Come diventare trader

In questo periodo tutti gli internauti sono costretti a “subire” pubblicità che invitano a intraprendere la danarosa strada del trading online. Ad ascoltare e leggere questi messaggi la tentazione è forte. Sono in molti, però, a non fidarsi e a intravedere negli slogan un tentativo di nascondere una realtà che potrebbe essere anche complessa. Questo approccio scettico è senz’altro giusto: non è sufficiente, per diventare trader, “accasarsi” presso un broker che promette facili guadagni. Il percorso è irto di ostacoli ma, di contro, questo sì, potenzialmente assai fruttuoso. Ecco qualche consiglio per diventare un trader.

Le fasi

Una volta che l’aspirante investitore ha preso la decisione di diventare un trader e, ovviamente, ha arricchito la sua conoscenza del mondo del trading navigando qua e là per internet, deve fare una cosa: tornare a studiare. E’ questo il segreto di ogni trader, sia egli esperto o alle prime armi. L’investitore deve studiare: i rudimenti della materia se è inesperto, l’andamento del mercato e le nuove tendenze se invece è più smaliziato.

Studiare, in entrambi i casi, non vuol dire solamente mettersi a capo chino sui libri e non fare nient’altro che inglobare nozioni. E’ molto utile, per esempio, dialogare con altri trader, informarsi sulle loro mosse, osservarli. Da questo punto di vista, assumono un’importanza significativa le piattaforme di trading sociale come eToro.

La seconda fase consiste nel mettere in pratico quanto appreso durante lo studio teorico. L’ideale non è iniziare subito a investire, bensì realizzare un passaggio intermedio: l’iscrizione a un account demo. Gli account demo sono dei conti che funzionano proprio come quelli reali. Il mercato è vero, l’interazione con gli attori del mercato è altrettanto reale. Ad essere finti – e questo è un bene – sono i soldi. Insomma, è un ottimo metodo per farsi le ossa.. Senza rompersele.

In questa fase “simulativa” è molto importante prendere nota di tutto ciò che accade: le mosse che sono state realizzate, le strategie che sono state tentate, i guadagni e le perdite, persino i primi sentimenti durante il trading. Conoscere se stessi “versione trader” è un ottimo antidoto contro il rischio, sempre presente, di perdere lucidità.

L’approccio psicologico è infatti decisivo. Innanzitutto, l’errore da evitare a ogni costo è prendere il trading come una sorta di scommessa. Nonostante la deriva emotiva potrebbe suggerire un’associazione tra gioco e investimento, le dinamiche dello scommettitore sono da bandire assolutamente. Sicché è sconsigliabile investire dopo una sconfitta solo nella speranza di compensare, come anche è sconsigliabile investire dopo un guadagno magari facendosi prendere dall’entusiasmo. Ogni mossa, insomma, va seriamente ponderata.

Importantissimo è anche il capitolo sulla personalità. Il trading non è infatti un’attività per tutti i caratteri. Alcuni sono indicati, altri no. Tra le qualità che un trader deve possedere spicca sicuramente il sangue freddo. Quando ci sono in ballo cifre enormi, è molto facile perdere la testa e agire senza lucidità. Essenziale è anche la capacità di sopportare lo stress, sia fisico che psicologico. Fisico perché alcune tecniche (come lo scalping) impongono una concentrazione profonda e prolungata, psicologico perché, appunto, il rischio di perdere denaro è dietro l’angolo in ogni istante.

Le letture

Si è detto che la prima fase consiste semplicemente nello studio. Fortunatamente, la letteratura a disposizione del principiante è davvero sterminata. Il consiglio è quello di non farsi scoraggiare dall’inglese: molti testi sono stati tradotti in italiano, ma quelli più utili sono presenti solo nell’idioma anglosassone. Ecco una lista dei libri da leggere per iniziare.

Stan Weinstein’s Secrets For Profiting in Bull and Bear Markets (di Stan Weinstein). Uno dei manuali più importanti. Utile tanto per il trading in genere quanto per il forex in particolare. Da imparare a memoria è la parte sulle quattro fasi del mercato azionario.

How to Make Money In Stocks (di O’Neil). Questo testo può essere considerato come la bibbia dei grafici. Semplicemente, insegna al lettore come leggere i grafici. Ce ne sono di tutti i tipi, immersi in contesti di ogni tipo. Interessanti – ed essenziali al fine della comprensione – le didascalie a piè pagina.

The Disciplined Trader & Trading In The Zone (di Mark Douglas). Questo libro tratta invece il capitolo “psicologico”. Come specificato sopra, l’aspetto della psiche è molto importante quando si trada. L’opera di Douglas illustra le dinamiche e fornisce ottimi consigli sul comportamento da tenere.

Market Wizards di Jack Schwager. Non un libro, bensì una collana. Ogni testo presenta una serie di interviste ai trader famosi.

Il consiglio dell’esperto

Per chiudere, il consiglio è quello di dare un’occhiata all’intervista rilasciata da Davide Biocchi al Sole 24 Ore. Trader di successo, uomo di punta di Directa, ha espresso la sua particolare visione del percorso che un trader principale è costretto a intraprendere. La sua visione è abbastanza pessimista e infatti ha messo subito le mani avanti: solo il 18% dei trader riesce a guadagnare, e solo il 5% riesce, grazie al trading, a mettere da parte gruzzoli consistenti.

Molto particolare è il suo parere sul capitolo sentiment. Baiocchi ha ribadito la categorica necessità di studiare e di fare esperienza, ma ha tessuto le lodi dell’intuito. A suo dire, un investitore compie il salto di qualità quando riesce a intuire il sentiment del mercato. Quest’ultimo, infatti, è dominato sì da variabili tecniche e dalla razionalità ma volte viene coinvolto in “percorsi emotivi di massa” che prevedono la proliferazione di sentimenti quali il panico, la paura, l’entusiasmo. Compito del trader è capire questi sommovimenti e riuscire, con umiltà, a mettere da parte le sue strategie quando è il momento.

C’è chi ha studiato tanto, ma al tempo stesso ha dentro di sé l’umiltà per sapere che la propria cultura non può nulla dinanzi alla forza del mercato. Sembrano affermazioni banalità, ma questo è il vero sunto di quel che ho imparato in 12 anni da trader”.