Nuovo Codice Appalti: a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Maggiore legalità e controllo dell'ANAC, Il nuovo Codice degli appalti rivoluziona il metodo contrattuale.

Al traguardo il Codice appalti. Lo scorso 15 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, il Decreto legislativo di attuazione delle Direttive europee in materia di contratti pubblici per lavori, servizi e forniture.

Con i suoi 217 articoli, il nuovo Codice degli appalti – ridotto e snellito rispetto al precedente – recepisce i pareri del Consiglio di Stato, delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza Unificata, individua le linee di indirizzo generale e definisce una disciplina transitoria per accompagnare gli operatori verso il nuovo metodo per appalti e concessioni.

Con una disciplina auto applicativa, non si prevede alcun regolamento di esecuzione e/o di attuazione, con criteri di semplificazione declinati da atti di indirizzo e linee guida che contribuiranno ad assicurare trasparenza, omogeneità e speditezza delle procedure.

Il nuovo ruolo dell’ANAC nel nuovo Codice Appalti

Alla base del nuovo Codice degli appalti, in attesa anche dagli operatori del settore (la data prevista per la pubblicazione era il 18 aprile) vi è il rafforzamento del ruolo dell’ANAC per il sostegno alla legalità, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e l’istituzione della Cabina di regìa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri quale organo di coordinamento e monitoraggio.

Contenuti del Codice appalti

Il Codice è articolato per processi, dalla procedura di affidamento fino a quello finale dell’esecuzione, secondo le fasi di pianificazione, programmazione e progettazione.

Fondamentali i criteri di trasparenza, economicità, efficacia, correttezza, tempestività, libera concorrenza, non discriminazione, già previsti dalla nostra Carta costituzionale (Art.97).

Sono specificate le regole procedurali per ogni tipologia contrattuale, quale appalto, concessioni, contratti in house, strumenti di partenariato pubblico-privato (compreso il project financing, di nuova introduzione) strumenti di sussidiarietà orizzontale ed introduzione del baratto amministrativo. E’ stata introdotta una forte limitazione all’appalto integrato, ammesso solo in casi eccezionali.

Nuove regole sul contenzioso

Per il contenzioso invece, il Codice introduce un nuovo rito abbreviato in camera di consiglio per l’impugnativa dei motivi di esclusione e disciplina i rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale.

Modalità di verifica del progetto

Il nuovo sistema è incentrato sulla qualità tecnica ed economica del progetto con tre livelli di progettazione: il nuovo progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo ed il progetto esecutivo, che viene posto a base di gara.

Il nuovo progetto di fattibilità sarà redatto sulla base di indagini specifiche di carattere geologico, fermo restando che deve individuare il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività.

Il subappalto sarà possibile entro la soglia massima del 30% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture.

Nuovo criterio di scelta dei contraenti per le Stazioni appaltanti

Quanto alla scelta del contraente, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, basata sul miglior rapporto qualità/prezzo (che coniuga offerta economica prevista e offerta tecnica) elimina quello della proposta economica più bassa.

In tal modo dovrebbe terminare la corsa al ribasso del miglior offerente per le Stazioni appaltanti,  permettendo di lasciare spazio alla competenza ed alla professionalità,  con un realistico costo del lavoro.

Il Consiglio di Stato con una recente pronuncia (Sez. V, 31/03/2016, n. 1270) si è espresso sulla valutazione del nuovo criterio, integrando come tale il punteggio numerico assegnato ai singoli elementi di valutazione dell’offerta a condizione che siano prefissati, con chiarezza e adeguato grado di dettaglio, i criteri di valutazione.

La ratio individua offerte anomale, sì da comportare l’esclusione di quelle che, seppur astrattamente convenienti sul piano economico, non raggiungano lo standard che l’Amministrazione si prefigge.

H3: Maggiore severità sulla qualifica degli operatori economici. Il Rating di legalità come scala di valutazione.

Per un maggior controllo degli operatori economici, è prevista una specifica disciplina nella quale rientra anche il rating di legalità, secondo standard predefiniti e sistemi premianti che consentono, progressivamente, di appaltare opere, lavori e servizi più costosi e complessi.

Viene favorita l’indipendenza delle commissioni giudicatrici, con la scelta dei componenti delle commissioni da un albo detenuto dall’ANAC.

Per la prima volta il nuovo Codice, come richiesto dal legislatore europeo, viene prevista una disciplina unitaria per le concessioni di lavori, servizi e forniture.

Il Codice prevede una nuova disciplina del sistema delle garanzie. La vecchia garanzia globale è sostituita dalla garanzia di buon adempimento – senza possibilità di svincolo, che permane fino alla conclusione dell’opera – e dalla garanzia per la risoluzione, che copre il costo del nuovo affidamento in tutti i casi in cui l’affidatario viene meno e il maggior costo che viene praticato dal subentrante.

Il Documento di gara unico europeo

Per favorire la concorrenza, viene introdotto il Documento di gara unico europeo, che consentirà un’immediata apertura della concorrenza europea e semplificazioni per gli operatori economici.

È inoltre previsto il graduale passaggio a procedure interamente gestite in maniera digitale, con riduzione degli oneri amministrativi e razionalizzazione delle banche dati, presso l’ANAC e presso il MIT.

L’introduzione del Partenariato Pubblico Privato

Viene disciplinato nel Codice per la prima volta l’istituto del Partenariato pubblico privato (PPP) quale forma di sinergia tra i poteri pubblici e i privati per il finanziamento, la realizzazione o la gestione delle infrastrutture o dei servizi pubblici.

È disciplinato anche il baratto amministrativo per la realizzazione di opere di interesse della cittadinanza, con finalità sociali e culturali, a cura di gruppi di cittadini organizzati, senza oneri per l’ente.

Per le grandi opere pubbliche, che possono avere impatto ambientale e sociale sui territori, è obbligatorio il ricorso alla procedura del dibattito pubblico.

Viene creato presso il MIT un apposito albo nazionale cui devono essere obbligatoriamente iscritti i soggetti che possono ricoprire gli incarichi di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici aggiudicati con la formula del contraente generale. La loro nomina nelle procedure di appalto avviene mediante pubblico sorteggio.

Riti alternativi

Viene introdotto un rito speciale in camera di consiglio del Tar, per cui il Tribunale Amministrativo Regionale è ricorribile entro trenta giorni dalla pubblicazione della composizione della Commissione o dell’elenco degli esclusi e degli ammessi. L’omessa impugnazione preclude la facoltà di far valere l’illegittimità nei successivi atti della procedura di gara anche con ricorso incidentale.

Sono poi previsti rimedi alternativi quali l’accordo bonario, l’arbitrato e la transazione, secondo i termini indicati nel Codice stesso. Sono poi inseriti altri rimedi quali il collegio tecnico consultivo e i pareri di precontenzioso dell’ANAC.

È previsto il graduale passaggio a procedure interamente gestite in maniera digitale, con conseguente riduzione degli oneri amministrativi, con razionalizzazione delle banche dati, ridotte a due, presso l’ANAC (per l’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo) e presso il MIT, sui requisiti generali di qualificazione degli operatori economici.

Semplificazione, digitalizzazione e legalità. Verso una maggiore trasparenza.