Che cos’è la Recessione?

Cos’è la Recessione? La Recessione si verifica quando in un determinato Paese viene meno la capacità di implementare la produzione e si determina il blocco della crescita economica.

Si tratta di una condizione macroeconomica caratterizzata da livelli di attività produttiva (PIL) più bassi di quelli che si potrebbero ottenere usando completamente ed in maniera efficiente tutti i fattori produttivi a disposizione, in contrapposizione dunque al concetto di crescita economica.

Innanzitutto, occorre evidenziare che l’interpretazione del termine recessione è diversa a seconda del Paese di riferimento dal momento che, in alcuni casi, si prende come indicatore soltanto il PIL, in altri si tiene conto anche di ulteriori criteri, come i dati relativi alla produzione industriale o il livello di disoccupazione o ancora altri fattori che possono incidere sull’andamento dell’economia di un Paese.

Tipologie di recessione

In Italia viene fatto un distinguo tra recessione tecnica, recessione conclamata (detta anche depressione) e recessione economica.

La prima, recessione tecnica, ha luogo quando il PIL è negativo per sei mesi consecutivi, nei quali il Paese non riesce a far fruttare le proprie risorse produttive ed è la situazione in cui, peraltro, attualmente versa l’Italia.

Se, decorsi i sei mesi, la situazione economica non muta e il PIL presenta un calo in misura superiore al 10%, si parla di recessione conclamata.

Quando poi il PIL, considerando i dati di riferimento dell’anno precedente, ha una flessione che supera il -1% si ha la cosiddetta recessione economica.

Conseguenze della recessione e soluzioni adottabili

I primi effetti della recessione sono il calo del livello di occupazione e i licenziamenti, perché le aziende tenderanno a ridurre al minimo i costi d’impresa smettendo di investire nelle risorse umane, sia licenziando, sia ovviamente non assumendo più personale.

La recessione potrebbe portare come conseguenza ad un abbassamento dei tassi di interesse, al fine di favorire l’accesso al credito da parte delle imprese in crisi.

Così facendo, ne deriverebbe certamente una ripresa della produzione e verrebbe ripristinato l’equilibrio tra domanda e offerta di beni e servizi, che porterebbe alla rinascita economica del Paese.

Sarebbe in tal senso auspicabile un intervento della Banca Centrale Europea che consenta un ulteriore ribasso dei tassi di interesse i quali (dobbiamo tuttavia tener presente) in Europa sono già ai minimi livelli rispetto al resto del mondo.

Un’altra soluzione per favorire l’uscita dalla recessione potrebbe consistere nell’ adozione di una politica che agevoli gli investimenti da parte delle imprese, non solo con la riduzione dei tassi di interesse, ma altresì attraverso una riduzione delle imposte.

Una simile manovra agevolerebbe senza ombra di dubbio le imprese fortemente provate dal periodo di recessione.

Anche i titoli di stato potrebbero subire delle importanti conseguenze in seguito ad un periodo economicamente negativo e, in virtù di questo, le agenzie preposte potrebbero decidere di tagliare gli indicatori del debito.

Di non poco conto sono poi gli effetti che potrebbero derivare sul deficit pubblico in seguito a recessione, per cui lo Stato potrebbe decidere o di optare per una manovra correttiva oppure potrebbe cercare di monitorare la spesa pubblica al fine di tenerla sotto controllo.

Quando la recessione puo’ considerarsi terminata

In gergo tecnico, la recessione può dirsi terminata quando si verifica una crescita economica.

Poiché potrebbe doversi attendere un periodo di tempo anche abbastanza lungo per vedere la risalita di un’economia – dal momento in cui si verifica il picco (peak) fino al momento in cui finisce la contrazione – la percezione della popolazione circa l’uscita dalla recessione si avrà quando saranno ripristinati i livelli di normalità dello Stato in cui vive, quali l’aumento dei redditi e la diminuzione del livello di disoccupazione.
Casi di recessione nel mondo

La storia insegna che difficilmente le economie crescono senza subire degli arresti momentanei dato che, primi tra tutti, gli Stati Uniti hanno subìto fasi di recessione a partire dalla Seconda Guerra Mondiale.

Discorso analogo può farsi per il Giappone che ha subito ben tre fasi di arresto (durante il cosiddetto decennio perduto) e lo stesso può dirsi anche di altri paesi.

A livello di politica economica globale, inoltre, possiamo ricordare che nel non lontano dicembre del 2007, diverse economie dei paesi del G7 tra cui anche Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Canada e Giappone hanno vissuto una contrazione dell’economia talmente grave e protratta nel tempo che si è parlato addirittura di Grande Recessione.

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