) la disponibilità in qualsiasi momento del capitale. Tuttavia, più le somme restano in giacenza, più la somma tenderà a crescere. Alcuni conti deposito permettono di ottenere la propria somma nel giro di pochi soldi senza alcun tipo di penale, con un tasso base. Occorre comunque vedere alcune condizioni in sede contrattuale, come la possibilità di pagare una penale o di vedere i propri interessi maturati se si ritirano i soldi prima.

Quanto ai costi, occorre menzionare un’imposta di bollo definita progressiva, la quale si calcola in base al capitale investito, ossia alle somme depositate che siano esse vincolate o meno. Dal primo gennaio 2014 l’imposta di bollo è dello 0,2% delle liquidità. La tassa sugli interessi dei conti deposito rimane invece al 20%. Dunque anche qui non c’è stato un innalzamento al 26%.

come investire
Un esempio di buono fruttifero postale

Come investire: Buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali sono molto preferiti dagli italiani e rappresentano uno strumento storico. D’altronde, sono un mezzo flessibile e sicuro per chi vuole tutelare i propri risparmi poiché danno l’opportunità di ritirare in qualsiasi occasione il proprio capitale, ma senza subire penali. Anzi, percependo anche gli interessi maturati fino a quel momento. Riassumendo le caratteristiche principali di un buono fruttifero, possiamo dire che esso è emesso dalla Cassa Depositi e Prestiti ed è garantito dallo Stato italiano; non prevede commissioni o spese accessorie; è disponibile sia in forma cartacea che de materializzata; può essere intestato a persone fisiche (anche a minorenni e neonati, di fatti viene spesso scelto come regalo per i nascituri), fino ad un massimo di quattro per buono, sia alle persone giuridiche; prevede un importo minimo alla portata di chiunque; sono rimborsabili a vista; hanno rendimenti crescenti nel tempo; prevedono diversi tipi di imposte di bollo e interessi in base alla loro durata. La tassazione sui rendimenti resta invece al 12.50% e ciò li rende preferibili per i motivi già detti.

Come investire: le obbligazioni di altri Stati

Un altro modo per investire tutelandosi dall’innalzamento dei tassi solo le obbligazioni sovrane emesse dai paesi stranieri. In particolare, quelli con un regime di fiscalità privilegiata ma appartenenti alla ‘white list’, ossia quella che include paesi con i quali l’Italia ha sancito accordi di libero scambio di informazioni fiscali. Pertanto, non vi rientrano certo i cosiddetti Paradisi fiscali scelti dagli evasori. Su questi, il nostro fisco preleva il 12,50% sugli interessi, proprio come per i BTP italiani. Facendo qualche esempio concreto, si possono ottenere rendimenti intorno al 6% investendo, nelle obbligazioni in euro della Repubblica di Cipro o in quelle in dollari della Russia. Sebbene, ad oggi, la più interessante sembra essere l’obbligazione in euro da 300 milioni emessa dall’Albania, giacché essa offre una cedola del 7,50% e un rendimento del 4,35%.

Come investire: l’affrancamento

Infine, vi suggeriamo anche il cosiddetto affrancamento, per partire con i valori dei titoli in deposito allineati al prezzo corrente e non al prezzo originario. Purché non si vendano o ricomprino i titoli stessi al fine di ottenere plusvalenze. Come funziona? Il titolare di un deposito titoli in regime amministrato comunica all’intermediario l’intenzione di avvalersi dell’affrancamento su tutti i titoli. Così facendo, gli intermediari verseranno l’imposta addebitando il controvalore sul conto del cliente.