Cina più forte degli USA: 1° potenza economica del mondo entro l’anno

yen

Gli Stati Uniti paese leader dal 1872 sono sul punto di cedere la corona di economia più grande del mondo alla Cina, ampiamente prima di quanto molti economisti avessero pronosticato.

L’International Comparison Program (ICP), il centro statistico della Banca Mondiale che copre 199 economie comprese in otto regioni, ha mostrato mercoledì 30 aprile il report dei nuovi risultati globali conseguiti nel 2011. I dati dipingono un nuovo e diverso quadro dell’economia internazionale rispetto all’ultimo aggiornamento del 2005.

Dopo intensive ricerche sui prezzi dei beni e dei servizi la Banca Mondiale ha infatti concluso che il denaro si sta spostando verso le economie più povere aumentando le possibilità di crescita dei paesi emergenti.

Le stime del costo reale della vita sono state effettuate attraverso il parametro del purchasing power parity (PPP), riconosciuto come misura migliore rispetto ai tassi di cambio volatili che raramente riflettono il vero sotto di beni e servizi.

Nel 2005 l’ICP ha calcolato il PIL cinese come meno della metà delle dimensioni dei Stati Uniti (43%). Tuttavia nel nuovo report, lo stesso centro statistico ha dichiarato che il PIL cinese ha eguagliato nel 2011 l’87% di quello americano.

Gli esperti in capo al programma ICP hanno spiegato che grazie alle modifiche nella metodologia d’indagine, si trova conferma delle stime così in rialzo sull’economia cinese. L’equipe ha poi proseguito spiegando come il parametro PPP sia un misuratore di rapporti tra diverse economie migliore. I paesi stimano il loro PIL con i livelli dei prezzi nazionali e nelle varie monete nazionali, dunque questi non sono comparabili. Per essere confrontati, devono essere valutati ad un livello di prezzi comune ed essere espressi in una valuta comune.

La Cina è quindi pronta al sorpasso se si sottolinea anche che il Fondo Monetario Internazionale si aspetta di attestare la crescita cinese tra il 2011 e il 2014 al 24% mentre quella americana solo al 7,6%.

I nuovi dati rilasciati rivoluzionano allora la fotografia del panorama economico mondiale aumentando l’importanza dei paesi con reddito medio-grande. Oltre il “miracolo” cinese infatti l’India (cui la dimensione del PIL nel 2011 eguagliava il 37% di quello USA) diventerà presto la terza economia mondiale balzando dalla decima posizione occupata nell’analisi del 2005.

Nonostante i paesi più ricchi del mondo contengano solo il 17% della popolazione e rappresentino ancora il 50% del PIL mondiale, guardando al consumo reale pro capite, lo studio – attraverso la nuova metodologia – ha rilevato di pari passo ad un aumento della crescita nei paesi emergenti, una notevole riduzione del divario tra ricchi e poveri suggerendo un mondo che si dirige verso una redistribuzione della ricchezza più egualitaria. Direzione che tutti i paesi tanto quelli industrializzati che combattono per uscire dalla crisi quanto quelli che invece sperano di essere il prossimo paese emergente, si aspettano di intraprendere a ridosso di un cambio radicale tra un epoca e l’altra.

Foto originale by Holly Golabek