Cessione diritti autore: requisiti, ritenuta fiscale e posizione INPS

Vediamo tutto ciò che c'è da sapere sul contratto d'autore

Il contratto d’autore è una forma contrattuale sempre più utilizzata in vari settori: dall’editoria al giornalismo, dalle traduzioni al mondo della pubblicità e del marketing. Viene scelta dai datori di lavoro per regolarizzare forme di collaborazioni il più delle volte occasionali e legate a singoli progetti di volta in volta portati a termine. Esso non prevede particolari requisiti fiscali e alla luce di ciò è molto scelta al pari della ritenuta d’acconto per quanti non sono titolari di Partita IVA. Di seguito ci occuperemo nel dettaglio della cessione diritti autore e di tutti i suoi aspetti.

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Immagine di un contratto per la cessione dei diritti d’autore

Cessione diritti autore: tipo di contratto

Alla luce di quanto detto nell’incipit, si può dire che il contratto d’autore che sancisce la cessione diritti autore è destinato a queste categorie professionali: scrittori; traduttori; autori televisivi; editor; copywriter; giornalisti. Questa tipologia di contratto è preferita anche per la sua natura versatile, dato che non obbliga l’autore ad essere presente fisicamente in un ufficio, né a lavorare in determinati orari prestabiliti. Infatti, solitamente viene preferito per rapporti di lavoro a distanza, specie da casa. Il contratto prevede eventualmente delle scadenze e dei parametri entro i quali l’autore deve attenersi per completare il proprio lavoro intellettuale. Pertanto, non si tratta di un lavoro vero e proprio, ma, come dice il termine stesso, un accordo nero su bianco tramite il quale l’autore consente lo sfruttamento di una sua opera d’ingegno a un committente in cambio di un corrispettivo. La cessione diritti autore costituisce una branca del diritti commerciali (sfruttamento economico di un’opera di ingegno) ed è regolata dal Codice Civile e dall’apposita Legge sull’Editoria.

Come dicevamo, nel contratto d’autore ci sono i seguenti dati: la descrizione del tipo di lavoro definito in base a uno specifico contratto sottoscritto da entrambi; i dati anagrafici di entrambe le parti, Autore dell’Opera e società editrice o legale rappresentante di essa; il compenso pattuito per la cessione dei diritti e le modalità di pagamento. Non sono, come anticipato, riportate disposizioni quali orari una sede fisica di lavoro. In questi casi saremmo dinanzi a un contratto di lavoro vero e proprio.

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E’ importante tutelare anche il copyright

Cessione diritti autore: trattamento fiscale

Veniamo ad un altro aspetto molto importante: il trattamento fiscale. Per il contratto d’autore sono previste regole del tutto differenti rispetto a quelle previste per i contratti di lavoro subordinato o di collaborazione occasionale. Infatti, il corrispettivo erogato all’autore è assoggettato ad una ritenuta alla fonte del 20% sulla base imponibile, che viene elevata al 30% nel caso di soggetto non residente in Italia. Inoltre, la base imponibile è soggetta ad ulteriori disposizioni del Tuir, acronimo di Testo Unico delle Imposte sui Redditi:

– per autori con meno di 35 anni, la base imponibile è pari al 60% del compenso;

– per autori con età maggiore o uguale ai 35 anni, la base imponibile è pari al 75% del compenso;

Ancora, per i compensi di questa natura non esiste il vincolo dei 5.000 euro lordi all’anno stabilito invece per le collaborazioni occasionali. Pertanto, l’autore può cumulare più importi da più opere d’ingegno. Ancora, per essere in regola con la dichiarazione dei redditi, questi compensi  derivanti da cessione diritti devono essere dichiarati nel Modello 730 o Modello Unico, considerati come Redditi da Lavoro Autonomo sotto la voce “Altri redditi”. Occorre altresì indicare la deduzione forfettaria e la ritenuta alla fonte subita. Ad essi si applica il cosiddetto criterio di cassa e alla luce di ciò vengono considerati nel periodo d’imposta in cui vengono effettivamente percepiti. Ovvero, quando sono effettivamente pagati all’autore e non quando il contratto viene stipulato.

Cessione diritti d’autore: trattamento INPS

Veniamo infine ad un ultimo punto molto importante: il trattamento INPS di una cessione diritti autore. L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha già chiarito che risulta soggetto a imposizione solo in caso esso sia abituale, anche se non esclusivo. Quanto al trattamento previdenziale si possono avere i seguenti casi:

  1. l’autore è un libero professionista iscritto a una delle Casse dei Professionisti, ossia INPGI per i giornalisti o altra cassa professionale se svolge una professione differente;
  2. l’autore è un artista iscritto al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo ex ENPALS (Fpls): in questo secondo caso, per il calcolo della base contributiva si applica una franchigia del 40% all’ammontare totale dei compensi. Su essa poi si calcolano i contributi dovuti all’Ex Empals dovuti dal datore di lavoro che, però, applica una rivalsa sul compenso assegnato al lavoratore (l’aliquota varia tra il 9,19% e il 10,19%, in base all’importo del compenso e alla categoria professionale specifica);
  3. l’autore non è iscritto né a una cassa professionale né al Fpls, e pertanto, non sussiste alcun obbligo contributivo nei confronti della Gestione separata INPS.