Lavoro, come cambiano i contratti a termine

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La Commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento del Partito Democratico con il quale vengono ridotte da 8 a 5 le proroghe dei contratti a termine, all’interno del consueto arco dei 36 mesi: il Pd mette in tal modo una “pezza” a uno dei temi più delicati e controversi della nuova riforma del lavoro, ora attesa dai passaggi parlamentari.

Madri lavoratrici

Ad ogni modo, quello che precede non è l’unico emendamento di nuova approvazione. Tra i principali spicca quello del relatore Carlo dell’Aringa, che prevede che le donne madri con un contratto a tempo determinato possano conteggiare il periodo di congedo per maternità ai fini dei requisiti necessari per poter acquisire il diritto di precedenza per le assunzioni a tempo indeterminato. Contemporaneamente, alle stesse lavoratrici madri sarà riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo determinato, effettuate dal datore di lavoro entro i 12 mesi successivi, e sempre con riferimento alle mansioni già espletate dalla donna. Infine, l’emendamento di Carlo dall’Aringa stabilisce che il datore di lavoro dovrà informare il lavoratore del diritto di precedenza mediante una comunicazione scritta che verrà consegnata al momento dell’assunzione.

Tetto assunzione lavoratori a tempo determinato

Tra le altre novità della riforma del lavoro spicca altresì l’introduzione di un vincolo per quei datori di lavoro che scelgono di assumere dei lavoratori a tempo determinato, superando il tetto del 20% (che obbliga all’assunzione a tempo indeterminato: “i lavoratori assunti a termine, in violazione del limite percentuale, sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione del rapporto di lavoro” – si legge ancora nel testo, che precisa come la sanzione non si applichi ai rapporti di lavoro che superano il limite percentuale, ma instaurati precedentemente all’entrata in vigore del decreto.