Come Investire Online in Borsa

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Nell’era della tecnologia che avanza a passi da gigante ed è diventata parte integrante delle nostre vite, anche nel mondo degli investimenti è diventato importante, rapido e sicuro l’utilizzo di internet, per questo una domanda rilevante per chi ha delle disponibilità da immettere nei mercati finanziari è: come investire online in borsa?

L’intermediario

Prima di tutto è fondamentale scegliere un broker che ci consenta di effettuare tutte le operazioni che intendiamo compiere online, mediante piattaforme di home banking. Chiaramente le caratteristiche da ricercare in questi operatori sono l’affidabilità, la sicurezza dei sistemi protettivi dei propri conti correnti online (con password da aggiornare periodicamente), la celerità delle operazioni, in quanto i mercati come l’azionario sono soggetti a repentini cambiamenti delle quotazioni e da ultimi, ma non per importanza, i costi e le commissioni a carico dell’investitore per la gestione di tale conto.

I broker che rendono ciò possibile sono parecchi, a partire dai gruppi bancari tradizionali (Intesa San Paolo, Unicredit ecc.) fino alle banche che operano solo online (ING, Che Banca ecc.), quest’ultime spesso risultano più competitive a livello di costi, garantendo tutti quei servizi necessari per investire, oltre a comunicazioni e documentazioni tutto online, senza necessità di recarsi presso nessun istituto.

Una volta acceso un conto corrente online con il broker scelto, si potrà iniziare ad investire nei mercati finanziari immettendo gli ordini mediante la propria pagina personale. Uno dei mercati maggiormente rappresentativi e dagli elevati volumi è quello azionario, dove la scelta del titolo da acquistare è un’operazione complessa, che richiede la presa in considerazione di vari fattori.

La tecnica

In primo luogo è necessario tenere in considerazione le 2 tipologie di analisi relative ai titoli: quella cosiddetta tecnica, che prende in considerazione l’andamento grafico del titolo azionario, con resistenze, volumi di contrattazione, minimi, massimi e possibili oscillazioni secondo calcoli matematici, e quella cosiddetta fondamentale, che invece prende come primo riferimento i dati che l’azienda esprime, come il fatturato, gli utili conseguiti e i relativi dividendi destinati agli azionisti e tanti altri dati espressivi della situazione economico, finanziaria e patrimoniale dell’azienda.

Altro fattore da tenere in considerazione è l’influenza sulle quotazione dei titoli azionari dettate dalle cosiddette banche d’affari, le quali a seguito di accurate analisi della situazione aziendale, forniscono una indicazione agli investitori su come comportarsi rispetto ad un titolo, indicando con Buy (o accumulate) i titoli su cui ci sono prospettive di rialzo, con neutral (o hold) quelli che ci si aspetta saranno più o meno stazionari e Sell (o reduce) per quelli che si ritiene saranno destinati a scendere con il tempo. Oltre a queste indicazioni spesso viene inserito anche il target price, cioè il prezzo obbiettivo del titolo che la banca d’affari stima possa essere raggiunto in un breve periodo. L’investitore tuttavia non deve fare sicuro affidamento su queste indicazioni, infatti spesso le valutazioni date su un titolo divergono (talvolta anche in misura considerevole) da una banca d’affari all’altra, ma in generale spesso indicano una tendenza abbastanza uniforme (positiva, negativa o stabile) che bisogna tenere in considerazione.

Nulla è per sempre

Oltre al cosiddetto sentiment verso un titolo è importante valutare anche la fase di mercato in generale, momenti di forte incertezza o di crisi persistente non sono l’ideale per investire, perchè un singolo titolo risente di quello che è l’andamento del mercato in generale, inteso non solo come quello italiano, ma anche come quello Europeo e mondiale. Detto questo, c’è da fare una distinzione fra l’investitore che cerca di realizzare un guadagno nel breve periodo (giorni e talvolta ore o minuti addirittura), i cosiddetti speculatori, da coloro che intendono acquistare un titolo azionario per mantenerlo in portafoglio e cederlo dopo un certo periodo (magari incassando i dividendi nel frattempo), cioè i cosiddetti cassettisti. In quest’ultimo caso, periodi come quelli attuali sono ideali per acquistare azioni di grandi aziende, come ad esempio le 40 presenti in quello che è il mercato delle società maggiori del nostro paese, il FTSE MIB, in quanto i valori sono decisamente più bassi rispetto a quelli di qualche anno fa, e quindi si presume che, almeno nel lungo periodo, saranno destinate ad aumentare le loro quotazioni.

Infine, oltre tutti questi aspetti, è utile conoscere alcune tecniche di trading per investire, partendo sempre dal presupposto che una tecnica di sicura efficacia non esiste, altrimenti sarebbero tutti investitori di successo, ma sapendo che possono rivelarsi molto utili se gestite con prudenza. Alcune tecniche consistono nella speculazione, cioè sfruttare la volatilità dei mercati quando vengono pubblicati importanti dati macroeconomici puntando su un determinato titolo, ma almeno per chi non è ancora esperto è consigliabile partire con somme di denaro non molto elevate diversificando il più possibile gli investimenti, ossia acquistare titoli legati a diversi settori (bancario, energetico, industriale ecc.) per diminuire il rischio di eventuali cattive performance, che verrebbero così compensate.