Mentre il resto del mercato crypto arrancava, Circle ha deciso di andare controcorrente e in grande stile.
Il 25 febbraio 2026, il titolo CRCL alla Borsa di New York ha guadagnato oltre il 35% in una singola seduta: il rialzo più grande dalla quotazione pubblica avvenuta l’anno scorso.
Il motivo? Una trimestrale da sogno. Ricavi Q4 pari a 770 milioni di dollari (+77% anno su anno), utili per azione a 0,43 dollari contro una stima di mercato di appena 0,16 – più del doppio di quanto si aspettassero gli analisti.
In un settore abituato alle delusioni, questi numeri suonano quasi come una provocazione. E la storia dietro è più interessante dei numeri stessi: Circle dimostra che gli stablecoin possono prosperare proprio quando il mercato crypto è in bear market.
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Sommario
USDC da record: cosa ha fatto esplodere la crescita
Il meccanismo che alimenta i profitti di Circle è quasi elegante nella sua semplicità. La società emette USDC, la stablecoin agganciata al dollaro, e investe i fondi ricevuti in titoli del Tesoro USA a breve termine, incassando la cedola.
Nel Q4 2025, la supply circolante di USDC è balzata del 72% anno su anno, portandosi a 75,3 miliardi di dollari.
I token coniati nell’anno hanno toccato 82,4 miliardi, con una crescita del 107%. I ricavi dalle riserve hanno raggiunto 733 milioni di dollari su un totale di 770 milioni – quasi tutto il fatturato, insomma, viene da questo meccanismo.
L’EBITDA rettificato del trimestre è balzato del 412% rispetto al Q4 2024, a 167 milioni. Un salto di qualità impressionante.
Merito anche del GENIUS Act firmato da Trump, una legge che ha dato ai dollari digitali una struttura normativa federale chiara e ha fatto da catalizzatore per l’adozione istituzionale di USDC.
Arc, la blockchain proprietaria che riduce la dipendenza dalla Fed
Circle non si è fermata a incassare i dividendi dei tassi alti. Sa benissimo che ogni taglio della Fed riduce i rendimenti delle riserve, e ha costruito una rete di sicurezza.
Si chiama Arc: una blockchain proprietaria lanciata l’anno scorso, che elabora pagamenti in meno di un secondo con commissioni stabili e prevedibili.
Le aziende usano Arc per negoziare strumenti finanziari tokenizzati, per fare acquisti e-commerce, per condurre transazioni business-to-business senza i costi variabili delle piattaforme concorrenti. Già solo questo basterebbe a cambiare la storia dell’azienda nel medio termine.
Ma c’è di più: nel Q4 Circle ha ottenuto un’autorizzazione preliminare per una national trust bank charter negli USA, un passo che, se portato a termine, integrerebbe USDC direttamente nel circuito bancario tradizionale.
Una mossa che avvicinerebbe Circle a un’infrastruttura finanziaria di sistema.
Le aspettative per il 2026 e l’ecosistema che cresce
Per quest’anno Circle stima ricavi non da interesse tra 150 e 170 milioni, già sopra le stime degli analisti (145,2 milioni).
Diamo un’occhiata ai dati della trimestrale:
L’ecosistema attorno a USDC si allarga. Stripe, che ha scommesso strategicamente su USDC, sta guardando a un’acquisizione parziale o totale di PayPal, secondo Bloomberg . una mossa che, se confermata, porterebbe USDC a contatto con centinaia di milioni di utenti retail.
Kraken ha appena lanciato il trading 24/7 sulle xStocks tokenizzate, mentre Tether lavora su possibili carte crypto e ha investito in Whop.
Il panorama dei pagamenti digitali si sta ridisegnando rapidamente e Circle, con il suo binomio USDC-Arc, sembra avere le carte giuste per un ruolo da protagonista.
Il duello con Tether: stessa categoria, giochi diversi
Confrontarsi con Tether è inevitabile. USDT ha una capitalizzazione che vale circa il doppio di USDC, e nella pratica quotidiana del trading crypto è ancora lo strumento dominante.
Ma la partita si gioca su un campo diverso: gli investitori istituzionali e i regolatori guardano a USDC per la sua trasparenza e per la conformità normativa più solida.
Tether resta opaco su alcuni aspetti delle sue riserve, il che crea attrito con chi deve fare due diligence. Nel lungo periodo, in un mondo crypto che si regolarizza, la credibilità vale più della quota di mercato di oggi.
Circle lo sa, e la trimestrale appena pubblicata è il miglior biglietto da visita che potesse presentare.
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